Alla buvette della Camera dei deputati sono arrivati anche i gelati tradizionali. Accanto a panini, insalate, frutta e pizzette, questa mattina ha iniziato a funzionare anche l'apposito banco con la vaschette: il gelato è acquistabile solo in coppette, a 3,50 euro per una porzione piccola, a 4,50 per una più grande. I gusti disponibili sono gluten free e, alla scelta, anche vegan: limone, caramello salato, nocciola, pistacchio e cioccolato fondente. Dopo le prime due coppette la vendita - ora ripresa regolarmente - è stata sospesa per un'oretta a causa, a quanto si apprende, di problemi tecnici di cassa (la formalizzazione dei prezzi). Il fornitore esterno, come viene riferito, è The Gelatist.
L'iniziativa, voluta da Paolo Trancassini deputato di FdI e questore della Camera nell'ottica della valorizzazione del made in Italy, è passata a maggioranza con due voti a favore (Fratelli d'Italia e Lega) e uno contro nel collegio dei questori. A esprimersi contro è stato solo il deputato del …
Alla buvette della Camera dei deputati sono arrivati anche i gelati tradizionali. Accanto a panini, insalate, frutta e pizzette, questa mattina ha iniziato a funzionare anche l'apposito banco con la vaschette: il gelato è acquistabile solo in coppette, a 3,50 euro per una porzione piccola, a 4,50 per una più grande. I gusti disponibili sono gluten free e, alla scelta, anche vegan: limone, caramello salato, nocciola, pistacchio e cioccolato fondente. Dopo le prime due coppette la vendita - ora ripresa regolarmente - è stata sospesa per un'oretta a causa, a quanto si apprende, di problemi tecnici di cassa (la formalizzazione dei prezzi). Il fornitore esterno, come viene riferito, è The Gelatist.
L'iniziativa, voluta da Paolo Trancassini deputato di FdI e questore della Camera nell'ottica della valorizzazione del made in Italy, è passata a maggioranza con due voti a favore (Fratelli d'Italia e Lega) e uno contro nel collegio dei questori. A esprimersi contro è stato solo il deputato del M5s Filipppo Scerrra che nei giorni scorsi aveva spiegato così la sua posizione sui social: "Mi sono ovviamente opposto alla proposta di introdurre il gelato artigianale alla Camera dei Deputati. Era normale che lo facessi, era il minimo, ma il mio voto non è bastato per bloccare la proposta. Nel mio ruolo di questore ogni giorno do il mio contributo per ottimizzare le spese, per migliorare i servizi, nonché per eliminare inutili privilegi", "non possiamo chiedere sacrifici ai cittadini e pensare ai gelati in Parlamento".
In principio era il supplì, e effettivamente quello resta il prodotto iconico del bar dei deputati, posto all'estremità del Transatlantico più vicina al corridoio “dei ministri”. Nella Prima Repubblica le crocchette di riso fritte erano in bella vista all'angolo del sunnominato bancone. Poi, un po’ per l'igiene (c'era anche chi ne saggiava la consistenza come si fa con i kiwi, con la non trascurabile differenza per gli altri utenti, però, che di quelli la buccia non si mangia) un pò per evitare discrepanze tra quanti se ne consumavano e quanti se ne pagavano, i supplì andarono sotto una vetrina, come tutto il resto.
Pressoché uniche variazioni di un'offerta sostanzialmente immutata, con questa legislatura che ha invece già portato panini gourmet (nel tempo si è assistito alla riduzione del numero anche dei supplì, prima impilati su una guantiera, ora sobriamente allineati su un vassoietto più minimalista) mentre sotto i governi, e la presidenza della Camera, a trazione M5s fu “abrogato” il secondo ripiano sulla specchiera a lato del settore caffetteria - a farne memoria è la traccia lasciata nel tempo sui montanti in legno - e con esso le bottiglie di liquori che sosteneva.
Per un po’ rischiarono l'effetto “proibizionismo” anche le mitiche mandorle che accompagnano l'aperitivo. Per restare in tema, stringi qui taglia là, agli albori della Seconda Repubblica venne tagliata anche la bottiglia di anice che da tempo immemorabile montava la guardia accanto alla fontanella dell'acqua, per il rito dell'anisetta. Mentre oggi arriva il gelato.