Sui social gli esponenti di destra ci stanno marciando ormai da settimane con clip montate ad arte: le frasi del Fico di prima, quello che protestava contro il "sistema De Luca", messe a confronto con quelle del Fico di oggi, alleato proprio con De Luca, a cui dedica parole al miele in politichese puro.
La sua evoluzione, dopotutto, non è tanto e solo "sua": è quella del M5S, passato dai proclami integralistici di purezza alla real politik elettorale. E in casa 5 Stelle, al di là delle dichiarazioni ufficiali di grande fiducia, la preoccupazione è tanta. L'ex presidente della Camera non sfonda, non coinvolge, appare comunicativamente debole e il furbo battage degli avversari per raccontare il "tradimento" del Movimento rischia di affossare più di tutti proprio il partito di Giuseppe Conte. In una regione che, in teoria, ne rappresenta un po' il fortino elettorale. Se Fico perdesse, potrebbe essere la slavina perfetta sul vertice di via di Campo Marzio. Ma anche con Fico vincente e un …
Sui social gli esponenti di destra ci stanno marciando ormai da settimane con clip montate ad arte: le frasi del Fico di prima, quello che protestava contro il "sistema De Luca", messe a confronto con quelle del Fico di oggi, alleato proprio con De Luca, a cui dedica parole al miele in politichese puro.
La sua evoluzione, dopotutto, non è tanto e solo "sua": è quella del M5S, passato dai proclami integralistici di purezza alla real politik elettorale. E in casa 5 Stelle, al di là delle dichiarazioni ufficiali di grande fiducia, la preoccupazione è tanta. L'ex presidente della Camera non sfonda, non coinvolge, appare comunicativamente debole e il furbo battage degli avversari per raccontare il "tradimento" del Movimento rischia di affossare più di tutti proprio il partito di Giuseppe Conte. In una regione che, in teoria, ne rappresenta un po' il fortino elettorale. Se Fico perdesse, potrebbe essere la slavina perfetta sul vertice di via di Campo Marzio. Ma anche con Fico vincente e un M5S sotto al 10 per cento ci sarebbe molto da riflettere.
Nel 2022 alle Politiche in Campania il M5S prese quasi 800 mila voti, il 34,6 per cento: più di tutto il centrodestra messo assieme. Alle Europee dello scorso anno - punto più basso di sempre a livello nazionale, col 10 per cento - i voti in Campania si sono quasi dimezzati (411 mila), con una percentuale finale comunque invidiabile: 20,8 per cento. Ecco, se un anno dopo con un candidato di coalizione espressione proprio del M5S si ripetessero più o meno i numeri visti tra Marche, Toscana e Calabria, vorrebbe dire che il Movimento non ha più punti fermi a cui aggrapparsi.
Di sicuro i compromessi fatti con la "vecchia politica" locale - non solo Vincenzo De Luca, ma anche Clemente Mastella - sono una zavorra difficile da digerire per il M5S e il suo elettorato potenziale, compreso quello odierno ormai convertito con convinzione al progressismo. Conte nei giorni scorsi da Napoli ha provato a farsi forza: «Nel momento stesso in cui abbiamo detto che Fico avrebbe salvaguardato il M5S puntando sulla legalità, l'etica pubblica, gli impresentabili hanno scelto un'altra strada...».
E però, giusto per fare qualche esempio, ecco in coalizione Armando Cesaro, figlio dell'ex presidente della Provincia forzista Luigi Cesaro, quest’ultimo fino all'anno scorso ai domiciliari per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione elettorale aggravata; Mauro Scarpitti, candidato nella lista Noi di Centro, legata a Mastella, che ha come sponsor in santino elettorale Sabino De Micco, consigliere municipale coinvolto in una inchiesta per voto di scambio; sempre tra i mastelliani a Caserta c'è Marcello De Rosa, condannato per falso; oppure, ancora, Enzo Alaia, presidente uscente della commissione Sanità della Regione Campania, sul quale pende un'inchiesta della procura di Avellino per corruzione.
Un escamotage per salvare eventualmente la faccia di fronte al flop della lista a 5 Stelle potrebbe essere quello di sommarne i voti con quelli della lista Fico (che è stata appena esclusa dalla circoscrizione di Avellino per vizi di forma). Furbizie da professionisti della politica. Proprio ciò che il M5S giurava non sarebbe mai stato.