«Io sono molto provato da questa vicenda», confida al telefono il componente del garante della privacy Agostino Ghiglia.
Perché è provato, consigliere?
«Mi ha molto colpito il fatto di essere seguito. Lo può fare la magistratura e, ovviamente, ha il diritto di farlo. In tutti gli altri casi, però, è diverso. Io sono giornalista, conosco il codice deontologico, so che i cronisti dovrebbero qualificarsi. Il bilanciamento tra il diritto alla riservatezza e quello di stampa è delicatissimo. Non si può affrontare dicendo: è bianco, è nero. Spesso le cose sono grigio perla».
Chi pensa l’abbia seguita?
«Sarà stato sicuramente un libero cittadino che ha riconosciuto il famosissimo volto di Ghiglia, secondo solo a Brad Pitt… Mi ha riconosciuto e immortalato».
Ha sporto…
«Io sono molto provato da questa vicenda», confida al telefono il componente del garante della privacy Agostino Ghiglia.
Perché è provato, consigliere?
«Mi ha molto colpito il fatto di essere seguito. Lo può fare la magistratura e, ovviamente, ha il diritto di farlo. In tutti gli altri casi, però, è diverso. Io sono giornalista, conosco il codice deontologico, so che i cronisti dovrebbero qualificarsi. Il bilanciamento tra il diritto alla riservatezza e quello di stampa è delicatissimo. Non si può affrontare dicendo: è bianco, è nero. Spesso le cose sono grigio perla».
Chi pensa l’abbia seguita?
«Sarà stato sicuramente un libero cittadino che ha riconosciuto il famosissimo volto di Ghiglia, secondo solo a Brad Pitt… Mi ha riconosciuto e immortalato».
Ha sporto denuncia per il fatto che l’hanno seguita?
«Non ancora, ma lo farò. Non posso sapere chi l’ha fatto. Quando in passato qualche giornalista si è qualificato, ho risposto. Di solito non fuggo, basta mostrarsi».
Mi scusi, ma non le è sembrato inopportuno entrare nella sede di Fratelli d’Italia? Non ci ha pensato, visto il ruolo che ricopre?
«Senta, per me è naturale che non fosse inopportuno. Ho parlato con Italo Bocchino, abbiamo discusso dei nostri rispettivi libri».
E con chi altro ha parlato?
«Ho incrociato Arianna Meloni, ci siamo salutati. Siamo amici da anni».
Non ha parlato con Giorgia Meloni?
«No, non la vedo da cinque anni. Ma ci fosse stato il presidente (la presidente del Consiglio, ndr), l’avrei certamente salutata. Non ci sarebbe stato nulla di male. Il mio passato politico è stranoto, ho fatto il parlamentare per due legislature».
Ma nella sede di FdI ha discusso con qualcuno di Report?
«Non ho parlato con nessuno di loro di quanto succede nel collegio. Se lo avessi fatto, avrei violato un dovere di riservatezza. C’è anche da dire che in realtà avrei potuto parlarne, riportando quanto aveva già anticipato e pubblicato il Fatto quotidiano. Ma non l’ho fatto».
E fuori dalla sede di FdI ha parlato con qualche dirigente meloniano del provvedimento, nei giorni precedenti?
«Io non ho mai parlato dei nostri provvedimenti con alcuno. L’autorità svolge con serietà il proprio lavoro. Lo facciamo tutti noi. Con imparzialità. Anche l’ex presidente Soro ha un passato in Parlamento (nel Pd, ndr). Siamo stati designati. Ma questo non cambia le cose rispetto a come assumiamo le nostre decisioni. Poi, se si vuole ricamare sul nulla, per carità, fate pure».
Si sente tradito da qualcuno dentro l’Autorità, consigliere Ghiglia?
L’intervistato sospira, pensa per qualche secondo alla risposta. «È difficile darle una risposta. Però, certo, la circostanza che sia venuta fuori la sentenza prima che venisse depositata, è un fatto. E mi fa riflettere».