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Centri migranti in Albania, Magi: “Un costoso cabaret, Meloni e Rama hanno celebrato un fallimento”

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Il segretario di +Europa: “Le procedure delle strutture non sono compatibili con le leggi italiane ed europee”
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Riccardo Magi, segretario di +Europa, due settimane fa era ancora una volta a Shengjin e Gjader: «Cattedrali nel deserto, una struttura è chiusa, l’altra ospita venti migranti e qualche cane randagio». Davanti alle immagini di Villa Pamphilj, non usa mezzi termini: «Un cabaret costosissimo, ormai Edi Rama e Giorgia Meloni sono due comici che si fanno da spalla: si ammiccano, si fanno i sorrisini, le battutine. E intanto continuano a negare il disastro».

Il protocollo è “rivoluzionario”, dice invece la premier.

«Ormai vive in una realtà parallela. Continua a ripetere che “fun-zio-ne-ran-no” perché lei stessa sa che non funzionano e non hanno mai funzionato. È forse il fallimento più eclatante di questi tre anni di governo».

Meloni sost…

Riccardo Magi, segretario di +Europa, due settimane fa era ancora una volta a Shengjin e Gjader: «Cattedrali nel deserto, una struttura è chiusa, l’altra ospita venti migranti e qualche cane randagio». Davanti alle immagini di Villa Pamphilj, non usa mezzi termini: «Un cabaret costosissimo, ormai Edi Rama e Giorgia Meloni sono due comici che si fanno da spalla: si ammiccano, si fanno i sorrisini, le battutine. E intanto continuano a negare il disastro».

Il protocollo è “rivoluzionario”, dice invece la premier.

«Ormai vive in una realtà parallela. Continua a ripetere che “fun-zio-ne-ran-no” perché lei stessa sa che non funzionano e non hanno mai funzionato. È forse il fallimento più eclatante di questi tre anni di governo».

Meloni sostiene che la colpa non sia sua. Chi l’ha ostacolata?

«La responsabilità politica è pienamente sua e dei ministri. Noi li avevamo avvisati dal principio: le procedure previste in queste strutture non sono compatibili con la legge italiana e col diritto europeo».

Il prossimo Patto sulle migrazioni della Commissione sbloccherà lo stallo?

«Non accadrà. Le nuove norme non prevedono che i Paesi Ue possano aprire dei centri di detenzione per migranti in un Paese terzo sotto la propria giurisdizione».

Quindi continuerà lo scontro con i giudici?

«Il protocollo nasce con un deficit di diritto al suo interno. Purtroppo abbiamo un governo che, come tutti i suoi amici populisti, ha uno dei suoi punti di forza nell’attacco contro le giurisdizioni, a tutti i livelli, sia nazionali che internazionali».

Quanto stridono le immagini di Villa Pamphilj con quello che ha visto in Albania?

«Il centro di Shengjin, dove Rama e Meloni tennero la conferenza inaugurale con toni trionfalisti, è addirittura chiuso. Inutilizzato. Gjader, fa quello che potrebbe fare qualsiasi altro cpr in Italia ma con costi maggiori. È arrivato a ospitare anche solo 12 persone».

Cosa serve perché si decida a fermare il progetto?

«Spero, e immagino, che possa esserci a breve una pronuncia della Corte dei Conti: da un punto di vista erariale è un’opera che grida vendetta. In più è attesa una pronuncia della Corte di Giustizia europea in risposta alla Corte di Cassazione italiana. Dovessero rilevare delle criticità, sappiamo già quale sarà la reazione dell’esecutivo: l’ennesimo assalto ai giudici».

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