ROMA – Ribadisce più e più volte di «voler collaborare fattivamente» con la Corte penale internazionale, pur rivendicando la decisione politica di liberare il comandante libico Osama Njeem Almasri «per motivi di sicurezza nazionale». Assicura che non c’era alcuna intenzione di aggirare i dettami della Cpi, ma solo confusione nell’applicazione delle norme che regolano la collaborazione, che ci si …