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Giustizia, la rivolta delle opposizioni: “Vogliono avere le mani libere”

Elly Schlein 

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Schlein: si mettono al di sopra della Carta. Conte: no alla “guerra santa”. Il centrosinistra si prepara allo scontro sul referendum
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La riforma della giustizia si arricchisce di un nuovo scontro quando Giorgia Meloni, alla vigilia della sua approvazione, arriva a bollare come «l’ennesima invasione dei giudici» la bocciatura della Corte dei Conti della delibera Cipess sul ponte sullo Stretto. Elly Schlein risponde duramente dicendo che la premier «con le sue gravi affermazioni chiarisce il vero obiettivo della riforma costituzionale. Non è una riforma che serve a migliorare la giustizia, né serve agli italiani. Serve a questo governo per avere le mani libere e mettersi al di sopra delle leggi e della Costituzione». Per il leader di Avs, Nicola Fratoianni, le parole del governo «rivelano ancora una volta la cifra del loro rispetto per le regole e per la trasparenza».

Un motivo in più, dunque, per depositare quanto prima la richiesta di referendum affinché venga bocciata la riforma. Dunque ieri si è parlato di strategie. Angelo Bonelli e Schlein per oltre mezz’ora hanno chiacchierato nel cortile di Montecitorio. «Non …

La riforma della giustizia si arricchisce di un nuovo scontro quando Giorgia Meloni, alla vigilia della sua approvazione, arriva a bollare come «l’ennesima invasione dei giudici» la bocciatura della Corte dei Conti della delibera Cipess sul ponte sullo Stretto. Elly Schlein risponde duramente dicendo che la premier «con le sue gravi affermazioni chiarisce il vero obiettivo della riforma costituzionale. Non è una riforma che serve a migliorare la giustizia, né serve agli italiani. Serve a questo governo per avere le mani libere e mettersi al di sopra delle leggi e della Costituzione». Per il leader di Avs, Nicola Fratoianni, le parole del governo «rivelano ancora una volta la cifra del loro rispetto per le regole e per la trasparenza».

Un motivo in più, dunque, per depositare quanto prima la richiesta di referendum affinché venga bocciata la riforma. Dunque ieri si è parlato di strategie. Angelo Bonelli e Schlein per oltre mezz’ora hanno chiacchierato nel cortile di Montecitorio. «Non possiamo permettere che la maggioranza si approvi la legge, festeggi e poi chiedano anche il referendum», dice l’altro leader di Avs. E la segretaria del Pd annuisce. Infatti oggi la segretaria dem, insieme ai capigruppo Francesco Boccia e Chiara Braga, annuncerà il via alla raccolta firme tra i parlamentari, per portare in Cassazione la richiesta di consultazione popolare.

Una volta depositata la richiesta bisognerà ragionare su come impostare la campagna referendaria e solo allora nasceranno i comitati referendari. L’idea è che ogni partito avrà il suo. Sul messaggio da trasmettere le sensibilità sono diverse. Intanto Giuseppe Conte ragiona così: «La smettano con la “guerra santa” a giudici e controllori. La smettano di porsi al di sopra della legge esibendo l’arrogante protervia del potere».

Nel Pd il confronto è particolarmente vivace, considerato anche che non tutti sono contrari alla riforma. Poi c’è chi vorrebbe una campagna referendaria corsara contro il governo, una consultazione più su Meloni che sul provvedimento. Il ragionamento è in corso. Personalizzarla contro la premier – si valuta – potrebbe avere un effetto boomerang in caso di sconfitta. Ma in caso di vittoria, a un anno dal voto, a quel punto saranno i partiti di maggioranza a dover rincorrere le opposizioni. La posta in gioco è alta.

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