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Prove di disgelo Schlein-Prodi. La leader: “Unità per vincere”

Romano Prodi e Elly Schlein 

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La segreteria a Bologna fa visita all’ex premier critico sulla linea dei dem e assicura: “Se al governo, faremo il salario minimo”
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ROMA – Hanno un rapporto molto franco e diretto Romano Prodi ed Elly Schlein. Il professore ha una visione del centrosinistra molto larga e onnicomprensiva. La segretaria del Pd ha un’impostazione più radicale. Due giorni fa si sono visti. A chiedere l’incontro è stata la leader dem che si trovava a Bologna per l’assemblea dei sindaci, così ha colto l’occasione per andare a trovare l’ex premier nella sua abitazione, e non è la prima volta. Nessuna ipocrisia, piuttosto il tentativo di far convivere la cultura dell’uno e dell’altra alla luce delle critiche che il fondatore dell’Ulivo ha rivolto all’attuale linea dem.

Quindi avevano bisogno di parlarsi e soprattutto di lanciare un messaggio al popolo del centrosinistra, che è questo: «Nessun conflitto, ma un dialogo vero per trovare il modo di creare un’alternativa alla destra». Tanto è vero che anche nei momenti in cui pubblicamente sembrava che il contrasto fosse più forte, in realtà - si registra da entrambe le parti - il dialogo tra …

ROMA – Hanno un rapporto molto franco e diretto Romano Prodi ed Elly Schlein. Il professore ha una visione del centrosinistra molto larga e onnicomprensiva. La segretaria del Pd ha un’impostazione più radicale. Due giorni fa si sono visti. A chiedere l’incontro è stata la leader dem che si trovava a Bologna per l’assemblea dei sindaci, così ha colto l’occasione per andare a trovare l’ex premier nella sua abitazione, e non è la prima volta. Nessuna ipocrisia, piuttosto il tentativo di far convivere la cultura dell’uno e dell’altra alla luce delle critiche che il fondatore dell’Ulivo ha rivolto all’attuale linea dem.

Quindi avevano bisogno di parlarsi e soprattutto di lanciare un messaggio al popolo del centrosinistra, che è questo: «Nessun conflitto, ma un dialogo vero per trovare il modo di creare un’alternativa alla destra». Tanto è vero che anche nei momenti in cui pubblicamente sembrava che il contrasto fosse più forte, in realtà - si registra da entrambe le parti - il dialogo tra i due non si è mai interrotto.

Ciò non toglie che Prodi, anche nell’incontro di sabato scorso, ha ribadito a Schlein la sua impostazione: «Allargare, allargare. Il Pd deve cercare di avere una visione della società che tenga dentro tutte le componenti in modo che si possa tentare di vincere».

Ognuno dei due parla a modo suo a un pezzo di elettorato di centrosinistra. Prodi nel suo invito ad allargare il più possibile ha espresso anche tutta la sua preoccupazione per un centrosinistra chiuso in un recinto identitario: «Non bisogna ragionare solo sui partiti, ma sulle coalizioni di governo», ovvero la somma di Pd, M5S, Avs e Iv è importante ma lo è anche rivolgersi a tanti settori sociali che si sentono penalizzati e non rappresentati in questa fase della politica. Durante il loro colloquio l’ex premier si è informato anche sulla legge di bilancio, apprezzando lo sforzo unitario dei quattro partiti di opposizione nel presentare le sedici proposte di modifica. Tra cui il salario minimo, che «il governo più a destra della storia blocca», dice la segretaria dem parlando a Bari in un comizio a sostegno di Antonio Decaro. Quindi promette: «Al governo la prima cosa che faremo è approvare un salario minimo perché sotto i 9 euro è sfruttamento». E in questo tour elettorale, la segretaria insieme al presidente dell’assemblea Stefano Bonaccini saluta la folla: «L’unità del Pd è necessaria, ma non sufficiente per costruire l’unità della coalizione. Questa unità è una premessa indispensabile per mandare a casa questa destra». Unità è la parola d’ordine. E Schlein e Prodi, diversi sotto molti aspetti, sono entrambi convinti che solo con l’unità del centrosinistra si battono gli avversari.

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