Report, Ghiglia: “È vero, ho sentito Sangiuliano. Ma non ho fatto pressioni sull’Authority”
di Giuliano Foschini“Sì, è vero, Sangiuliano mi ha scritto per inoltrarmi il ricorso che aveva già presentato al Garante. Ma non c’è stata alcuna corsia preferenziale, né tantomeno io ho fatto alcun tipo di pressione. Se l’avessi fatta, sarei davvero uno sfigato, visto che la decisione è arrivata dopo più di un anno…”.
Agostino Ghiglia, il membro dell’Autorità del Garante della Privacy contestato per essere stato nella sede di Fratelli d’Italia il giorno prima della decisione sul caso Report, si difende con Repubblica.
Sul suo operato e sull’ultima accusa: quella cioè di aver sentito direttamente Sangiuliano.
“Sì, è vero. Ma si è trattato soltanto di un’indicazione, direi di un dato di cronaca. Sfido chiunque a dire che c’è stato un favoritismo”.
Ghiglia, non è usuale ch…
“Sì, è vero, Sangiuliano mi ha scritto per inoltrarmi il ricorso che aveva già presentato al Garante. Ma non c’è stata alcuna corsia preferenziale, né tantomeno io ho fatto alcun tipo di pressione. Se l’avessi fatta, sarei davvero uno sfigato, visto che la decisione è arrivata dopo più di un anno…”.
Agostino Ghiglia, il membro dell’Autorità del Garante della Privacy contestato per essere stato nella sede di Fratelli d’Italia il giorno prima della decisione sul caso Report, si difende con Repubblica.
Sul suo operato e sull’ultima accusa: quella cioè di aver sentito direttamente Sangiuliano.
“Sì, è vero. Ma si è trattato soltanto di un’indicazione, direi di un dato di cronaca. Sfido chiunque a dire che c’è stato un favoritismo”.
Ghiglia, non è usuale che un denunciante senta il giudice. L’Authority dovrebbe essere un organo indipendente.
“Che io abbia un passato di militanza politica è un fatto noto. Sono stato parlamentare per due legislature, assessore regionale, dirigente di Fratelli d’Italia. Conosco Gennaro Sangiuliano. Ma è altrettanto noto che io sia un uomo indipendente, con un caratteraccio, tetragono”.
Ha aiutato l’amico Sangiuliano.
“Falso! Io ho votato come mio dovere. E, tra l’altro, il mio voto non è stato nemmeno decisivo”.
Lei ha sollecitato che venisse istruito il procedimento.
“Il ricorso è del 13 ottobre 2024. La decisione del 23 ottobre 2025. È passato più di un anno. Ci abbiamo messo gli stessi tempi tecnici di tutti gli altri casi. È stato deciso un ordine cronologico: che favoritismo avrei fatto?”.
Perché ha sollecitato la sua assistente, che tra l’altro è la moglie di un deputato di FdI? Non crede siano troppe le coincidenze in questa storia?
“La dottoressa Luciani è una bravissima funzionaria all’Autorità, dove lavora da ben prima del mio arrivo. Io la conosco da sempre e le ho chiesto di aiutarmi. E comunque non ho mai fatto alcuna pressione. Ho chiesto soltanto ai miei uffici di capire lo stato dell’arte, anche perché il provvedimento rischiava di scadere. Sono tutte cose che posso documentare. E vorrei farlo anche con Sigfrido Ranucci, a cui sono pronto a rispondere in diretta alle sue domande".
Gli intervistati però non possono scegliersi gli intervistatori. O decidere le regole d’ingaggio. Ne va della libertà e del rispetto della professione.
“Io non mi nascondo, ci metto la faccia. Non c’è nulla che non possa spiegare”.