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Schlein si blinda con i sindaci: alleati fuori dal palazzo contro le correnti del Pd

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La segretaria dem passa al contrattacco con l’assemblea dei primi cittadini democratici a cui dice: “L’alternativa esiste già. Siete voi la migliore espressione della nostra cultura di governo”
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Spezzare l’assedio. Allargare il Pd, prima che la coalizione. Trovare nuovi alleati, fuori dal palazzo, per resistere alla pressione delle correnti che, con l’approssimarsi delle politiche e della sua scadenza alla cloche del Nazareno, hanno ricominciato a manovrare, sopra e sotto banco. Organizzando eventi, ristrutturazioni interne, caminetti. Per mandare un messaggio chiaro alla segretaria, riassumibile più o meno così: non puoi decidere sempre tutto da sola, insieme a una ristrettissima cerchia di fedeli, fino a ieri manco iscritti al partito. E avvertirla che, per loro, la stagione del “tortellino magico” è chiusa.

Tanto lo ha capito, Elly Schlein, da risolversi a passare al contrattacco. Convocando l’assemblea nazionale delle città democratiche e progressiste a Bologna, in coda alla convention annuale dell’Anci: pronta da almeno sei mesi, su spinta del torinese Stefano Lo Russo, ma lasciata a bagnomaria per mancanza di tempo, di interesse, reale convenienza. Ma ora che Lorenzo Gu…

Spezzare l’assedio. Allargare il Pd, prima che la coalizione. Trovare nuovi alleati, fuori dal palazzo, per resistere alla pressione delle correnti che, con l’approssimarsi delle politiche e della sua scadenza alla cloche del Nazareno, hanno ricominciato a manovrare, sopra e sotto banco. Organizzando eventi, ristrutturazioni interne, caminetti. Per mandare un messaggio chiaro alla segretaria, riassumibile più o meno così: non puoi decidere sempre tutto da sola, insieme a una ristrettissima cerchia di fedeli, fino a ieri manco iscritti al partito. E avvertirla che, per loro, la stagione del “tortellino magico” è chiusa.

Tanto lo ha capito, Elly Schlein, da risolversi a passare al contrattacco. Convocando l’assemblea nazionale delle città democratiche e progressiste a Bologna, in coda alla convention annuale dell’Anci: pronta da almeno sei mesi, su spinta del torinese Stefano Lo Russo, ma lasciata a bagnomaria per mancanza di tempo, di interesse, reale convenienza. Ma ora che Lorenzo Guerini ha rotto gli indugi, resuscitando l’area riformista in modalità combat, e Dario Franceschini ha riarticolato le componenti che l’avevano sostenuta al congresso (salvo poi rimanere deluse), tocca individuare delle sponde solide cui aggrapparsi. Per non finire come la classica rana nel pentolone: bollita a fuoco lento, come altri prima di lei, senza lasciarle via di scampo.

E allora cosa c’è di meglio dei sindaci e degli amministratori locali - spesso civici, vicini ai cittadini, popolari - per dotarsi di quell’ossatura in grado di sorreggerla nei marosi che si scorgono all’orizzonte? D’altro canto l’ha detto in apertura di assemblea e in chiusura lo ha ribadito: “L’alternativa esiste già. Siete voi la migliore espressione della nostra cultura di governo: voi che vi prendete cura delle nostre comunità, che quotidianamente siete chiamati a dare risposte, ad assumere decisioni. Dimostrando di saperlo fare”. A Roma, Milano, Napoli, Firenze, Bari, Perugia e nelle centinaia di contrade guidate dal centrosinistra e qui rappresentate in massa. Una prova di forza non da poco. Utile anche per affrontare la battaglia per la leadership del campo largo che non si preannuncia meno cruenta di quella dentro il Pd.

Alle tattiche politiciste di alleati e compagni di partito Schlein ribatte con la politica che prova a offrire soluzioni ai problemi veri delle persone. Partendo dalla sicurezza, “che è di sinistra, non lasciamola alla destra” esorta il barese Vito Leccese. E poi lavoro, emergenza casa, mobilità. Temi affrontati ai sette tavoli riuniti il giorno prima e restituiti sotto forma di proposte concrete, rilanciate dalla segretaria nel suo intervento conclusivo. Con Roberto Gualtieri, Gaetano Manfredi e Beppe Sala a fornirle gli assist decisivi. “La vera infrastruttura democratica del Paese sono i comuni e i sindaci, come ha ricordato giustamente il presidente Mattarella”, rivendica il primo cittadino di Napoli.

“Abbiamo messo a punto un elenco di temi per stanare le loro contraddizioni, specie quando parlano di sicurezza e poi non finanziano le volanti sul territorio”, fa eco quello di Roma: “Bisogna dire al Paese che noi siamo una forza di governo e ve lo stiamo facendo vedere con i fatti come può essere un’Italia più giusta, sostenibile, migliore di quella che la destra sta demolendo”. Perché in Italia “esiste una rete di amministratori di centrosinistra, civici, che vogliono dare il loro contributo”, avverte quello di Milano, prima di lanciare un appello: “Elly, fai uno sforzo ulteriore, apri il Pd a chi ha dimostrato di saper fare, a chi ha voglia di vincere. Fai questo e batteremo la destra alle prossime elezioni”. Messaggio ricevuto.

Schlein sale sul palco e ripete, più volte: “Grazie, grazie davvero. Quella di oggi è una tappa fondamentale nel cantiere dell’Alternativa, un nuovo inizio per rafforzare la rete di amministratrici e amministratori che ogni giorno si impegna per il bene comune”. Tra le correnti e i sindaci, Schlein ha già scelto da che parte stare: “Oggi abbiamo raccolto energie, idee e proposte che saranno il cuore della nostra agenda per il Paese”, insiste. “Non finisce qui, dobbiamo costruire il programma con le altre forze alleate non chiusi nelle stanze ma nel Paese, con il Paese. Insieme, a partire da voi, riusciremo a scrivere una pagina nuova e a restituire all’Italia, fiducia e speranza nel futuro. Voi – insiste la segretaria del Pd – siete la dimostrazione che le cose in cui crediamo non ci limitiamo a dirle, le stiamo già facendo dove governiamo città, provincie e regioni. E faremo noi, insieme, ciò che il governo non sta facendo per migliorare la vita delle persone. Con la vostra spinta, andiamo a vincere le prossime elezioni”. E magari anche il congresso del Pd, quando sarà. Oltre alle eventuali primarie di coalizione.

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