Giustizia, la strategia del governo: duelli in tv e ad Atreju per vincere. E Mantovano attacca
di Lorenzo De CiccoCarlo Nordio con il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri
I primi forzisti, a partire da Enrico Costa, si sono scapicollati già ieri a Montecitorio per firmare la richiesta di referendum sulla giustizia. FdI e Lega si muoveranno tra lunedì e martedì: parlamentari tutti convocati via Whatsapp. Pronti via, approvata la legge in quarta lettura, la campagna sulla separazione delle carriere entra subito nel vivo. Tutt’altro che «nel merito», come formalmente sostiene il centrodestra. Prova ne è l’ultimo intervento tivvù del potente sottosegretario di Palazzo Chigi, Alfredo Mantovano.
Il braccio destro di Giorgia Meloni, ospite di Bruno Vespa su Rai1 all’ora di cena, ha firmato l’ennesimo affondo contro le toghe. Rovesciando lo slogan scelto dal Pd. «I pieni poteri? Sono di chi per via giudiziaria blocca la politica dell’immigrazione, la politica industriale, rilascia gli unici due arrestati per i disordini» alle manifestazioni Pro pal. La riforma, ammette perfino il sottosegretario, «non è la bacchetta magica» ma, sostiene, farebbe «prevalere il …
I primi forzisti, a partire da Enrico Costa, si sono scapicollati già ieri a Montecitorio per firmare la richiesta di referendum sulla giustizia. FdI e Lega si muoveranno tra lunedì e martedì: parlamentari tutti convocati via Whatsapp. Pronti via, approvata la legge in quarta lettura, la campagna sulla separazione delle carriere entra subito nel vivo. Tutt’altro che «nel merito», come formalmente sostiene il centrodestra. Prova ne è l’ultimo intervento tivvù del potente sottosegretario di Palazzo Chigi, Alfredo Mantovano.
Il braccio destro di Giorgia Meloni, ospite di Bruno Vespa su Rai1 all’ora di cena, ha firmato l’ennesimo affondo contro le toghe. Rovesciando lo slogan scelto dal Pd. «I pieni poteri? Sono di chi per via giudiziaria blocca la politica dell’immigrazione, la politica industriale, rilascia gli unici due arrestati per i disordini» alle manifestazioni Pro pal. La riforma, ammette perfino il sottosegretario, «non è la bacchetta magica» ma, sostiene, farebbe «prevalere il merito sull’appartenenza correntizia». Le correnti non scompariranno ma «arretreranno». Mantovano descrive un sistema in cui il gip si muoverebbe a traino della procura perché «ha poco tempo per leggere gli atti». Quanto all’accusa di fondo mossa alla legge Nordio - non interviene sulle lungaggini burocratiche del sistema giudiziario, come ammette pure il Guardasigilli - per l’ex magistrato «intervenire sul disciplinare può incidere anche sull’efficienza». La verità è che al governo guardano già oltre. Mantovano non lo dice dritto, ma lo fa intuire: «La responsabilità civile ha una sua disciplina ormai da più di 30 anni...». È questo il secondo step. Le sanzioni per i giudici che sbagliano. Pallino di FI, rinverdito di recente da Marina Berlusconi, dalle colonne del Giornale. E a proposito: dal partito azzurro sono sicuri che l’erede del Cavaliere darà il suo contributo alla campagna referendaria, con una serie di prese di posizione nette, nei prossimi mesi. La presidente di Fininvest non ha intenzione di calarsi nei panni di testimonial, viene spiegato, ma il tema, secondo le stesse fonti, le sta «molto a cuore».
A via della Scrofa gongolano per i sondaggi, riservati e non, che raccontano il gradimento della riforma appena licenziata dalle Camere. Nelle chat della fiamma rimbalza la rilevazione di Izi che assegna alla legge il 70% di favorevoli. Ma un conto sono le opinioni, altro discorso è mobilitare le truppe, tramutare un sentiment in consenso, voti nelle urne. «Non vogliamo che diventi una conta magistrati contro politica, ma dare attuazione a una riforma attesa da anni, dai tempi di Giuliano Vassalli», ragiona Andrea De Priamo, senatore di FdI tra i più attivi sul tema.
Per mobilitare le truppe la chiave è ancora una volta la tv. Si preparano duelli in batteria, da qui alla fine di marzo. Nella maggioranza c’è un dibattito in corso su chi spedire sul piccolo schermo. Il Guardasigilli Carlo Nordio si è detto disponibile ai confronti, ma intende farlo, secondo fonti di governo, solo con l’Anm. «Livello istituzionale». Non con il comitato del No, a partire dal capo, Enrico Grosso. Si è già attivata SkyTg24, ma pure Vespa: ambienti dell’esecutivo ipotizzano un primo faccia a faccia tra il ministro e il capo dell’assomagistrati, Cesare Parodi, su Rai1, la prossima settimana. La Vigilanza, insieme all’Agcom, nelle prossime settimane sfornerà un regolamento ad hoc, per la par condicio. L’idea, a destra, è di contrapporre alle toghe esponenti della società civile dei comitati che si stanno già organizzando. Mentre i politici di maggioranza e opposizione si confronteranno tra loro. Ma c’è anche una mossa a effetto che preparano dentro FdI: si è deciso di invitare proprio Parodi alla festa di Atreju, dal 6 al 14 dicembre sotto Castel Sant’Angelo. L’anno scorso era toccato al predecessore, Giuseppe Santalucia. Stavolta è diverso: avverrebbe in piena campagna referendaria. Parodi ha accarezzato l’idea, nelle settimane scorse. E ora da via della Scrofa è pronto a partire l’invito. La mossa è già stata bollinata al quartier generale di FdI, dopo una serie di riunioni con Giovanni Donzelli e Arianna Meloni.