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Mattarella: “L’Ue ritrovi lo slancio, è urgente accelerare”

(ansa)

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Il capo dello Stato a Firenze ha partecipato alla riunione del Consiglio direttivo della Banca centrale europea
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Sergio Mattarella cita Carlo Azeglio Ciampi, sulla “zoppìa dell’Unione”. Duetta con la presidente della Bce Christine Lagarde su Giovanni de’ Medici e Machiavelli. Invita la Ue “a ritrovare lo slancio e il coraggio che animarono i grandi passaggi istituzionali del processo di integrazione europea fino all’adozione della moneta unica. urgente accelerare”, ammonisce. Il rischio è di perdersi. E di perdere il multilateralismo che ha garantito la pace. Anche quest’ultimo va riformato, per salvaguardarne l’efficacia. C’è in giro “un diffuso senso di incertezza e anche di insicurezza, anche nei Paesi occidentali, che può condurre a scelte errate e porre a rischio valori che consideravamo acquisiti”. Un allarme democratico bello e buono.

Mattarella trascorre la giornata a Firenze, dove giunge in treno, tra la visita a palazzo Strozzi, alla mostra “Beato Angelico”, un passaggio alla Fondazione Spadolini, poi nel pomeriggio il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta lo accoglie a palaz…

Sergio Mattarella cita Carlo Azeglio Ciampi, sulla “zoppìa dell’Unione”. Duetta con la presidente della Bce Christine Lagarde su Giovanni de’ Medici e Machiavelli. Invita la Ue “a ritrovare lo slancio e il coraggio che animarono i grandi passaggi istituzionali del processo di integrazione europea fino all’adozione della moneta unica. urgente accelerare”, ammonisce. Il rischio è di perdersi. E di perdere il multilateralismo che ha garantito la pace. Anche quest’ultimo va riformato, per salvaguardarne l’efficacia. C’è in giro “un diffuso senso di incertezza e anche di insicurezza, anche nei Paesi occidentali, che può condurre a scelte errate e porre a rischio valori che consideravamo acquisiti”. Un allarme democratico bello e buono.

Mattarella trascorre la giornata a Firenze, dove giunge in treno, tra la visita a palazzo Strozzi, alla mostra “Beato Angelico”, un passaggio alla Fondazione Spadolini, poi nel pomeriggio il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta lo accoglie a palazzo Corsini. Qui si svolge la riunione di politica monetaria del direttivo della Banca centrale europea. “Tutti i membri del Consiglio direttivo si riconoscono nelle sue parole”, gli dice Panetta. "Pochi possono eguagliare il suo straordinario percorso e la sua costante dedizione al benessere del popolo italiano, in un momento in cui la fiducia in tutta Europa è messa alla prova, la fiducia in lei ha continuato a crescere", lo elogia Lagarde. Mattarella contraccambia l’apprezzamento, sottolineando il modo con cui la Bce ha affrontato “la pandemia, lo shock energetico, seguito alla sciagurata aggressione russa all’Ucraina, il repentino rialzo dell’inflazione, oggi riassorbito”.

Il mondo è cambiato da quando la Bce ha iniziato a operare nel 1998. Sono emerse nuove potenze globali, sono insorti conflitti, tensioni geopolitiche, dispute commerciali. L’Europa ha fatto passi avanti, “ma essi oggi appaiono insufficienti rispetto alla portata dei mutamenti in atto”. Ed è qui che cita Ciampi, “un mio illustre predecessore”. La zoppia dell’Unione, ovvero “l’evidente asimmetria tra la moneta unica e una politica economica e fiscale ancora frammentata. La Bce, unica tra le grandi banche centrali, opera in un contesto in cui agiscono venti diversi Stati – presto ventuno – con altrettante politiche di bilancio, con normative non pienamente armonizzate, con mercati finanziari tuttora confinati in ambiti nazionali”. C’è – avverte – una carenza di “un’azione comune che indebolisce tutti e si traduce in una minore capacità di rispondere alle necessità dei cittadini e in una progressiva perdita di rilevanza sul piano internazionale. Non possiamo permettercelo”.

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