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Stupri, regge l’intesa bipartisan

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Slitta il voto sul ddl sull’educazione sessuale a scuola. Lite su Cherchi (M5s): “Valditara non all’altezza, come i maschi violenti”. Poi si scusa
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ROMA – Un lavoro comune costruito da Giorgia Meloni ed Elly Schlein. Lavoro che ha portato a «una svolta culturale fondamentale nel contrasto alla violenza di genere», scrive la segretaria Pd in un post allegando una foto che la ritrae in una stretta di mano con la premier nel maggio 2023.

Mercoledì, in commissione Giustizia alla Camera, è stato approvato l’emendamento bipartisan che modifica l’articolo 609-bis del Codice penale in materia di violenza sessuale. Rischierà la reclusione dai 6 ai 12 anni chiunque «fa compiere o subire atti sessuali a un’altra persona» senza «il consenso libero e attuale». Insomma, il sesso senza consenso è stupro. «È un passo avanti importantissimo — insiste la segretaria Pd — che dimostra come su questo maggioranza e opposizione possono trovare un terreno comune. Proseguiremo il lavoro anche su altre cose».

Ma la speranza per ora resta vana. Perché se a firmare la modifica del testo sono le relatrici Michela Di Biase del Pd e Carolina Varchi di FdI, la …

ROMA – Un lavoro comune costruito da Giorgia Meloni ed Elly Schlein. Lavoro che ha portato a «una svolta culturale fondamentale nel contrasto alla violenza di genere», scrive la segretaria Pd in un post allegando una foto che la ritrae in una stretta di mano con la premier nel maggio 2023.

Mercoledì, in commissione Giustizia alla Camera, è stato approvato l’emendamento bipartisan che modifica l’articolo 609-bis del Codice penale in materia di violenza sessuale. Rischierà la reclusione dai 6 ai 12 anni chiunque «fa compiere o subire atti sessuali a un’altra persona» senza «il consenso libero e attuale». Insomma, il sesso senza consenso è stupro. «È un passo avanti importantissimo — insiste la segretaria Pd — che dimostra come su questo maggioranza e opposizione possono trovare un terreno comune. Proseguiremo il lavoro anche su altre cose».

Ma la speranza per ora resta vana. Perché se a firmare la modifica del testo sono le relatrici Michela Di Biase del Pd e Carolina Varchi di FdI, la stessa intesa non si ripete in Aula dove è in discussione il disegno di legge del ministro Valditara sull’educazione sessuale nelle scuole e l’obbligo del consenso scritto dei genitori per le medie e le superiori, previa visione dei materiali.

Dopo una mattinata di ostruzionismo messo in atto dal centrosinistra, con una raffica di interventi dei deputati affinché l’esame del provvedimento venisse rinviato, la votazione degli emendamenti comincia ma viene poi rimandata a data da destinarsi. Dai banchi delle opposizioni molti lamentano l’assenza del ministro Valditara. Ma soprattutto è il Movimento 5 Stelle ad alzare di molto il livello dello scontro con parole che fanno discutere. «L’unica cosa di cui Valditara è sicuramente consapevole è di non essere all’altezza. E quando una persona sa di non essere all’altezza paradossalmente diventa anche più violento», attacca la pentastellata Susanna Cherchi: «Come le donne che vengono uccise dai mariti, perché i mariti sanno di non essere all’altezza di quelle donne e quindi le ammazzano. Ma lui poverino, ha bisogno di comprensione». Dopo le proteste dai banchi della maggioranza, il presidente di turno Sergio Costa le toglie la parola dicendo: «Ha detto cose inopportune». È bufera. La Lega, con il responsabile Scuola Rossano Sasso, punta il dito: «L’opposizione svilisce il dibattito». Cherchi torna sui suoi passi: «Non era in alcun modo mia intenzione accostare il ministro ai comportamenti di uomini violenti e autori di femminicidi. Mi dispiace se c’è stato un fraintendimento».

E in questo clima di bagarre parlamentare, nell’attesa che si trovi un’intesa, ieri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha presieduto una riunione tecnica con il capo della Polizia, Vittorio Pisani, e il comandante generale dei Carabinieri, Salvatore Luongo, finalizzata al coordinamento delle strategie di contrasto al fenomeno della violenza di genere e dell’immigrazione irregolare.

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