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Manovra, la trincea di Giorgetti: “Ci hanno massacrati sul fisco”. Schlein: “Aiutate solo i ricchi”

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti

 (ansa)

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“Abbiamo cercato di sostenere chi guadagna cifre ragionevoli”, si difende il ministro rispondendo alle critiche
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Ci hanno «massacrati», sbotta il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. «A giudicare e valutare il comportamento degli altri si fa in fretta, ma assumersi la responsabilità e far quadrare il cerchio in una situazione di guerre e instabilità è più complicato», spiega piccato. Le critiche sul taglio dell’Irpef al ceto medio restano una ferita aperta. È domenica e il ministro si collega per una video intervista con il Festival Bergamo Città d’impresa. Quel «massacrati» è il segno di un malumore non riposto. Del resto i rilievi sollevati in Parlamento da Istat, Banca d’Italia, Upb e Corte dei Conti sugli effetti della riduzione della seconda aliquota Irpef dispiegano ancora i loro effetti, con le opposizioni che non perdono occasione per sottolineare che il governo così ha favorito i più ricchi. «Ma noi abbiamo cercato di aiutare chi guadagna cifre ragionevoli», prova a spiegarsi ancora una volta nel merito. «Bisogna capire cosa si intende per ricco: se uno che guadagna 45mila lordi,…

Ci hanno «massacrati», sbotta il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. «A giudicare e valutare il comportamento degli altri si fa in fretta, ma assumersi la responsabilità e far quadrare il cerchio in una situazione di guerre e instabilità è più complicato», spiega piccato. Le critiche sul taglio dell’Irpef al ceto medio restano una ferita aperta. È domenica e il ministro si collega per una video intervista con il Festival Bergamo Città d’impresa. Quel «massacrati» è il segno di un malumore non riposto. Del resto i rilievi sollevati in Parlamento da Istat, Banca d’Italia, Upb e Corte dei Conti sugli effetti della riduzione della seconda aliquota Irpef dispiegano ancora i loro effetti, con le opposizioni che non perdono occasione per sottolineare che il governo così ha favorito i più ricchi. «Ma noi abbiamo cercato di aiutare chi guadagna cifre ragionevoli», prova a spiegarsi ancora una volta nel merito. «Bisogna capire cosa si intende per ricco: se uno che guadagna 45mila lordi, quindi circa 2mila netti loro, Istat, Bankitalia, e Upb hanno una concezione della vita un po’...».

Nel pomeriggio, da Napoli, Elly Schlein gli risponderà che «l’Istat ha segnalato che è un intervento del quale per l’85 per cento beneficeranno le famiglie più ricche di quella fascia». E vi aggiunge questo calcolo: «La misura darà trenta euro all’anno in più a chi guadagna 30mila euro, ma ne darà 440 in più all’anno a chi ne guadagna 199mila, quindi una volta ancora stanno aiutando i più ricchi».

«Riteniamo di essere nel giusto», sostiene Giorgetti. E poi torna a dire che «negli anni scorsi si è intervenuti sui ceti più deboli, mettendo 18 miliardi l’anno scorso, riconfermati anche quest’anno, cui si aggiunge la stabilizzazione del cuneo contributivo. Ora facciamo uno sforzo ulteriore coprendo anche la fascia dei redditi fino a 50mila euro: mi sembra una logica nell’orizzonte pluriennale sensata». Ma il disappunto è difficile da digerire: «Penso che un’analisi serena e oggettiva del complesso della manovra possa portare a ben altri risultati». Quindi promette modifiche sull’iper e superammortamento per le imprese: «Cercheremo di trovare una soluzione, renderlo pluriennale sarebbe una bella cosa». Alle banche invece riserva l’ennesima stoccata: è più facile guadagnare con «la gestione statica dei soldi depositati», ma devono tornare — ecco il monito — a «concentrarsi sull’attività creditizia tradizionale».

«So che gli dispiace quando glielo diciamo, però è la verità e sta nelle loro scelte», gli ha risposto Schlein, parlando a margine del congresso dei nazionale dei Giovani democratici, svoltosi nel capoluogo campano. «In più aggiungo che gli fa male anche quando gli diciamo che le tasse le hanno aumentate loro e le hanno aumentate a tutti perché i dati del governo, non del Pd, raccontano che la pressione fiscale sta al massimo storico degli ultimi dieci anni, 42,8 per cento. Il governo continua fare propaganda».

«Giorgetti è nel panico», sostiene Angelo Bonelli, Avs. «Oggi prova a difendere l’indifendibile dicendo che non è una manovra per i ricchi». «Questo governo è riuscito a mettere i penultimi contro gli ultimi», chiosa il leader pentastellato Giuseppe Conte. Il vicepresidente M5S Mario Turco: «Meloni continua a spostare l’attenzione mentre opprime gli italiani con tasse à gogo su famiglie, imprese e lavoratori». L’M5s rilancia l’idea di una raider tax sulle operazioni finanziarie speculative. Il ministro Giorgetti — afferma Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Pd — non sembra quindi aver letto ciò di cui parla, ma come tutta la maggioranza è infastidito dai dati oggettivi, dagli studi, dalle analisi, dall’indipendenza dei soggetti istituzionali». «Gli unici massacrati sono gli italiani», compendia la polemica il renziano Davide Faraone.

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