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“Report va bloccato”, bufera su Ghiglia: chieste le dimissioni

Sigfrido Ranucci

 

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Il componente della Authority diffida il programma per fermare l’inchiesta sui suoi legami con Fratelli d’Italia
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Una pec inviata nel pomeriggio alla Rai da parte di Agostino Ghiglia, uno dei membri dell’autorità del Garante della privacy: «Vi diffido a mandare in onda la puntata di Report. È avvenuta un’acquisizione illecita di dati personali». La risposta durissima di Report: «Non c’è stato nessun materiale trafugato o intrusioni informatiche», dice Sigfrido Ranucci. «Quello che tenta di fare Ghiglia è mettere un bavaglio. È interruzione di servizio pubblico».

Lo sdegno della politica e, nella tarda serata, la puntata in onda. «Ecco come Ghiglia, poche ore prima di comminare la multa a Report sul caso Sangiuliano, è stato nella sede di Fratelli d’Italia per incontrare Arianna Meloni. È stato lui stesso ad annunciarlo».

Il nodo dello scandalo è la ricostruzione che Report fa di quanto accade nelle ore precedenti alla decisione con cui la trasmissione viene sanzionata dall’Autorità per la diffusione dell’audio dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano con la moglie sul caso Boccia. Il 21 ottobre Agost…

Una pec inviata nel pomeriggio alla Rai da parte di Agostino Ghiglia, uno dei membri dell’autorità del Garante della privacy: «Vi diffido a mandare in onda la puntata di Report. È avvenuta un’acquisizione illecita di dati personali». La risposta durissima di Report: «Non c’è stato nessun materiale trafugato o intrusioni informatiche», dice Sigfrido Ranucci. «Quello che tenta di fare Ghiglia è mettere un bavaglio. È interruzione di servizio pubblico».

Lo sdegno della politica e, nella tarda serata, la puntata in onda. «Ecco come Ghiglia, poche ore prima di comminare la multa a Report sul caso Sangiuliano, è stato nella sede di Fratelli d’Italia per incontrare Arianna Meloni. È stato lui stesso ad annunciarlo».

Il nodo dello scandalo è la ricostruzione che Report fa di quanto accade nelle ore precedenti alla decisione con cui la trasmissione viene sanzionata dall’Autorità per la diffusione dell’audio dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano con la moglie sul caso Boccia. Il 21 ottobre Agostino Ghiglia scrisse ai suoi uffici per avvisarli: «Domani andrò da Arianna Meloni». Il 22, a bordo di un’auto di servizio, la visita alla sede di Fratelli d’Italia, quando la multa a Report era ancora in bilico: lui stesso si era espresso per un semplice ammonimento. Il 23 mattina, alle 10,30, la sanzione da 150 mila euro, la più alta mai comminata a una trasmissione televisiva.

Perché Ghiglia ha cambiato idea? Qualcuno l’ha convinto? «Io sono stato nella sede di FdI per incontrare Italo Bocchino e parlargli del mio nuovo libro», ha detto Ghiglia in queste settimane, aggiungendo di aver incontrato sì Arianna ma «solo per un saluto», di aver «scambiato qualche parola sulle rispettive famiglie» e di non aver «mai parlato di questioni d’ufficio fuori dall’ufficio».

Ieri poi la precisazione, abbastanza imbarazzata visto che non può smentire il messaggio: «Il mio “vado da Arianna” significa “vado al Secolo d’Italia”, perché la sede di FdI e il Secolo d’Italia sono nello stesso posto. Ma se anche fosse? Non sono libero di incontrare chi mi pare? Un conto è vedere le persone, un altro è fare qualcosa che non va dopo averle viste». Nessun problema, dice Ghiglia, che giura anche di non aver mai discusso del caso Report. Un caso che, però, tanto caro era a FdI. «È molto grave non solo l’intrusione nella mia vita privata, perché sono stato pedinato, ma anche la violazione della mia corrispondenza e delle mie chat, che sembrano essere nella disponibilità di Report da non so quanto tempo. Stiamo parlando di mail del Garante, di un’autorità pubblica e non privata, e su questo Ranucci dovrà dare risposte non a me, ma a chi di dovere. Mi chiedo se per la Rai, il cda e la Vigilanza sia tutto corretto. A me non sembra».

Per la Rai tutto è stato corretto. Come era prevedibile, ieri la puntata di Report è andata in onda regolarmente. E l’inchiesta — riprendendo anche quanto raccontato da Repubblica — ha posto una serie di interrogativi importanti sulla terzietà dell’Autorità. Sul caso Sangiuliano non si sono astenuti nemmeno il presidente dell’Autorità, Pasquale Stanzione, e la vicepresidente, Ginevra Cerrina Ferroni, che avevano contatti indiretti (il presidente con il team di legali di Sangiuliano, di cui è maestro e caposcuola) o diretti (la vicepresidente, che a gennaio, a fascicolo aperto, era alla presentazione del libro dell’ex ministro).

Anche per questo da Avs Angelo Bonelli ha chiesto le dimissioni «dei vertici dell’Authority: non possono essere le clavi del governo» dice. Anche se nel mirino è finito soprattutto Ghiglia, dopo la lettera in cui chiedeva di bloccare la trasmissione. «La sua diffida è gravissima, si tratta di interruzione di servizio pubblico — afferma Sandro Ruotolo, responsabile informazione del Pd — . Un’Autorità di garanzia deve essere terza, indipendente, credibile. Qui non c’è più nulla di tutto questo». E il Movimento 5 Stelle rincara: «Ghiglia deve dimettersi immediatamente da un ruolo che evidentemente non ricopre con disciplina e onore, ma come mero esecutore degli ordini di un partito. Così si mina l’interesse pubblico».

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