✕

Educazione sessuale, Valditara attacca e lascia l’aula: “Sfruttate i femminicidi”. È bagarre

Ascolta l'audio

Le opposizioni: “Insultati dal ministro”. Chiesta capigruppo, seduta sospesa. Bonafè (Pd): “Frattura profonda, così non si avanti”. Grimaldi (Avs): “Ne riparleremo dopo le scuse”
3 minuti di lettura

È bagarre alla Camera sul ddl che parla di educazione sessuale e affettiva nelle scuole e consenso informato dopo la retromarcia della Lega che ha presentato un emendamento secondo il quale alle medie sarebbe necessario l’ok dei genitori.

Infuocate le critiche dell'opposizione, con la M5S Chiara Appendino che ha puntato il dito contro "il bavaglio" e attaccato: “Temete il sesso”. Rilancia il Pd: “Bisognerebbe preoccuparsi della mattanza delle donne”. Non accetta il riferimento alle violenze contro le donne, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara che contrattacca: “Falsità, vergogna a sfruttare i femminicidi”. Poi lascia l’aula, per impegni istituzionali.

Dopo le proteste, la sospensione dei lavori che dovrebbero riprendere alle 16,45 dopo la capigruppo. Ma il condizionale è d’obbligo. Simona Bonafè (Pd) parla di “frattura profonda, così non si avanti”. Marco Grimaldi (Avs) ribadisce: “Ne riparleremo se arriveranno le scuse del ministro”.

È bagarre alla Camera sul ddl che parla di educazione sessuale e affettiva nelle scuole e consenso informato dopo la retromarcia della Lega che ha presentato un emendamento secondo il quale alle medie sarebbe necessario l’ok dei genitori.

Infuocate le critiche dell'opposizione, con la M5S Chiara Appendino che ha puntato il dito contro "il bavaglio" e attaccato: “Temete il sesso”. Rilancia il Pd: “Bisognerebbe preoccuparsi della mattanza delle donne”. Non accetta il riferimento alle violenze contro le donne, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara che contrattacca: “Falsità, vergogna a sfruttare i femminicidi”. Poi lascia l’aula, per impegni istituzionali.

Dopo le proteste, la sospensione dei lavori che dovrebbero riprendere alle 16,45 dopo la capigruppo. Ma il condizionale è d’obbligo. Simona Bonafè (Pd) parla di “frattura profonda, così non si avanti”. Marco Grimaldi (Avs) ribadisce: “Ne riparleremo se arriveranno le scuse del ministro”.

L’escalation in aula

"L'educazione sessuale non è pericolosa - le parole di Appendino -, lo è molto l'ignoranza e lo molto è questo provvedimento. Se qualcuno qui - e penso ci sia - ha paura del sesso, provi ad affrontarla e non la trasmetta ai nostri ragazzi, perché il sesso è naturale, lo facciamo tutti. Io lo faccio, lo dico qui - ha aggiunto Appendino -. So che arriveranno risatine e insulti, ma questo è il motivo per cui l'educazione sessuale serve in questo paese".

A rispondere è stato il deputato di FdI, Salvatore Caiata: "Semplicemente si sta chiedendo che i genitori diano un consenso affinché i propri figli partecipino a queste attività. Vede cara collega che ci ha definiti malati: malati sì, ma di democrazia e libertà. Ma almeno qualcosa che ci accomuna c'è - ha aggiunto Caiata -: il sesso lo facciamo tutti, non solo da quella parte".

Ma l’aula si accende con l’intervento del ministro dell'Istruzione.

"È stato detto che con questo disegno di legge impediremmo l'educazione sessuale e affettiva nelle scuole, di informare i nostri giovani sui rischi delle malattia sessualmente trasmesse. È falso", attacca il ministro.

"E' stato sfruttato un tema così delicato come quello dei femminicidi, – continua – sono indignato che abbiate detto che questa legge impedisca la lotta contro i femminicidi", "vergognatevi", "tutto questo non c'è in questa legge". Vive le proteste dell'opposizione dopo queste parole.

