Forza Italia, è qui la festa (per pochi). Gigantografia di Berlusconi e foto di Enzo Tortora. Nella corsia agonale, un budello tra piazza Navona e Palazzo Madama, una trentina di azzurri (parlamentari inclusi) si raduna per festeggiare il varo della separazione delle carriere. Mancano gli alleati, Lega e FdI, che si prestano solo a un rapido punto stampa sotto il Senato. La “piazza” è solo di FI. Antonio Tajani non c’è, è in missione in Niger, ma viene evocato dal megafono, come Berlusconi. Marta Fascina, l’ultima quasi moglie, non si fa vedere. Nemmeno i ministri. C’è però lo stato maggiore azzurro, a partire dai capigruppo Maurizio Gasparri e Paolo Barelli.
Ecco Adriano Galliani, che in Senato siede nello stesso scanno dell’ex Cavaliere. “Mi sono commosso, per noi è una giornata storica, la riforma è un tributo al presidente Silvio Berlusconi, che dall’alto ci è vicino ed è felice. Avanti così, vinceremo il referendum”. Parla pure Licia Ronzulli: “Il nostro presidente da lassù sarà …
Forza Italia, è qui la festa (per pochi). Gigantografia di Berlusconi e foto di Enzo Tortora. Nella corsia agonale, un budello tra piazza Navona e Palazzo Madama, una trentina di azzurri (parlamentari inclusi) si raduna per festeggiare il varo della separazione delle carriere. Mancano gli alleati, Lega e FdI, che si prestano solo a un rapido punto stampa sotto il Senato. La “piazza” è solo di FI. Antonio Tajani non c’è, è in missione in Niger, ma viene evocato dal megafono, come Berlusconi. Marta Fascina, l’ultima quasi moglie, non si fa vedere. Nemmeno i ministri. C’è però lo stato maggiore azzurro, a partire dai capigruppo Maurizio Gasparri e Paolo Barelli.
Ecco Adriano Galliani, che in Senato siede nello stesso scanno dell’ex Cavaliere. “Mi sono commosso, per noi è una giornata storica, la riforma è un tributo al presidente Silvio Berlusconi, che dall’alto ci è vicino ed è felice. Avanti così, vinceremo il referendum”. Parla pure Licia Ronzulli: “Il nostro presidente da lassù sarà felicissimo, i magistrati hanno fatto cadere perfino i governi!”.
Dopo Alessandro Battilocchio, che ha proposto tempo fa una commissione d’inchiesta sugli “errori” di Tangentopoli, interviene il deputato Enrico Costa, che presenta “tre amici vittime della giustizia, Diego Olivieri, Antonio Lattanzi e Angelo Massaro”. FI da giorni è a caccia di testimonial pop: “Un’idea? Serena Grandi”, l’attrice accusata e poi prosciolta per una storia di droga. L’interessata cade dal pero. Contattata dall'Adnkronos spiega di non sapere dell’interesse azzurro: “Sono nella mia casa di campagna nella Tuscia, a 80 km da Roma. Non ho partecipato alla manifestazione di FI in piazza Navona. Ho lavorato tanto con Berlusconi, ma non sono stata contattata come testimonial. Sono una delle tante vittime di errori giudiziari, nemmeno siamo arrivati al processo”.
Per l’esecutivo il più alto in grado è il viceministro Francesco Paolo Sisto: “Grande vittoria di FI, la riforma non è contro la Costituzione”. La sottosegretaria Matilde Siracusano dedica la giornata, oltre a Berlusconi, “a tutte le vittime della giustizia, che saranno protagoniste della campagna referendaria. Abbiamo solo iniziato a correggere le storture”.
Barelli intanto corregge il tiro rispetto alle dichiarazioni di stamattina, benevole rispetto alla pronuncia della Corte dei Conti contro il ponte sullo Stretto: “Ma no, il tempismo di quella decisione desta dubbi, intendevi questo. Comunque questa manifestazione non c’entra nulla con il ponte, è sulla giustizia”. In chiusura il capo dei giovani forzisti, Simone Leoni, lancia un coretto: “Giustizia giusta per l’Italia”. Poi la piccola folla si disperde tra i palazzi.
Anche Noi moderati manda segnali: Maurizio Lupi e l’avvocato Gaetano Scalise, responsabile Giustizia del partito, hanno lanciato il primo comitato per il sì alla riforma, definendola “una scelta di civiltà”.