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La pasionaria italiana dei metalmeccanici tedeschi: “Preoccupata per l’ascesa dell’Afd”

(ansa)

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Daniela Cavallo, classe 1975, figlia di un emigrante calabrese vittima di episodi razzisti, era presente durante l’incontro tra il presidente Mattarella e il suo omologo tedesco Steinmeier
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È la pasionaria dei metalmeccanici tedeschi, l’italiana che ha guidato mega scioperi dello scorso anno per scongiurare le chiusure delle fabbriche Volkswagen. Daniela Cavallo, classe 1975, figlia di un emigrante calabrese che approdò diciassettenne a Wolfsburg, leader di Ig Metall e capa del consiglio di fabbrica del marchio-simbolo del made in Germany, ammette di essere angustiata dall’ascesa dell’ultradestra Afd: “Sono preoccupata per queste tendenze. E direi che questa è l’occasione giusta per ricordare quanto l’immigrazione abbia contribuito a rendere la Germania quello che è”.

L’occasione è la celebrazione dei 70 anni dei contratti dei “gastarbeiter”, i lavoratori che vennero chiamati dalla Grecia, dall’Italia, dalla Turchia e da altri paesi per riempire le fabbriche tedesche del dopoguerra. Al castello di Bellevue, a margine dell’incontro tra il presidente Sergio Mattarella e il suo omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier, abbiamo intercettato Cavallo insieme ad altri giornalist…

È la pasionaria dei metalmeccanici tedeschi, l’italiana che ha guidato mega scioperi dello scorso anno per scongiurare le chiusure delle fabbriche Volkswagen. Daniela Cavallo, classe 1975, figlia di un emigrante calabrese che approdò diciassettenne a Wolfsburg, leader di Ig Metall e capa del consiglio di fabbrica del marchio-simbolo del made in Germany, ammette di essere angustiata dall’ascesa dell’ultradestra Afd: “Sono preoccupata per queste tendenze. E direi che questa è l’occasione giusta per ricordare quanto l’immigrazione abbia contribuito a rendere la Germania quello che è”.

L’occasione è la celebrazione dei 70 anni dei contratti dei “gastarbeiter”, i lavoratori che vennero chiamati dalla Grecia, dall’Italia, dalla Turchia e da altri paesi per riempire le fabbriche tedesche del dopoguerra. Al castello di Bellevue, a margine dell’incontro tra il presidente Sergio Mattarella e il suo omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier, abbiamo intercettato Cavallo insieme ad altri giornalisti italiani.

“Mio padre - racconta - voleva restare solo per qualche anno in Germania e poi tornare in Calabria. Invece è rimasto fino alla pensione e ormai la sua vita è qui, si sente bene, è la sua seconda patria”. Allora, a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, il padre fu vittima di episodi razzisti, ammette la leader metalmeccanica. “Arrivarono tanti uomini italiani, senza le famiglie, e non sempre furono accolti a braccia aperte: suscitavano sospetto. E poi c’era la barriera linguistica. Ma vorrei anche dire che io ho due passaporti, sono nata e cresciuta qui e le mie radici mi hanno plasmato molto”.

Cavallo si dice preoccupata per l’ascesa dell’Afd, diventata peraltro il primo partito tra i lavoratori tedeschi. “Rispecchia la paura di tante persone di perdere il benessere acquisito in questi decenni”. E la sindacalista guarda con altrettanta angoscia alla "massiccia perdita dei posti di lavoro che si registra nell'industria dell'auto e in altri settori”. La chiave è che la Germania “deve mantenere la sua competitività industriale”. E una garanzia di stabilità “sono proprio gli immigrati, siamo in un momento di carenza di manodopera specializzata”, sottolinea.

A Volkswagen lavorano persone di “oltre cento nazionalità: non guardiamo al passaporto ma al lavoro che svolgiamo insieme. Ecco perché è particolarmente importante rappresentare gli aspetti positivi dell'immigrazione. Ed è decisivo che ci riconosciamo tutti nella democrazia e ci impegniamo a scongiurare odio e divisioni”.

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