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Garante della Privacy, la proposta di Avs per cambiare il metodo di elezione

Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni 

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Emendamento dem per cambiare il quorum dalla maggioranza semplice ai due terzi
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ROMA – Rivedere le norme sull’elezione dei quattro componenti del Garante della Privacy. Prevedere un Comitato etico che vigili sull’operato del collegio. Superare – o almeno temperare – la lottizzazione dell’Autorità indipendente.

Dopo le inchieste sui conflitti d’interesse degli attuali membri, Pd e Avs chiedono di cambiare le regole per la nomina dell’authority. Oggi i quattro componenti, due designati dalla Camera e due dal Senato, sono blindati per sette anni. Senza che nessuno li possa revocare o costringere alle dimissioni, nemmeno in caso di indegnità.

La proposta di legge di Avs

Alleanza verdi e sinistra è già pronta a depositare una proposta di legge a prima firma Elisabetta Piccolotti: se fosse approvata, comporterebbe la …

ROMA – Rivedere le norme sull’elezione dei quattro componenti del Garante della Privacy. Prevedere un Comitato etico che vigili sull’operato del collegio. Superare – o almeno temperare – la lottizzazione dell’Autorità indipendente.

Dopo le inchieste sui conflitti d’interesse degli attuali membri, Pd e Avs chiedono di cambiare le regole per la nomina dell’authority. Oggi i quattro componenti, due designati dalla Camera e due dal Senato, sono blindati per sette anni. Senza che nessuno li possa revocare o costringere alle dimissioni, nemmeno in caso di indegnità.

La proposta di legge di Avs

Alleanza verdi e sinistra è già pronta a depositare una proposta di legge a prima firma Elisabetta Piccolotti: se fosse approvata, comporterebbe la decadenza dell’attuale collegio a sei mesi dall’entrata in vigore della riforma.

Il testo prevede l’aumento da quattro a cinque dei membri del collegio: il componente aggiuntivo verrebbe scelto dalla Conferenza Stato-Regioni. Tutti gli organi coinvolti devono redigere, almeno sessanta giorni prima, una short-list di papabili. “Nessuno dei candidati – stabilisce l’articolo 1 – può appartenere o aver appartenuto, nei cinque anni precedenti alla nomina, a organi direttivi o di controllo di partiti o movimenti politici, né aver ricoperto cariche di governo o parlamentare”. Soprattutto, si introducono una serie di ragioni di decadenza dal ruolo: nei casi di condanne con sentenza definitiva “per reati contro la pubblica amministrazione” o “connessi con lo svolgimento dell’incarico” e davanti a “palesi e accertate violazioni del Codice etico” adottato dallo stesso Garante alla Fondazione.

A vigilare sull’operato dell’authority ci sarebbe un apposito Comitato etico: “Almeno tre persone, di notorio prestigio, indipendenza e autorevolezza, che esercitano, o abbaiano esercitato, le funzioni di magistrato ordinario delle giurisdizioni superiori, di professore universitario di materie giuridiche”. Il provvedimento di Avs sfoltirebbe un po’ anche i compensi: al “settanta per cento” e non più “pari” (com’è ora) alla retribuzione del presidente della Corte di cassazione nei limiti previsti dalla legge (circa 311mila euro). Da ultimo, stop alle porte girevoli: i membri non potrebbero, “per i tre anni successivi alla cessazione del mandato, assumere incarichi pubblici o privati in enti o società sottoposte, durante il mandato, a provvedimenti o pareri del Garante”.

L’emendamento dem

Il Pd, al lavoro su un progetto di legge, ha presentato a Palazzo Madama un emendamento alla manovra – firmato da Dario Parrini e Antonio Nicita – per cambiare il quorum dell’elezione: oggi a maggioranza semplice, verrebbe portato ai due terzi dei componenti. La soglia in genere richiesta per imporre, come già avviene per i giudici costituzionali, una rosa di nomi condivisi tra maggioranza e opposizione.

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