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Lo scontro sulla patrimoniale. Meloni: “Mai con la destra”. Schlein: “Hai alzato le tasse”

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La premier attacca sui social, insorgono le opposizioni. Conte: “Per noi non è all’ordine del giorno, voi distraete i cittadini”. Renzi: “Autogol della sinistra ma la destra ha aumentato le tasse”
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La tassazione sui grandi patrimoni, spesso bandiera della sinistra radicale, torna a far discutere nei giorni caldi della manovra in cui i sindacati hanno annunciato lo sciopero generale per il 12 dicembre. «Le patrimoniali ricompaiono ciclicamente nelle proposte della sinistra. Con la destra al governo non vedrà mai luce», scrive sui social la premier Giorgia Meloni, accompagnando il messaggio con una sua foto in primo piano. «Con che faccia attacca le opposizioni?», ribatte la segretaria del Pd, Elly Schlein, sottolineando che questo esecutivo sarà ricordato per «l’aiuto ai ricchi».

La questione risale a qualche giorno fa, quando la numero uno del Nazareno aveva rilanciato l’ipotesi di una tassazione europea «sulle persone che hanno milioni a disposizione». Il tema era stato ripreso anche dal segretario della Cgil Maurizio Landini, che ha proposto un contributo dell’1% da parte di chi ha patrimoni sopra i due milioni di euro.

Dunque ieri, con l’intervento della leader di Fratelli d’…

La tassazione sui grandi patrimoni, spesso bandiera della sinistra radicale, torna a far discutere nei giorni caldi della manovra in cui i sindacati hanno annunciato lo sciopero generale per il 12 dicembre. «Le patrimoniali ricompaiono ciclicamente nelle proposte della sinistra. Con la destra al governo non vedrà mai luce», scrive sui social la premier Giorgia Meloni, accompagnando il messaggio con una sua foto in primo piano. «Con che faccia attacca le opposizioni?», ribatte la segretaria del Pd, Elly Schlein, sottolineando che questo esecutivo sarà ricordato per «l’aiuto ai ricchi».

La questione risale a qualche giorno fa, quando la numero uno del Nazareno aveva rilanciato l’ipotesi di una tassazione europea «sulle persone che hanno milioni a disposizione». Il tema era stato ripreso anche dal segretario della Cgil Maurizio Landini, che ha proposto un contributo dell’1% da parte di chi ha patrimoni sopra i due milioni di euro.

Dunque ieri, con l’intervento della leader di Fratelli d’Italia, lo scontro è salito di livello facendo tornare sul tavolo un tema che da sempre divide destra e sinistra. Basti pensare alle barricate alzate da Silvio Berlusconi e al vecchio slogan di Rifondazione comunista “Anche i ricchi piangano”.

Schlein, nel controreplicare alla premier, non usa mai la parola «patrimoniale», piuttosto fa notare che con questo governo «la pressione fiscale è salita al 42,8%, il massimo degli ultimi dieci anni». E sottolinea che a dirlo sono gli stessi «dati del governo, non del Pd». Da qui emerge a suo dire che «l’esecutivo ha aumentato le tasse per tutti e, come se non bastasse, nella manovra ora sotto esame interviene sull’Irpef e aiuta di nuovo i più ricchi anziché il ceto medio che si è impoverito». La segretaria poi cita l’Istat, secondo cui l’85% di queste risorse «andrà alle famiglie più ricche», per concludere che l’attuale governo verrà ricordato come quello «dei salassi per famiglie e imprese italiane».

Tutta l’opposizione punta il dito contro l’esecutivo per una manovra che «aiuta i ricchi e non le fasce più deboli», ma a schierarsi apertamente a favore della tassazione sulle grandi ricchezze sono i leader di Avs, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Il primo si dice «assolutamente d’accordo, siamo stati i primi a proporlo». Sulla stessa linea l’esponente dei Verdi: «Perché chi è super ricco non deve dare un contributo per sostenere la sanità pubblica e aumentare stipendi e pensioni?».

Giuseppe Conte si chiama fuori dalla diatriba. Il presidente M5S premette che con Meloni c’è «il record della pressione fiscale» ed «è questa la vera patrimoniale». Detto questo, il leader pentastellato mette in chiaro: «Meloni si rassegni. Non so se nella sinistra c’è una discussione sulla patrimoniale, ma per quanto ci riguarda noi siamo una forza progressista indipendente e una patrimoniale non è all’ordine del giorno». Questo non significa che i 5 stelle faranno sconti all’esecutivo. Al contrario: «Per noi all’ordine del giorno — avverte Conte — c’è il governo delle tasse».

Matteo Renzi mette in guardia la sinistra. Sulla patrimoniale «si gioca il capolavoro mediatico della Meloni e l’ennesimo autogol del centrosinistra. La premier ha drammaticamente aumentato le tasse. Dunque l’opposizione oggi potrebbe avere gioco facile» ma «un pezzo della sinistra anziché chiedere di abbassare le tasse ha rilanciato la patrimoniale». Così, secondo il leader di Iv, Meloni «è uscita dall’angolo ed è andata all’attacco diventando la paladina che difende i cittadini dallo Stato esattore». Per il segretario di +Europa Riccardo Magi le parole della presidente del Consiglio non sono altro che «un’arma di distrazione di massa».

Di certo però questo dibattito dai toni accesi potrebbe essere l’antipasto di ciò che succederà nei prossimi giorni in Parlamento quando si entrerà nel vivo della discussione sulla legge di bilancio.

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