“Chi vuol dedicare la riforma a Berlusconi vada a casa a pascolare pecore”. La conferenza stampa è appena terminata e Antonio Di Pietro sbotta quando gli si ricorda che Forza Italia vuol dedicare la riforma all’ex premier e farà una campagna referendaria con al centro il ricordo dell’ex Cavaliere. Eppure l’ex magistrato del pool Mani pulite, che nel novembre 1994 mandò a Berlusconi un invito a comparire in Procura, ora siede al tavolo con Enrico Costa, deputato di Forza Italia. In sala anche il capogruppo degli azzurri in commissione Giustizia alla Camera, Pietro Pittalis. Immagine che qualche tempo fa sarebbe stato impossibile fotografare. L’occasione è data dalla presentazione del comitato per il Sì al referendum sulla riforma della giustizia, che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pm. Battaglia che ora unisce Di Pietro al partito fondato da Berlusconi.
Tuttavia Di Pietro vuol prendere le distanze: “Dedicare la riforma a Berlusconi è la cosa più grave che possa acca…
“Chi vuol dedicare la riforma a Berlusconi vada a casa a pascolare pecore”. La conferenza stampa è appena terminata e Antonio Di Pietro sbotta quando gli si ricorda che Forza Italia vuol dedicare la riforma all’ex premier e farà una campagna referendaria con al centro il ricordo dell’ex Cavaliere. Eppure l’ex magistrato del pool Mani pulite, che nel novembre 1994 mandò a Berlusconi un invito a comparire in Procura, ora siede al tavolo con Enrico Costa, deputato di Forza Italia. In sala anche il capogruppo degli azzurri in commissione Giustizia alla Camera, Pietro Pittalis. Immagine che qualche tempo fa sarebbe stato impossibile fotografare. L’occasione è data dalla presentazione del comitato per il Sì al referendum sulla riforma della giustizia, che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pm. Battaglia che ora unisce Di Pietro al partito fondato da Berlusconi.
Tuttavia Di Pietro vuol prendere le distanze: “Dedicare la riforma a Berlusconi è la cosa più grave che possa accadere. Io invito coloro che vogliono metterci il cappello sopra di farsi da parte, anzi di andare a casa a pascolare pecore perché non è possibile. Questa è una riforma dei cittadini e metterci il cappello sopra è un atto abusivo. E comunque sia a prescindere di chi ci vuol mettere il cappello sopra, noi dobbiamo guardare agli effetti che produce questa riforma. A me non interessa chi lo voleva fare la riforma per fini propri, come Berlusconi, a me interessa che oggi la legge venga modificata”.
Quindi, se lo domanda da solo. “Che ci azzecca Di Pietro? Benedetto signore bisogna informare i cittadini. Questa riforma non cambia i valori per i quali mi sono speso. Non c'è dietro quel signore che faceva di nome Silvio. La separazione delle carriere completa il quadro nel quale sono entrato nel 1989". E poi ancora: "Ai colleghi dell'Anm dico che non c'azzeccano e che la separazione delle carriere non è una vendetta di qualcuno, ma è indispensabile per completare il quadro definito con la riforma del processo del 1989 e, quindi, serve ai cittadini". Quindi sottolinea: "Chi mi conosce sa che ho fatto il pm e l'ho fatto anche in modo forte, ma oltre quello ho fatto Di tutto, dal poliziotto, all'avvocato, fino all'indagato e all'imputato. E dopo 30 anni durante i quali ho vestito 'tutte le giacche' posso dirvi che è importante che a giudicare su questa riforma sia uno che le ha vestite tutte".
Inevitabile parlare ancora di Berlusconi. Ma la separazione delle carriere non la voleva Berlusconi? "Lui voleva mettere sotto il controllo politico i pubblici ministeri. Questa riforma lascia intatti gli articoli della Costituzione che definiscono l’indipendenza della magistratura dal potere politico. Ci sono politici che hanno passato la vita a difendersi dal processo e non nel processo. Mi pare che la riforma metta più serenità a chi entra in un'aula di giustizia”. Insomma, per Di Pietro bisogna votare sì al referendum per aiutare i cittadini, ma i suoi compagni di squadra e di campagna referendaria hanno un chiodo fisso in testa che si chiama Berlusconi. Con buona pace dell’ex magistrato di Mani pulite.