Quelle di Maria Zakharova sono «parole squallide e preoccupanti, confermano l’abisso di volgarità in cui è piombata la dirigenza di Mosca. A nessuno in Italia, proprio a nessuno, sarebbe mai venuto in mente di gioire, di speculare su un incidente, una tragedia in cui siamo ancora tutti coinvolti come popolo italiano». È la durissima reazione della Farnesina di fronte alle parole della portavoce del ministero degli Esteri russo. Con il ministro e vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani che poi a margine di un evento pubblico sottolinea come «stiamo dalla parte dell’Ucraina ma non per questo abbiamo fatto mancare la nostra solidarietà quando c’erano problemi per il popolo russo. Pretendiamo lo stesso rispetto da persone che evidentemente il rispetto non sanno che cosa sia». Non solo questo, però. Il ministero degli Esteri — rispondendo alla sollecitazioni dell’opposizione — ha anche convocato Alexey Paramonov, l’ambasciatore russo in Italia. Non è la prima volta e forse non sarà nea…
Quelle di Maria Zakharova sono «parole squallide e preoccupanti, confermano l’abisso di volgarità in cui è piombata la dirigenza di Mosca. A nessuno in Italia, proprio a nessuno, sarebbe mai venuto in mente di gioire, di speculare su un incidente, una tragedia in cui siamo ancora tutti coinvolti come popolo italiano». È la durissima reazione della Farnesina di fronte alle parole della portavoce del ministero degli Esteri russo. Con il ministro e vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani che poi a margine di un evento pubblico sottolinea come «stiamo dalla parte dell’Ucraina ma non per questo abbiamo fatto mancare la nostra solidarietà quando c’erano problemi per il popolo russo. Pretendiamo lo stesso rispetto da persone che evidentemente il rispetto non sanno che cosa sia». Non solo questo, però. Il ministero degli Esteri — rispondendo alla sollecitazioni dell’opposizione — ha anche convocato Alexey Paramonov, l’ambasciatore russo in Italia. Non è la prima volta e forse non sarà neanche l’ultima, considerato che Paramonov una volta richiamato di fronte ad altre scorrettezze istituzionali ha di fatto poi sempre ribadito la linea del Cremlino. L’intenzione del governo è comunque quella di trasmettere l’indignazione dell’Italia per la chiara provocazione di fronte ad una tragedia.
A questo giro anche Matteo Salvini è stato costretto ad intervenire. «Quando c’è un operaio ancora sotto le macerie, quando ci sono dei feriti, diciamo che bisogna stare vicino ai soccorritori, portare silenzio e rispetto, quindi di politica estera parleremo da domani in avanti...». Il leader della Lega, sempre il più morbido con la Russia di Vladimir Putin e spesso silenzioso quando c’è di mezzo Mosca, aggiunge: «Sicuramente mettere fine alla guerra fra Russia e Ucraina è una priorità e sicuramente non possiamo andare avanti per altri 50 anni a mandare soldi e armi all’Ucraina. Questo è fuori dubbio», spiega il vicepremier parlando alla puntata di “Cinque minuti” ieri su Rai 1.
Com’era prevedibile, le dichiarazioni provocatorie di Zakharova hanno scatenato reazioni di sdegno trasversali, da sinistra (ma non dal M5S) come da destra. «Sono anni che vengono tollerate uscite improvvide e offese al nostro paese da esponenti del governo russo», si lamenta la capogruppo pd alla Camera Chiara Braga. «Zakharova invece di preoccuparsi per i giovani russi mandati a morire in Ucraina per la folle guerra imperialista di Putin, prende in giro l’Italia», aggiunge Riccardo Magi (+Europa). Secondo Angelo Bonelli di Europa verde—Avs «un Paese che ha mandato a morire più di un milione di soldati russi e che ha trasformato la propria economia in un’economia di guerra per la follia di Putin dovrebbe solo tacere».
Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera ed esponente di FdI definisce l’episodio «una cafonata inaccettabile degna di un popolo barbaro». Anche Carlo Calenda (Azione) utilizza parole assai pesanti: «Zakharova è feccia. Bisogna capire cosa sono i russi: deportano i bambini ucraini in Russia, ammazzano i civili. La Russia è un posto guidato da spietati assassini».