Gli attacchi dritto per dritto a Romano Prodi e alla Cgil, e poi la riforma della giustizia che si farà col voto degli italiani — ne è convinta — e così anche il premierato. Giorgia Meloni interviene a Padova alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale di Alberto Stefani. E come spesso avviene, lo stile istituzionale, una volta sul palco, evapora immediatamente.
Riguardo a Prodi, due volte presidente del Consiglio nonché presidente della Commissione europea, Meloni dice: «La sinistra non vince le elezioni perché ha voltato le spalle all’Italia, lo ha detto Prodi, e se lo dice lui che sul voltare le spalle all’Italia ha una cattedra all’università...». Poi irride il sindacato di Corso Italia: «Alle nostre proposte la Cgil ha risposto con un nuovo sciopero generale, rigorosamente convocato di venerdì. Perché si sa che la rivoluzione nel weekend esce meglio».
Registro un po’ consumato, ma che alla folla piace. Sulla giustizia: «L’opposizione — spiega — non sa più cosa inventarsi per avvelenare i pozzi e alcuni giornalisti si sono dovuti inventare le finte dichiarazioni di Falcone e Borsellino: fate la vostra battaglia senza sconti ma non strumentalizzate gli eroi di questa nazione».
E sull’esito della consultazione della prossima primavera: «Voglio dire: non vi fate fregare, andate a votare guardando il contenuto della riforma. Cercheranno di convincervi che è un referendum sul governo, “Meloni sì-Meloni no”. Guardate, il governo rimane in carica fino alla fine della legislatura». Infine rilancia sul premierato: «Vogliamo dire basta agli inciuci e ai giochi di Palazzo, stop a governi che passano sopra la testa dei cittadini».