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Regionali al rush finale: i sondaggi premiano Fico, Decaro e Stefani

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La media di 12 punti di stacco dell’ex presidente della Camera in Campania e il risultato quasi già scritto in Puglia e Veneto
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È l’ultima istantanea. E cristallizza una sorta di controsorpasso. Al centrosinistra andrebbero due tra le più grandi regioni al voto in questa tornata, Campania e Puglia. Alla destra il solo Veneto. A fotografare il quadro, che confermerebbe le previsioni della vigilia, i sondaggi che solo fino a oggi possono essere pubblicati. Urne aperte infatti tra poco più di 15 giorni: il 23 e 24 novembre.

Dal 2 a 1 per la coalizione guidata da Meloni, che ha già incassato la vittoria nelle Marche e in Calabria (il centrosinistra ha conquistato la Toscana) si dovrebbe passare dunque a un 3-3 finale grazie agli ultimi responsi. Nella regione guidata da Michele Emiliano, la media Youtrend dei sondaggi Ipsos e Noto vede il candidato del centrosinistra Antonio Decaro avanti con il 64,4% sull’imprenditore scelto dal centrodestra, Luigi Lobuono al 33,1%. Oltre trenta punti di distacco. Il direttore di Youtrend, Lorenzo Pregliasco, parla di «effetto Decaro alle Europee: si è visto anche sui voti di lis…

È l’ultima istantanea. E cristallizza una sorta di controsorpasso. Al centrosinistra andrebbero due tra le più grandi regioni al voto in questa tornata, Campania e Puglia. Alla destra il solo Veneto. A fotografare il quadro, che confermerebbe le previsioni della vigilia, i sondaggi che solo fino a oggi possono essere pubblicati. Urne aperte infatti tra poco più di 15 giorni: il 23 e 24 novembre.

Dal 2 a 1 per la coalizione guidata da Meloni, che ha già incassato la vittoria nelle Marche e in Calabria (il centrosinistra ha conquistato la Toscana) si dovrebbe passare dunque a un 3-3 finale grazie agli ultimi responsi. Nella regione guidata da Michele Emiliano, la media Youtrend dei sondaggi Ipsos e Noto vede il candidato del centrosinistra Antonio Decaro avanti con il 64,4% sull’imprenditore scelto dal centrodestra, Luigi Lobuono al 33,1%. Oltre trenta punti di distacco. Il direttore di Youtrend, Lorenzo Pregliasco, parla di «effetto Decaro alle Europee: si è visto anche sui voti di lista del Pd. E così la Puglia è diventata la seconda regione più “rossa” d’Italia, dopo la Toscana, con il 33,6% dei voti, quasi 10 punti sopra il dato nazionale».

Sulla Campania i sondaggi a disposizione sono due. Noto registra un vantaggio di 7 punti del pentastellato Roberto Fico del centrosinistra (52%), su Edmondo Cirielli al 45%. La società Swg stima il candidato del campo largo tra il 55-59 per cento e lo sfidante tra il 38-42 per cento. Facendo una media tra i due sondaggi, lo stacco è di 12 punti a favore dell’ex presidente della Camera. Qui, nella regione guidata storicamente da Vincenzo De Luca, sarà interessante scoprire anche i risultati delle liste del campo largo. «La Campania è un’area di forza del M5S. Alle ultime europee è l’unica regione in cui il partito di Giuseppe Conte è arrivato secondo, con il 20,8% dei voti», fa notare Pregliasco. Resta sullo sfondo, ma tutt’altro che irrilevante, l’effetto De Luca. «Nel 2020 fece registrare un trionfo di proporzioni notevolissime, raccogliendo quasi il 70% dei consensi. Nello stesso tempo - spiega ancora il sondaggista - è da vedere se un candidato con meno radicamento territoriale, come Fico, riuscirà a mantenere il voto “personale” più che politico che andò a De Luca cinque anni fa». Ma proprio Conte, ieri in campagna elettorale a Castellammare di Stabia, marca la distanza dal governatore uscente, sottolineando che «con tutto il rispetto per il presidente, la guida di questo processo politico è di Fico, insieme a M5S e in buona compagnia delle altre forze politiche». Come dire, “scordiamoci il passato”, provarci, quantomeno.

Il Veneto invece, sempre sondaggi alla mano, dovrebbe garantire continuità alla compagine di centrodestra. La media Youtrend – che prende in considerazione gli istituti Demos, Ipsos e Noto - vede nettamente avanti il leghista Alberto Stefani, con il 61,3% su Giovanni Manildo, fermo al 32%. Qui il panorama politico è comunque in movimento. A differenza del passato, «il Veneto è ora una roccaforte per Fratelli d’Italia. Alle Europee 2024 ha preso quasi il triplo dei voti della Lega: 37,6% contro 13,2%. Rispetto al dato nazionale, il partito di Giorgia Meloni in Veneto ha preso 9 punti in più», commenta Pregliasco.

Per quanto la vittoria sia scontata, per il giovane salviniano che sogna di raccogliere l’eredità ingombrante del Doge la sfida è comunque impegnativa. Il governatore uscente Luca Zaia «rimane una personalità politica fortissima: alla scorse regionali - ricorda il sondaggista - è stato il candidato presidente più votato di sempre, con il 76,8%, e la lista Zaia Presidente è risultata la civica più votata della storia, con il 44,6%». Con la Lega in crisi di consenso, oggi tutto è diverso. Matteo Salvini, nell’intento di sottolineare una continuità con il passato, garantisce che «Zaia non andrà in pensione, anzi ha scelto di essere capolista e sarà valorizzato in Regione e anche a Roma». Se da ministro si vedrà. Intanto al vicepremier torna utile schierarsi al fianco del più quotato dei

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