La riforma della magistratura ha attirato sul nostro Paese l’attenzione degli osservatori internazionali. La special rapporteur dell’Onu sull’indipendenza dei giudici, Margaret Satterthwaite, docente di diritti umani presso la New York University, ha indirizzato al governo una formale richiesta di chiarimenti dopo aver richiamato l’attenzione su possibili profili di contrasto con il diritto internazionale. A venire in rilievo è l’indipendenza della magistratura, tutelata nella Dichiarazione universale dei diritti umani e nel patto internazionale sui diritti civili e politici: due convenzioni ratificate dall’Italia. La rapporteur ricorda come la modifica delle regole sull’assetto della magistratura, sui procedimenti di nomina, progressioni di carriera e disciplinari dei magistrati debba rispettare gli standard internazionali.
La riforma della magistratura ha attirato sul nostro Paese l’attenzione degli osservatori internazionali. La special rapporteur dell’Onu sull’indipendenza dei giudici, Margaret Satterthwaite, docente di diritti umani presso la New York University, ha indirizzato al governo una formale richiesta di chiarimenti dopo aver richiamato l’attenzione su possibili profili di contrasto con il diritto internazionale. A venire in rilievo è l’indipendenza della magistratura, tutelata nella Dichiarazione universale dei diritti umani e nel patto internazionale sui diritti civili e politici: due convenzioni ratificate dall’Italia. La rapporteur ricorda come la modifica delle regole sull’assetto della magistratura, sui procedimenti di nomina, progressioni di carriera e disciplinari dei magistrati debba rispettare gli standard internazionali.
La riforma proposta dal governo italiano potrebbe invece indebolire l’indipendenza della magistratura dal potere politico. Non è un’accusa, ma un’argomentata preoccupazione. Scrive la rapporteur: “La riforma può privare il pubblico ministero dello status e delle garanzie di indipendenza esterna che la Costituzione attualmente assicura attraverso il principio di unità del potere giudiziario, che implica un set comune di garanzie per giudici e pubblici ministeri e un comune Consiglio superiore”. Nel creare due diversi Csm – eccoci al punto – occorre fare attenzione a che essi siano “liberi da influenze politiche e dal possibile controllo dal potere esecutivo”. E lo stesso vale per la nuova Alta corte disciplinare.
Cosa preoccupa la rappresentante dell’Onu? Il sorteggio, al posto dell’elezione, per l’individuazione dei rappresentanti dei magistrati nei due nuovi Csm (giudicante e requirente) e nell’Alta corte. Mentre per i rappresentanti laici scelti dalla politica, nei nuovi organi, si prevede un sorteggio (temperato) da un elenco di professori o avvocati predisposto dal Parlamento, per i rappresentanti togati si prevede un sorteggio puro, senza previa elezione. Dove sta il rischio per l’indipendenza della magistratura dalla politica? Nel fatto che la componente laica sarebbe scelta pescando da un elenco selezionato di persone che la politica si è ben guardata dal rinunciare a riservarsi; quella togata, invece, da magistrati sorteggiati in una sterminata platea. È evidente il possibile squilibrio, in organi collegiali, tra la componente culturalmente organica dei laici designati dal Parlamento, e quella togata, che potrebbe risultare un’armata Brancaleone di sorteggiati, priva dell’esperienza e delle attitudini richieste dagli standard internazionali, secondo i quali i rappresentanti dei magistrati nei consigli giudiziari dovrebbero peraltro essere eletti e non sorteggiati.
Insomma, il diverso sistema del sorteggio per togati e laici potrebbe far pesare di più la politica nei due Csm e nell’Alta corte, mettendo a rischio l’indipendenza della magistratura. Nel tentativo di depotenziare le correnti dei magistrati si rischia, insomma, di rinforzare eccessivamente il ruolo della politica nelle vicende della magistratura (a partire dalle nomine), minandone così l’indipendenza. Non si dimentichi, d’altra parte, che all’Hotel Champagne, teatro dello scandalo Palamara, sedevano fianco a fianco magistrati e…politici.