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Berutti Bergotto nominato al vertice della Marina: continuità nelle riforme

L’ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto 

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L’ammiraglio era vice dell’attuale capo di Stato maggiore Credendino e ha partecipato alla gestione degli impegni straordinari, dalla missione nel Mar Rosso al controllo della flotta russa
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L’ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto è stato nominato capo di stato maggiore della Marina. Una scelta di continuità: vice dell’attuale numero uno Enrico Credentino, dovrà portare avanti le riforme varate dal predecessore negli anni più straordinari nella storia della nostra flotta militare. Dal 2022 le missioni si sono moltiplicate. C’è stata anzitutto la necessità di controllare la presenza russa nel Mediterraneo, cresciuta nella prima fase dell’invasione dell’Ucraina con unità che hanno compiuto manovre persino nell’Adriatico, sottomarini e tanti battelli spia. Poi il sabotaggio del gasdotto Nord Stream ha posto il problema di vigilare sulle reti che trasportano energia e dati nei fondali, imponendo una radicale trasformazione nel settore subacqueo. Quindi la spedizione europea nel Mar Rosso a protezione del traffico mercantile minacciato dagli Houthi che ha impegnato i nostri marinai in azioni di combattimento contro droni e missili lanciati dai miliziani yemeniti. Inoltre c’è st…

L’ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto è stato nominato capo di stato maggiore della Marina. Una scelta di continuità: vice dell’attuale numero uno Enrico Credentino, dovrà portare avanti le riforme varate dal predecessore negli anni più straordinari nella storia della nostra flotta militare. Dal 2022 le missioni si sono moltiplicate. C’è stata anzitutto la necessità di controllare la presenza russa nel Mediterraneo, cresciuta nella prima fase dell’invasione dell’Ucraina con unità che hanno compiuto manovre persino nell’Adriatico, sottomarini e tanti battelli spia. Poi il sabotaggio del gasdotto Nord Stream ha posto il problema di vigilare sulle reti che trasportano energia e dati nei fondali, imponendo una radicale trasformazione nel settore subacqueo. Quindi la spedizione europea nel Mar Rosso a protezione del traffico mercantile minacciato dagli Houthi che ha impegnato i nostri marinai in azioni di combattimento contro droni e missili lanciati dai miliziani yemeniti. Inoltre c’è stato il primo schieramento di un carrier strike group guidato dalla portaerei Cavour nell’Indopacifico, nuovo scenario delle attività Nato.

Beruti Bergotto, 62 anni, è un ufficiale di lungo corso che tra l’altro ha comandato la fregata Scirocco e il caccia Andrea Doria. È stato pure force commander di Sophia, la più grande operazione Ue in assoluto che resterà negli annali per aver soccorso decine di migliaia di profughi: anche in quell’occasione era agli ordini di Credendino. Per tre anni inoltre è stato docente all’accademia dell’Us Navy di Annapolis, insegnando navigazione ai cadetti statunitensi. Come ha sottolineato il capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano: “La sua comprovata esperienza, la profonda conoscenza del dominio marittimo e il senso delle istituzioni. Ma stituzioni saranno garanzia di continuità e visione strategica al servizio del Paese”.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha salutato la nomina: “Uomo delle Istituzioni, con un profilo umano e professionale di altissimo livello, saprà tracciare la rotta della Marina Militare con competenza e visione, guidandola verso nuove sfide. Sempre più avanti e verso nuovi orizzonti, con determinazione e senso del dovere, per il bene e la sicurezza del Paese. Mari calmi e vento in poppa, Ammiraglio!”.

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