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“Domani vado da Arianna Meloni”, la mail di Ghiglia agli uffici del Garante prima della multa a Report

Agostino Ghiglia

 (ansa)

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Oggi Ranucci svelerà in onda il messaggio che proverebbe le pressioni di FdI sul caso dell’audio della moglie di Sangiuliano
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Il 21 ottobre Agostino Ghiglia scrisse ai suoi uffici per avvisarli: «Domani andrò da Arianna Meloni». Il 22 la visita, a bordo di un’auto di servizio, alla sede di Fratelli d’Italia, quando la multa a Report era ancora in bilico: lui stesso si era espresso per un semplice ammonimento. Il 23 mattina, alle 10.30, la sanzione da 150 mila euro, la più alta mai comminata a una trasmissione televisiva. Report, nella puntata stasera in onda, ricostruirà così la storia della multa che il Garante della privacy ha comminato per la pubblicazione dell’audio tra l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e sua moglie Federica Corsini. Una ricostruzione che, accusa il programma, metterebbe in grande difficoltà il principio di indipendenza e terzietà dell’Autorità.

«Io sono stato nella sede del Garante per incontrare Italo Bocchino e parlargli del mio nuovo libro» ha detto Ghiglia in queste settimane, aggiungendo di aver incontrato sì Arianna ma «solo per un saluto», di aver «scambiato qualche parola sulle …

Il 21 ottobre Agostino Ghiglia scrisse ai suoi uffici per avvisarli: «Domani andrò da Arianna Meloni». Il 22 la visita, a bordo di un’auto di servizio, alla sede di Fratelli d’Italia, quando la multa a Report era ancora in bilico: lui stesso si era espresso per un semplice ammonimento. Il 23 mattina, alle 10.30, la sanzione da 150 mila euro, la più alta mai comminata a una trasmissione televisiva. Report, nella puntata stasera in onda, ricostruirà così la storia della multa che il Garante della privacy ha comminato per la pubblicazione dell’audio tra l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e sua moglie Federica Corsini. Una ricostruzione che, accusa il programma, metterebbe in grande difficoltà il principio di indipendenza e terzietà dell’Autorità.

«Io sono stato nella sede del Garante per incontrare Italo Bocchino e parlargli del mio nuovo libro» ha detto Ghiglia in queste settimane, aggiungendo di aver incontrato sì Arianna ma «solo per un saluto», di aver «scambiato qualche parola sulle rispettive famiglie» e di non aver «mai parlato di questioni d’ufficio fuori dall’ufficio».

I conti, secondo quanto ricostruirà Sigfrido Ranucci stasera, però non tornerebbero. Anche perché non si spiegherebbe il perché avesse avvisato gli uffici di questo incontro con «Arianna». Di più: dopo la visita alla sede di Fratelli d’Italia qualcosa si muove. Ghiglia cambia opinione dopo quell’incontro, passando dalla parte della multa salata che veniva caldeggiata dalla vicepresidente dell’Autorità, Ginevra Cerrina Ferroni, che aveva convinto anche il presidente, il professor Pasquale Stanzione. Contrario invece resta l’altro membro dell’Autorità, Guido Scorza.

In questo senso Report riprende poi quanto raccontato anche da Repubblica nei giorni scorsi. E cioè i rapporti che esistevano tra altri membri dell’Autorità e Sangiuliano. Stanzione conosce molto bene gli avvocati dell’ex ministero della Cultura: accanto a Sangiuliano, al Mibac, come consulente giuridico, ha lavorato Salvatore Sica, forse l’allievo prediletto di Stanzione nella scuola “della privacy” di Salerno, con cui ha anche firmato alcune pubblicazioni accademiche. Salvatore condivide lo studio ed è fratello di Silverio, avvocato di Sangiuliano in questa vicenda. Ma anche Cerrina Ferroni, ordinaria di Diritto costituzionale a Firenze, conosce molto bene Sangiuliano. Di lei, nominata in quota Lega, raccontano che abbia tessuto rapporti importanti nel centrodestra, e in Fdi in particolare, anche perché sperava di poter essere nominata alla Corte costituzionale. A gennaio, in attesa di discutere il ricorso presentato da Sangiuliano e signora, ha presentato il libro dell’ex ministro della Cultura.

Insomma, Report fa notare come - vista la rete dei rapporti e conoscenze che esisteva tra gli uffici del Garante e l’ex ministro - almeno due articoli del codice interno di comportamento avrebbero potuto, o forse dovuto, spingere i membri dell’Autorithy ad astenersi sul caso Sangiuliano. E invece questo non è accaduto.

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