Valditara si riferisce anche alle parole della deputata del partito democratico Silvia Roggiani. "Ciò che dovrebbe far paura è la mattanza di donne che vediamo quotidianamente, quello che ci ha ricordato ieri Gino Cecchettin chiedendo a noi innanzitutto di rimettere al centro l'educazione sessuale e affettiva dei ragazzi. Ma la destra continua a essere ossessionata dalle teorie gender, che nulla hanno a che vedere con le linee guida internazionali che abbiamo chiesto di sostenere questo emendamento".

Dopo le proteste delle opposizioni il ministro ha ripreso la parola: “Mi dispiace se qualcuno si è sentito offeso - ha concluso - ma assicuro che questo ddl non indebolisce in alcun modo la lotta contro i femminicidi. Anzi, nei nostri programmi ribadiamo la centralità dell'educazione alla lotta contro la violenza di genere e ai femminicidi".

"Contestualizziamo le mie affermazioni che non erano rivolte a nessuno di voi in particolare", ha aggiunto per "un appuntamento istituzionale in Puglia" prima di andare via tra le proteste.

Tra gli altri è intervenuto anche Bruno Tabacci (Pd): "Mi sono sentito particolarmente offeso, conoscendo il ministro da molti anni. Sono nostalgico del linguaggio parlamentare che ho studiato da Moro, Berlinguer e Almirante. C'è una retrocessione".

Critico anche il segretario di +Europa, Riccardo Magi: "Da Valditara oggi in aula una totale mancanza rispetto per il parlamento e per le opposizioni. Un cattivo maestro che manca di senso delle istituzioni: un modo di rabbioso di rivolgersi alle opposizioni".

Secondo il dem Andrea Casu, “quel ‘vergognatevi’ rivolto al Parlamento e alle opposizioni deve essere ritirato, parole così indegne non solo sono una offesa alle opposizioni, ma di tutto il Parlamento”.

“Dobbiamo vergognarci? Sì, di Valditara che dovrebbe chiedere scusa alle studentesse e agli studenti italiani per questo spettacolo indegno”, ribadisce la deputata M5S Vittoria Baldino.

Per Elisabetta Piccolotti (Avs) “Valditara vuole aprire le classi ad associazioni anti-scientifiche, antiabortiste e favorire gruppi contro contraccezione”.

"Valditara esca dalla dimensione della propaganda, cominci ad ascoltare la voce che arriva dalle scuole e dalle famiglie e stia al merito delle questioni. Il governo vieta attività qualificanti all'interno delle scuole e se ne deve assumere politicamente la responsabilità", afferma la deputata e responsabile scuola del Pd, Irene Manzi.

A difesa interviene la Lega: “Basta strumentalizzazioni, Valditara difende educazione”.

Il Pd, Avs e il Movimento 5 stelle hanno poi chiesto la convocazione di una capigruppo della Camera. "Quello che è successo è molto grave", ha detto la dem Simona Bonafè. "Si è creata una frattura profonda tra Parlamento e governo che non ci permette di andare avanti a votare questo provvedimento". Sulla stessa linea si sono espressi Marco Grimaldi, di Alleanza Verdi Sinistra, che ha chiesto anche la sospensione dell'esame del provvedimento "fino a quando Valditara non si sarà scusato", e Andrea Quartini del Movimento 5 stelle: "Non ci sono le condizioni per proseguire l'esame in Aula" del testo, ha affermato.

La vicepresidente Anna Ascani, ha annunciato che riferirà al presidente delle richieste e ha quindi sospeso la seduta che riprenderà alle 16,45.

La Camera al lavoro su educazione sessuale e consenso informato

Obiettivo del provvedimento in discussione alla Camera è informare le famiglie o gli studenti maggiorenni, consentendo loro di esprimere l'adesione tramite il consenso informato preventivo alle attività extracurricolari e agli ampliamenti dell'offerta formativa che riguardano temi attinenti all'ambito sessuale.

Su questo ddl lunedì la Lega ha depositato un emendamento, parzialmente correttivo rispetto al testo approvato in commissione, che fa cadere il divieto di educazione sessuale alle medie, equiparate in tal modo alle superiori: per tali attività servirà il consenso dei genitori che dovranno conoscere temi e materiale didattico. "Fermo restando quanto previsto dalle indicazioni nazionali", resta il divieto per la scuola dell'infanzia ed elementare.

Il via libera della Camera in prima lettura era atteso tra oggi e domani.

Leggi i commenti