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Iervolino, i guai sul tax credit del produttore che finanzia il nuovo giornale di Casalino

Andrea Iervolino

 
l produttore cinematografico: “Sarà una testata cartacea e online”. L’ex portavoce di Conte opinionista su Rete4
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E dunque, con Casalino c’è Iervolino. L’ex portavoce grillino sbarcherà — dovrebbe sbarcare — nel mondo dell’informazione alla guida di una testata che si presume vicina ai 5 Stelle e il cui editore sarà — dovrebbe essere — questo Andrea Iervolino, che vanta oltre cento film prodotti e molti altri in produzione. Alcuni passati un po’ sotto silenzio, come “Il segreto di Liberato” o “Natale in disco”, dove Iervolino si misurò anche come attore a fianco di Alessia Fabiani. Altri, come il molto annunciato “Maserati: The Brothers”, dato in uscita il prossimo anno, che vantano invece cast stellari. Solo per il film sulla casa automobilistica del tridente, infatti, sono schierati i nomi di Anthony Hopkins, Al Pacino, Andy Garcia, Jessica Alba, nonché del meno noto Michele Morrone, quello della polemica sugli attori che in Italia non lavorano se non sono di sinistra. E proprio con Al Pacino a fianco, e un modellino di Maserati in dono, Iervolino è arrivato lo scorso giugno anche in udienza da…

E dunque, con Casalino c’è Iervolino. L’ex portavoce grillino sbarcherà — dovrebbe sbarcare — nel mondo dell’informazione alla guida di una testata che si presume vicina ai 5 Stelle e il cui editore sarà — dovrebbe essere — questo Andrea Iervolino, che vanta oltre cento film prodotti e molti altri in produzione. Alcuni passati un po’ sotto silenzio, come “Il segreto di Liberato” o “Natale in disco”, dove Iervolino si misurò anche come attore a fianco di Alessia Fabiani. Altri, come il molto annunciato “Maserati: The Brothers”, dato in uscita il prossimo anno, che vantano invece cast stellari. Solo per il film sulla casa automobilistica del tridente, infatti, sono schierati i nomi di Anthony Hopkins, Al Pacino, Andy Garcia, Jessica Alba, nonché del meno noto Michele Morrone, quello della polemica sugli attori che in Italia non lavorano se non sono di sinistra. E proprio con Al Pacino a fianco, e un modellino di Maserati in dono, Iervolino è arrivato lo scorso giugno anche in udienza da Papa Francesco. Bellissime le foto dell’incontro, che si affiancano a quelle con tante star di Hollywood, promettente la scommessa sui biopic di italiani celebri: «Ho deciso di dedicarmi a questo filone per la patria, certamente, e anche per chi, come me, cerca di avere fortuna all’estero e deve spesso scontrarsi con i luoghi comuni sugli italiani», dice lui in un’intervista.

Eppure, questo produttore 37enne, mamma canadese e papà italiano, che raccoglie titoli e ritratti entusiastici su siti e riviste, è in una fase difficile. A fine giugno, più o meno nei giorni dell’udienza papale, la sua società di produzione Sipario Movies si è vista piombare sul collo la ghigliottina del ministero della Cultura. Via il tax credit, il credito d’imposta che il ministero concede alle produzioni italiane, è stata la decisione: rigettate tutte le domande in lavorazione e revocate anche quelle già approvate, per un totale di 66 milioni e spiccioli.

Soldi che però difficilmente lo Stato rivedrà perché la Sipario Movies non naviga in buone acque: quotata all’Euronext, un segmento di Borsa per le piccole imprese, dove nel 2019 aveva raccolto più di 10 milioni di euro, a maggio di quest’anno ha presentato richiesta di liquidazione perché finita in insolvenza dopo una perdita di 117 milioni. Colpa, dicono Iervolino e i suoi legali, di Lady Bacardi, ossia la signora Monika Bacardi, vedova di uno degli eredi della dinastia del rum — Luis Adalberto Facundo Gomez de Campo Bacardi — che l’aveva sposata in seste nozze.

La biondissima vedova Bacardi, anche lei non esattamente ostile ad esporsi agli obiettivi dei fotografi, è stata socia di riguardo del produttore fino allo scorso anno, tanto che prima di cambiare nome Sipario Movies la società si chiamava “Iervolino e Lady Bacardi Entertainment”. Poi uno scontro furioso e il via alle contese legali con nomina di un liquidatore — a sua volta liquidato dal Tribunale di Roma — che Iervolino accusa di essere troppo vicino all’ex socia.

Le carte della procura di Roma, che su Iervolino indaga per truffa — le stesse carte che hanno convinto il ministero il 31 luglio anche a rigettare la domanda avanzata da Sipario Movies di revocare il “no” al tax credit milionario — raccontano un’altra storia.

In particolare quella di un turbinoso giro di fatture, che gli inquirenti sospettano gonfiate, con società come la Al Mashael Movies con sede in Barhain o un’altra in Lussemburgo. Un “legal thriller”, insomma, più che un kolossal hollywoodiano.

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