C’è un nuovo nome nel caso Paragon. È quello di Francesco Nicodemo, comunicatore politico, già responsabile della comunicazione del Partito democratico e oggi consulente per campagne elettorali e istituzioni. La notizia emerge dal libro di Francesco Cancellato, Il nemico dentro. Caso Paragon, spie e metodi da regime nell’Italia di Giorgia Meloni, in uscita per Rizzoli.
Secondo quanto ricostruisce Cancellato, Nicodemo sarebbe stato colpito da un tentativo di intrusione tramite lo spyware israeliano Paragon. L’episodio risale allo scorso gennaio. «Ero a Vienna, con la mia compagna», racconta Nicodemo nel libro. «Ho ricevuto un messaggio da “WhatsApp Support” e l’ho ignorato, pensando fosse phishing. Solo quando ho visto l’articolo su Fanpage ho capito che forse non era una cazzata».
C’è un nuovo nome nel caso Paragon. È quello di Francesco Nicodemo, comunicatore politico, già responsabile della comunicazione del Partito democratico e oggi consulente per campagne elettorali e istituzioni. La notizia emerge dal libro di Francesco Cancellato, Il nemico dentro. Caso Paragon, spie e metodi da regime nell’Italia di Giorgia Meloni, in uscita per Rizzoli.
Secondo quanto ricostruisce Cancellato, Nicodemo sarebbe stato colpito da un tentativo di intrusione tramite lo spyware israeliano Paragon. L’episodio risale allo scorso gennaio. «Ero a Vienna, con la mia compagna», racconta Nicodemo nel libro. «Ho ricevuto un messaggio da “WhatsApp Support” e l’ho ignorato, pensando fosse phishing. Solo quando ho visto l’articolo su Fanpage ho capito che forse non era una cazzata».
Un dettaglio che in seguito acquista peso: un numero con prefisso americano, una verifica arrivata da un ricercatore del Citizen Lab, la conferma che quel messaggio non era un falso allarme. È lo stesso schema già visto nei casi precedenti. Un software capace di penetrare nei telefoni, leggere chat, ascoltare audio, scaricare contenuti.
Nicodemo, fondatore dell’agenzia di comunicazione Lievito, segue da anni campagne politiche per il centrosinistra. «Nelle conversazioni che potrebbero aver scaricato dal mio telefono ci sono i messaggi di tanti candidati e di tanti parlamentari», spiega. «Credo nelle istituzioni democratiche», dice ancora Nicodemo nel libro.
Al momento su Paragon stanno indagando le procure di Roma e Napoli: la nostra intelligence, la sola ad avere in dotazione il software della società israeliana, ha negato di averlo mai utilizzato verso giornalisti o politici. Potrebbero averlo fatto altri, illecitamente.
“È un fatto molto grave” hanno attaccato una serie di parlamentari del Partito democratico. “Non parliamo più di episodi isolati” attacca Sandro Ruotolo, responsabile comunicazione del Pd. “Dopo mesi di domande non ha ancora fornito alcuna risposta su chi abbia autorizzato, acquistato o utilizzato lo spyware Paragon. Il governo ha il dovere di chiarire subito. Se non è stato il governo italiano, allora chi è stato? Il silenzio non è trasparenza, è complicità. Quanti altri ce ne sono?".