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La Lega tenta il blitz: firma sull’autonomia prima del comizio di Meloni in Veneto

Il ministro degli Affari regionali, Roberto Calderoli 
Trattativa avviata nel governo: pressing per la sigla delle pre-intese sulle materie non Lep domani, in vista dell’adunata serale con la premier e i vice a Padova per Stefani. Le mosse di Calderoli e Zaia
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È l’autonomia differenziata il petardo elettorale che il centrodestra di Giorgia Meloni è pronto a sparare in vista del gran comizio di chiusura della campagna in Veneto. La Lega è in pressing, fortissimo. Domani i leader del centrodestra - Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani, Maurizio Lupi - sono attesi a Padova, per tirare la volata al leghista Alberto Stefani, che corre per il posto di Luca Zaia. A ridosso dell’adunata al Teatro Geox la maggioranza di governo, confermano a Repubblica fonti qualificate, è pronta a calare l’asso, attesissimo dal fronte del Nord del Carroccio: le pre intese dell’autonomia. La mossa che consentirebbe alle regioni che ne hanno fatto richiesta (sono 4: Veneto, Lombardia, Liguria e Piemonte) di gestire le materie non Lep, dunque protezione civile, previdenza complementare e professioni.

È l’autonomia differenziata il petardo elettorale che il centrodestra di Giorgia Meloni è pronto a sparare in vista del gran comizio di chiusura della campagna in Veneto. La Lega è in pressing, fortissimo. Domani i leader del centrodestra - Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani, Maurizio Lupi - sono attesi a Padova, per tirare la volata al leghista Alberto Stefani, che corre per il posto di Luca Zaia. A ridosso dell’adunata al Teatro Geox la maggioranza di governo, confermano a Repubblica fonti qualificate, è pronta a calare l’asso, attesissimo dal fronte del Nord del Carroccio: le pre intese dell’autonomia. La mossa che consentirebbe alle regioni che ne hanno fatto richiesta (sono 4: Veneto, Lombardia, Liguria e Piemonte) di gestire le materie non Lep, dunque protezione civile, previdenza complementare e professioni.

Trattative in corso: il ministro degli Affari regionali, Roberto Calderoli, è atteso domattina a Palazzo Balbi, sede della giunta del Veneto. Zaia ha lasciato uno spazio libero in agenda, appositamente per l’incontro che sancirebbe un riconoscimento del suo lavoro di tre lustri al timone della regione del Leone. Finora FI aveva frenato sulle intese per le materie non coperte dai livelli essenziali di prestazione: il governatore della Calabria e vicesegretario nazionale azzurro, Roberto Occhiuto, ha più volte dichiarato che prima di questa operazione vanno definiti i Lep. Ma a una settimana dal voto, l’accelerazione è in atto. Salvo impuntature dell’ultimo minuto.

Dopo l’anticipazione di Repubblica, il dicastero di Calderoli conferma che “procederà nei prossimi giorni alla firma delle pre-intese con le regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto; a nome del governo e con l’autorizzazione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ciascuna delle singole pre-intese impegna il governo e la rispettiva regione a concludere i negoziati già avviati, con l’obiettivo condiviso di raggiungere un’intesa, riguardo a funzioni concernenti le materie: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, coordinamento della finanza pubblica in ambito sanitario”. Dopo palazzo Balbi a Venezia, il ministro leghista domani sarà a Milano per incontrare nel pomeriggio il governatore Attilio Fontana, mercoledì 19 novembre vedrà Alberto Cirio al Grattacielo Piemonte e, a seguire, sarà al palazzo della regione Liguria a Genova insieme al governatore Marco Bucci.

Le reazioni

Soddisfatta la Lega. "Luca Zaia domani firmerà storicamente una pre-intesa sull'autonomia", un passaggio che "è figlio non di improvvisazione, ma di 30 anni di battaglia – dice il vicepremier e segretario del Carroccio, Matteo Salvini, a margine di un incontro a Isola della Scala (Verona) – Da Venezia al Po, al Monviso, Bossi, Maroni e c'è tanto Veneto in questa battaglia", ricorda il ministro citando anche "i referendum che coinvolsero milioni di veneti e di lombardi. Non è la fine di un percorso, ma sarà un passaggio importante perché mai Venezia e Roma si erano incontrate per firmare dei temi assolutamente concreti e reali, fra cui la sanità. È un bel passaggio. Poi ne mancano tanti altri però sono contento che sia Luca Zaia a poterlo firmare".

Per il presidente dei senatori, Francesco Boccia, “facendosi gioco della sentenza della Corte costituzionale il governo e il ministro Calderoli continuano a procedere a testa bassa portando avanti il loro progetto di autonomia differenziata che spacca il nostro Paese. Questa pericolosa buffonata che vedrà nei prossimi giorni il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie firmare delle pre-intese con le regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto a nome del governo e con l'autorizzazione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, impegna il governo e la rispettiva regione a concludere i negoziati già avviati, con l'obiettivo condiviso di raggiungere un'intesa, riguardo a funzioni concernenti la protezione civile, le professioni, la previdenza complementare e integrativa, il coordinamento della finanza pubblica in ambito sanitario. Siamo di fronte a una forzatura che costituisce un pericoloso precedente. Nel gioco di scambio che ha portato all'approvazione della riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati cara a FI, ora tocca alla Lega incassare un contentino. Poi toccherà a FdI, più avanti, incassare il premierato. Questo governo e questa maggioranza, aggirando la Consulta, scavalcano il Parlamento per portare avanti un disegno di autonomia che non sta in piedi ma che è solo una bandiera di propaganda che farà solo danni al Paese che già vive enormi diseguaglianze sociali e territoriali. Mi auguro che le regioni governate dalla destra non si prestino a una operazione incostituzionale", dice Boccia.

"Le pre-intese sull'autonomia differenziata sono una vera castroneria giuridica – dicono i rappresentanti del M5S nelle commissioni Affari costituzionali della Camera e del Senato Carmela Auriemma, Vittoria Baldino, Roberto Cataldi, Alfonso Colucci, Felicia Gaudiano, Alessandra Maiorino e Pasqualino Penza – Evidentemente La lega è alla ricerca disperata di trovate propagandistiche con cui raccogliere briciole di consenso. La legge Spacca-Italia del ministro Calderoli è stata pesantemente bocciata dalla corte costituzionale grazie al ricorso promosso da cinque regioni, tra cui le due del sud che vanno al voto fra pochi giorni, Campania e Puglia, e la Sardegna guidata da Alessandra Todde. Quello che annuncia oggi il ministro Calderoli è fuffa”.

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