Il centrodestra prepara la festa. Appuntamento giovedì in piazza, spumanti da stappare per la separazione delle carriere che diventa legge costituzionale, aspettando il referendum. Poi è in incubazione una campagna spoliticizzata, perché Giorgia Meloni ha capito che non le conviene trasformare la consultazione in un voto su di sé. E dunque caccia grossa ad avvocati, vittime della “malagiustizia”, pure magistrati fuori linea con l’Anm. Largo insomma alla società civile. E potrebbe tornare a farsi sentire in questo senso anche Marina Berlusconi, che già ieri dalle colonne del Giornale incensava la riforma a un passo dal varo, lodando il governo che ha avuto «il coraggio e la forza di avviarla», bersagliando ovviamente le toghe politicizzate. L’erede del Cavaliere vorrebbe aggiungere un altro pezzetto: la responsabilità civile per i magistrati che incappano in errori. Vecchio pallino di FI. Si vedrà. Per la presidente di Fininvest è comunque la giustizia «la luna nera che urge illuminare…
Il centrodestra prepara la festa. Appuntamento giovedì in piazza, spumanti da stappare per la separazione delle carriere che diventa legge costituzionale, aspettando il referendum. Poi è in incubazione una campagna spoliticizzata, perché Giorgia Meloni ha capito che non le conviene trasformare la consultazione in un voto su di sé. E dunque caccia grossa ad avvocati, vittime della “malagiustizia”, pure magistrati fuori linea con l’Anm. Largo insomma alla società civile. E potrebbe tornare a farsi sentire in questo senso anche Marina Berlusconi, che già ieri dalle colonne del Giornale incensava la riforma a un passo dal varo, lodando il governo che ha avuto «il coraggio e la forza di avviarla», bersagliando ovviamente le toghe politicizzate. L’erede del Cavaliere vorrebbe aggiungere un altro pezzetto: la responsabilità civile per i magistrati che incappano in errori. Vecchio pallino di FI. Si vedrà. Per la presidente di Fininvest è comunque la giustizia «la luna nera che urge illuminare».
Intanto la maggioranza ha allertato le truppe a Palazzo Madama: tutti convocati. Martedì inizia la discussione per la quarta e ultima lettura della riforma. Pregiudiziali, poi discussione, giovedì è il giorno cerchiato di rosso: ultimo voto. La coalizione di governo intende celebrare l’approvazione in grande stile. Anche perché con l’autonomia differenziata impelagata per i problemi con i Lep e il premierato rimandato alla prossima legislatura (il referendum non si terrà prima delle Politiche), la separazione delle carriere è l’unica grande riforma costituzionale promessa dal governo Meloni che arriverà a dama entro il ‘27. Ecco allora l’idea di una festa in piazza: stavolta sarà unitaria. In occasione della terza lettura, era scattato il derby FdI-FI, gara a chi si intestava di più la legge. Stavolta la manifestazione — o sit-in — sarà di tutto il centrodestra. I partiti studiano le location: piazza Sant’Eustachio, sotto al Senato, oppure piazza Montecitorio. Capienze diverse: dipenderà anche dalla partecipazione.
La sfida vera però è quella del referendum. Per quelli costituzionali non c’è quorum: vince chi mobilità di più. Anche per questo l’idea, a destra, è di non trasformare l’appuntamento — che si terrà dopo la Pasqua del 2026 — in una conta sulla premier. Sempre giovedì è in programma una riunione a via della Scrofa. Meloni non ci sarà, ma tutti i big della fiamma sono convocati: la sorella Arianna, Giovanni Donzelli, Francesco Lollobrigida, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. È il segnale che la macchina dei Fratelli si sta mettendo in moto, per limare la strategia. Anche FI è in fibrillazione: si pensa a una dedica particolare per Berlusconi. Ma il punto è come coinvolgere gli elettori.
I dettagli sono ancora da definire, ma l’idea che serpeggia tra i partiti di maggioranza, condivisa dalle varie forze politiche, è di istituire più comitati referendari. Non guidati da politici. Da settimane, sottotraccia, si stanno sondando avvocati, vittime di topiche giudiziarie, ma anche magistrati o ex disposti a sposare la causa. Il sogno, confida un big di FdI, è Sabino Cassese, che si è già speso a favore della separazione delle carriere di giudici e pm. Un sondaggio interno, per capire il gradimento degli italiani, sarà commissionato a stretto giro