«Non leggo mai cosa dice questa signora...», è la premessa di Guido Crosetto. La «signora» in questione, ovvio, è la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha pensato di maramaldeggiare persino sul crollo di una torre nel centro di Roma, mentre un operaio – che è poi morto nella notte – era ancora lì, sotto le macerie. Il ministro della Difesa risponde a sera, a tono, poco dopo la dura nota della Farnesina. Le dichiarazioni della «signora», ragiona Crosetto chiacchierando con Repubblica, sono l’ennesima spia della campagna messa in atto da Mosca per indebolire l’Occidente, per influenzarne le opinioni pubbliche. «Una microscopica parte, né rilevante né sofisticata come lo sono altre, della capacità di disinformazione russa». Rispetto ad altre sortite sui rischi della guerra ibrida, che si combatte anche con attacchi propagandistici come questo, per quanto sguaiati, stavolta nella lettura che fornisce il responsabile delle nostre forze armate sembra esserci un…
«Non leggo mai cosa dice questa signora...», è la premessa di Guido Crosetto. La «signora» in questione, ovvio, è la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha pensato di maramaldeggiare persino sul crollo di una torre nel centro di Roma, mentre un operaio – che è poi morto nella notte – era ancora lì, sotto le macerie. Il ministro della Difesa risponde a sera, a tono, poco dopo la dura nota della Farnesina. Le dichiarazioni della «signora», ragiona Crosetto chiacchierando con Repubblica, sono l’ennesima spia della campagna messa in atto da Mosca per indebolire l’Occidente, per influenzarne le opinioni pubbliche. «Una microscopica parte, né rilevante né sofisticata come lo sono altre, della capacità di disinformazione russa». Rispetto ad altre sortite sui rischi della guerra ibrida, che si combatte anche con attacchi propagandistici come questo, per quanto sguaiati, stavolta nella lettura che fornisce il responsabile delle nostre forze armate sembra esserci un sovrappiù di amarezza. «A parti invertite — prosegue Crosetto — cioè se fosse crollato un pezzo di storia russa, importante per i russi, con la vita di una persona in pericolo, mi sarei sinceramente preoccupato e rattristato. Non mi sarebbe passato in mente di polemizzare». Così come, aggiunge, «ogni giorno mi rattristo pensando ai 1.500 ragazzi, russi e ucraini, che muoiono per questa assurda guerra voluta dal suo capo». Da Vladimir Putin. Perché è la Russia che «finora non ha mai dimostrato neanche la volontà di affrontare la pace, neanche quando le è stato offerto un tappeto rosso e si è parlato di cessione dei territori».
Il bersaglio della propaganda di Zakharova è il sostegno militare che l’Italia, dallo scoppio del conflitto, fornisce alla resistenza di Kiev. «Ma se loro mettessero fine alla guerra — insiste Crosetto tornando sull’affondo di Zakharova — non ci sarebbe più necessità di aiutare una nazione invasa a vivere». Fino a quando non terminerà l’offensiva di Mosca, è il ragionamento, il governo farà la sua parte. Nonostante gli smarcamenti (a parole) della Lega di Matteo Salvini. «Per quanto riguarda l’Ucraina, la nostra linea non cambia, continuiamo ad aiutare Kiev con quello che possiamo», non fa che ripetere Crosetto. È alle viste il dodicesimo pacchetto di aiuti, confermato dal ministro già in mattinata, a Palazzo Esercito, a margine della presentazione del calendario della Difesa. «Lo presenterò a breve — l’annuncio — nelle modalità degli altri pacchetti». Cioè al Copasir.
A questo proposito, il ministro sembra frenare sull’invio di batterie per i Patriot, in grado di fermare i missili balistici e ipersonici russi. «I Patriot? La Germania ce li ha e può mandarli, noi abbiamo mandato tutto ciò che avevamo, senza indebolire la Difesa italiana più di quanto già non lo sia». Perché un problema, ripete Crosetto, c’è.
«Vivo la mia responsabilità quotidiana da ministro con ansia, una sensazione che mi sono stufato di gestire solo, circondato da alcuni che non capiscono che i tempi sono molto difficili. Oppure lo capiscono e speculano sulla sicurezza dei nostri figli per quatto voti in più». Investire in Difesa «non è un atto burocratico, perché ce lo chiede la Nato. Stupidità totale. La Difesa ha il compito di difendere gli italiani da qualsiasi scenario. E non siamo ancora all’altezza di farlo».
Proprio per questa ragione «l’investimento in difesa non dovrebbe essere un elemento di differenziazione tra maggioranza e opposizione». Aumentare le spese militari è un «prerequisito» perché «ci sia la pace in Italia, se poi tra 5 anni pensiamo che il mondo è cambiato in meglio, allora disinvestiremo».
Oggi la minaccia russa non può essere sottovalutata. «Mentre Trump parla di test nucleari, la Russia dispone di oltre 11 sistemi nucleari diversi, molti di più in tipologie e quantità di quelli che hanno gli Usa».