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Carpenter: “La premier italiana sia coerente, parli con Salvini e mandi le armi”

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“Gli europei dovrebbero rapidamente trovare il consenso per usare i 140 miliardi di capitali russi congelati come prestito per la ricostruzione”
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NEW YORK – Meloni è stata sempre molto articolata ed eloquente nella difesa dell’Ucraina. Sarebbe utile se l’Italia assumesse un ruolo di leadership nell’assistenza militare per Kiev, e se lei avesse un chiarimento col ministro Salvini». Mike Carpenter parla per esperienza personale, perché al G7 di Borgo Egnazia era direttore per l’Europa nella Casa Bianca di Joe Biden e aveva gestito l’accordo per la sicurezza firmato da Zelensky.

Perché Putin rilancia l’offensiva?

«Era prevedibile che avvicinandosi l’inverno, avrebbe accelerato gli attacchi contro le infrastrutture. L’obiettivo è paralizzare la griglia energetica per mettere pressione sulla popolazione e costringere il governo a capitolare».

Pokrov cadrà?

«Ha importanza simbolica, non strategica. Distrutta e disabitata, non è più il crocevia del Donetsk. Ne discutevamo alla Casa Bianca oltre un anno fa, dà la misura di quanto lenta e costosa sia stata l’avanzata russa. Per gli ucraini ora avrebbe senso ritirarsi».

L’accelerazi…

NEW YORK – Meloni è stata sempre molto articolata ed eloquente nella difesa dell’Ucraina. Sarebbe utile se l’Italia assumesse un ruolo di leadership nell’assistenza militare per Kiev, e se lei avesse un chiarimento col ministro Salvini». Mike Carpenter parla per esperienza personale, perché al G7 di Borgo Egnazia era direttore per l’Europa nella Casa Bianca di Joe Biden e aveva gestito l’accordo per la sicurezza firmato da Zelensky.

Perché Putin rilancia l’offensiva?

«Era prevedibile che avvicinandosi l’inverno, avrebbe accelerato gli attacchi contro le infrastrutture. L’obiettivo è paralizzare la griglia energetica per mettere pressione sulla popolazione e costringere il governo a capitolare».

Pokrov cadrà?

«Ha importanza simbolica, non strategica. Distrutta e disabitata, non è più il crocevia del Donetsk. Ne discutevamo alla Casa Bianca oltre un anno fa, dà la misura di quanto lenta e costosa sia stata l’avanzata russa. Per gli ucraini ora avrebbe senso ritirarsi».

L’accelerazione è un segno di forza o di debolezza per Putin?

«Non è cambiamento significativo della dinamica. Putin ha il vantaggio di non avere alcuna considerazione per le vite dei suoi soldati, ma i costi sono enormi e i risultati poveri. Il fronte è sostanzialmente statico. I combattimenti continueranno in inverno, perché sono condotti con i droni e la caduta delle foglie li facilita, ma parliamo comunque di pochi chilometri quadrati».

Cosa dovrebbero fare gli Usa?

«È tragico e riprovevole non fare nulla, mentre Mosca uccide civili innocenti, solo perché un uomo al Cremlino vuole passare alla storia come colui che ha aggiunto un po’ di territori all’impero russo. È contro i valori fondanti degli Usa e i principi bipartisan della nostra politica estera, in difesa di democrazia e libertà, ma anche i nostri e i vostri interessi».

Bisogna fornire le armi a lungo raggio?

«Gli ucraini beneficerebbero dei Tomahawk, ma anche più Patriot per la difesa aerea e caccia F-16. Servirebbero per convincere Putin che non può vincere la guerra, non gli permetteremo di minacciare il resto del Continente e deve negoziare. Perciò gli europei dovrebbero rapidamente trovare il consenso per usare i 140 miliardi di capitali russi congelati come prestito per la ricostruzione dell’Ucraina. Trovo inaccettabile che non lo abbiano ancora fatto, mentre civili muoiono ogni giorno».

Il ministro Salvini si oppone alla partecipazione dell’Italia all’iniziativa Prioritised Ukraine Requirements List, e in generale a proseguire le forniture militari a Kiev. Cosa ne pensa?

«Sarebbe una grande cosa se Roma potesse aggiungersi alla Purl, perché avete molta esperienza con le capacità di difesa avanzate e un’industria robusta. Sareste un partner naturale. La premier Meloni è stata sempre molto articolata ed eloquente nel difendere i bisogni dell’Ucraina, durante l’intero mandato. Sarebbe coerente con le vostre posizioni in politica estera, se l’Italia diventasse uno dei Paesi con un ruolo di leadership nelle iniziative per aiutare Kiev a difendersi da un’aggressione illegale, che minaccia la sicurezza futura dell’intera Europa. Come Roma ha assunto la guida per la ricostruzione, un ruolo chiave nel Purl sarebbe complementare con i vostri interessi nazionali. Meloni dovrebbe discuterne con Salvini».

Ha idea dei motivi per cui il leader leghista si oppone?

«Penso sia la stessa battaglia politica che si svolge negli Stati Uniti e in altri Paesi, dove gruppi che non sostengono l’Ucraina, o sono generalmente più isolazionisti, tendono ad essere anche più filorussi nei loro orientamenti geopolitici. Perciò ci sono disaccordi tra i partiti, negli Usa e non solo. L’importante è avere chiaro che in gioco ci sono i principi fondamentali, gli interessi nazionali e la sicurezza dell’intero Occidente, e queste iniziative servono a ricostruire la pace».

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