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Mirabelli: “Sospetto assurdo, non ci sono interferenze, il presidente è un arbitro”

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Parla l’ex numero uno della Corte costituzionale: “Le parole di Bignami sono fuori dal recinto della nostra Carta”
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Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, «ha sempre rispettato le prerogative della sua funzione. È arbitrario ipotizzare il contrario». Cesare Mirabelli, giurista ed ex presidente della Corte costituzionale, giudica «fuori dal recinto costituzionale» le parole del capogruppo di FdI, Galeazzo Bignami, che danno credito a una ricostruzione giornalistica secondo cui consiglieri del Colle porterebbero avanti iniziative contro il governo.

Come legge quanto successo?

«Mi pare un’effervescenza politica che non ha ragion d’essere. Mi sembra inappropriato o addirittura arbitrario ipotizzare che il presidente della Repubblica voglia o possa interferire nelle scelte delle forze politiche. Il capo dello Stato è il garante della Costituzione e non intervenire in ambiti che riguardano l’autonomia dell’azione politica, delle forze politiche e del Parlamento».

Si possono attribuire al Quirinale antipatie nei confronti di questo governo?

«Non può neanche essere presa in considerazione un’ipotesi d…

Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, «ha sempre rispettato le prerogative della sua funzione. È arbitrario ipotizzare il contrario». Cesare Mirabelli, giurista ed ex presidente della Corte costituzionale, giudica «fuori dal recinto costituzionale» le parole del capogruppo di FdI, Galeazzo Bignami, che danno credito a una ricostruzione giornalistica secondo cui consiglieri del Colle porterebbero avanti iniziative contro il governo.

Come legge quanto successo?

«Mi pare un’effervescenza politica che non ha ragion d’essere. Mi sembra inappropriato o addirittura arbitrario ipotizzare che il presidente della Repubblica voglia o possa interferire nelle scelte delle forze politiche. Il capo dello Stato è il garante della Costituzione e non intervenire in ambiti che riguardano l’autonomia dell’azione politica, delle forze politiche e del Parlamento».

Si possono attribuire al Quirinale antipatie nei confronti di questo governo?

«Non può neanche essere presa in considerazione un’ipotesi di questo tipo. Il Presidente è un arbitro nel gioco politico. È una ipotesi remota, tanto più per un capo dello Stato come Sergio Mattarella, che ha sempre rispettato le competenze della propria funzione e quelle del Governo e del Parlamento, vigilando correttamente sul rispetto della Costituzione».

Perché allora è accaduto che il primo partito di maggioranza relativa abbia “sfiduciato” il Colle?

«È così fuori luogo quanto successo che non è possibile trovare alcun aggancio o giustificazione».

Era mai successo?

«Non credo sia mai successa un’azione di questo tipo. Con una visione retrospettiva, possiamo dire che alcuni governi hanno sostenuto che ci siano state delle presidenze più interventiste. Riferendosi ad alcune presidenze che hanno manifestato una maggiore azione di intervento anche se sempre nell’ambito delle prerogative del Capo dello Stato».

Per esempio?

«I conflitti più netti sono stati quando per esempio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non ha firmato un decreto legge del governo Berlusconi, in materia di fine vita legato al caso di Eluana Englaro. Non firmò perché ritenne che interferisse su un atto della giurisdizione».

Adesso invece Fratelli d’Italia ha messo in dubbio l’azione del Colle sulla base di indiscrezioni giornalisti e non relativamente a un provvedimento. Si è fuori dal recinto costituzionale?

«Decisamente. Il Quirinale ha una funzione di garanzia e la esercita: essendo competente ad autorizzare la presentazione di disegni di legge governativi può segnalarne le criticità, se una legge approvata dal Parlamento è in palese contrasto con la Costituzione la rinvia alle Camere con un messaggio motivato. Ci possono essere contatti riservati per prevenire conflitti. Ed è un bene per le istituzioni che le forze politiche rispettino le attribuzioni e la persona del Presidente nella sostanza e nella forma. Oggi, come in passato, l’azione delle forze politiche è del tutto libera e indipendente e non c’è alcun tipo di interferenza nel loro ruolo da parte del Capo dello Stato».

Il partito della premier ha forse l’obiettivo di alzare il livello dello scontro tra istituzioni, coinvolgendo anche il Colle, in vista del referendum?

«FdI sbaglia nell’ipotizzare che il presidente della Repubblica intervenga sulla durata di un governo e che vi sia un’incisione sulle autonome iniziative delle forze politiche. Anche per quanto riguarda il referendum, una volta depositata la richiesta sarà indetto e i risultati saranno rispettati, promulgando la legge se confermata dal voto popolare».

Come si possono ricucire i rapporti? O quanto successo scava un solco tra istituzioni?

«Occorre non creare falsi problemi, neppure per strumentale polemica politica, piuttosto coltivare il principio costituzionale di leale collaborazione tra le istituzioni, dedicare l’impegno politico alla soluzione dei non pochi problemi che realmente sono sul tappeto».

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