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Arriva il decreto sfratti, via i morosi in 15 giorni e mai più di un rinvio

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In Consiglio dei ministri il provvedimento voluto da Meloni e Salvini per rispondere alle dure critiche ricevute da destra
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C’è un nuovo decreto in cottura a Palazzo Chigi. Riguarda gli sfratti. Più fonti di governo raccontano che dovrebbe essere vagliato già dal prossimo Cdm, in calendario mercoledì, anche se il varo ufficiale potrebbe slittare alla settimana prossima (ragioni di vacanze di Natale: va convertito entro 60 giorni dalle Camere e altrimenti si rischia di richiamare i parlamentari troppo a ridosso di Capodanno). La volontà politica comunque c’è. Da Giorgia Meloni a Matteo Salvini. Anche perché c’è tutto un mondo di opinionisti di destra, a partire da Mario Giordano, conduttore di Rete4 e firma de La Verità, che ha criticato a viso aperto, in questi mesi, l’efficacia sul tema dell’ultimo decreto sicurezza sfornato dal governo, che conteneva un passaggio per liberare più alla svelta le case occupate. «Ma che c... di legge hanno fatto, fa acqua da tutte le parti, non risolve niente, riguarda solo la prima casa», si sfogava il giornalista di Fuori dal coro qualche tempo fa, in un video prontamente…

C’è un nuovo decreto in cottura a Palazzo Chigi. Riguarda gli sfratti. Più fonti di governo raccontano che dovrebbe essere vagliato già dal prossimo Cdm, in calendario mercoledì, anche se il varo ufficiale potrebbe slittare alla settimana prossima (ragioni di vacanze di Natale: va convertito entro 60 giorni dalle Camere e altrimenti si rischia di richiamare i parlamentari troppo a ridosso di Capodanno). La volontà politica comunque c’è. Da Giorgia Meloni a Matteo Salvini. Anche perché c’è tutto un mondo di opinionisti di destra, a partire da Mario Giordano, conduttore di Rete4 e firma de La Verità, che ha criticato a viso aperto, in questi mesi, l’efficacia sul tema dell’ultimo decreto sicurezza sfornato dal governo, che conteneva un passaggio per liberare più alla svelta le case occupate. «Ma che c... di legge hanno fatto, fa acqua da tutte le parti, non risolve niente, riguarda solo la prima casa», si sfogava il giornalista di Fuori dal coro qualche tempo fa, in un video prontamente rilanciato dalla propaganda social del M5S.

A Chigi lavorano al dossier sottotraccia. Si sono già tenute riunioni riservate con i tecnici dei ministeri dell’Interno e della Giustizia. Tra oggi e domani è attesa una prima bozza del decreto. In realtà, spiegano fonti di maggioranza, un testo base c’è. Non è quello presentato in solitaria al Senato dal meloniano Paolo Marcheschi, che chiede l’istituzione di un’authority ad hoc al posto del magistrato, ma è la proposta di legge che porta la firma di una deputata della fiamma, Alice Buonguerrieri. Non a caso la parlamentare ha partecipato, sempre secondo fonti di maggioranza, alle riunioni con i tecnici del governo sul tema.

Cosa prevede il provvedimento allo studio di Palazzo Chigi? Sveltire le procedure e contenere i costi per i proprietari di immobili. L’obiettivo, nei casi in cui un inquilino ha smesso di pagare l’affitto o il contratto è scaduto, è di rendere esecutivo lo sfratto entro 15 giorni dopo l’atto di precetto del giudice e di consentire un solo rinvio, in casi particolarmente gravi. Tutto comunque dovrebbe terminare entro 90 giorni dalla decisione del magistrato. Sono previste anche procedure più rapide per le seconde case occupate. L’Unione inquilini intanto già protesta per il testo presentato da Marcheschi («ennesimo attacco a chi è in precarietà abitativa»), criticato pure da Ilaria Salis di Avs, convinta che rappresenti una «deriva pericolosa».

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