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Ecco la mail con le frasi di Garofani inviata ai giornali della destra

Ecco la mail con le frasi di Garofani inviata ai giornali della destra

Il contenuto, poi pubblicato dalla Verità, è arrivato con una mail inviata ai giornali da questo indirizzo: stefanomarini@usa.com. De Manzoni, condirettore del giornale di Belpietro: “Potrebbe esserci un audio”

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Repubblica è in grado di svelare la mail spedita ai giornali di destra, tra cui La Verità, che l’ha pubblicata integralmente martedì, come articolo a firma di un cronista inesistente, Ignazio Mangrano. Quel testo, non modificato, ha originato l’affondo di FdI contro il Quirinale. La missiva è datata domenica, alle ore 13.24. La firma è di tale Mario Rossi, nome presumibilmente di fantasia. L’indirizzo è stefanomarini@usa.com.

Il testo, visionato da Repubblica, come detto è identico a quello pubblicato da La Verità. Riporta alcune parole carpite al consigliere del Colle Francesco Saverio Garofani. Stamattina Il Giornale, diretto da Alessandro Sallusti, ha fatto sapere in un articolo che “il retroscena scritto dal direttore Maurizio Belpietro è corredato da un articolo firmato Ignazio Mangrano che corrisponde a un testo spedito due giorni prima a vari giornali da un tal Mario Rossi".

In questa mail, prosegue l’articolo sul Giornale, “viene riportata una conversazione di Garofani. Frasi ascoltate ‘di straforo’ durante ‘un incontro conviviale in un locale pubblico’. Il consigliere viene descritto preoccupato dal fatto che Giorgia Meloni, vincendo le Politiche del 2027, arriverebbe poi al Quirinale”.

Della mail e della notizia rivelata dal Giornale parla anche Massimo De Manzoni, condirettore de la Verità, ospite di “Un giorno da pecora” su Rai Radio1, per smontare la questione: “Si assumono la responsabilità di quello che dicono. Pensa che avremmo fatto tutto questo sulla base di una lettera anonima? E se fosse vero, come mai il Giornale non c'è andato dietro?”. “Assolutamente”, ha garantito De Manzoni, conosciamo la fonte, “non è un Mario Rossi. Temo ci sia un po' di invidia in quel pezzetto del Giornale”.

Intervistato in radio, De Manzoni rivela anche altri dettagli sul caso, avanzando l’ipotesi che ci possa essere anche un audio delle parole di Garofani: "È possibile", afferma, senza escludere che il giornale abbia tenuto dell'altro materiale per i prossimi giorni: "Top secret. Un po' di casino lo abbiamo fatto già, intanto stiamo sfruttando le reazioni". Incalzato dal conduttore Giorgio Lauro su come siano state carpite le parole di Garofani, il giornalista ha spiegato che è avvenuto “in un ristorante” e che “c'era qualcuno di molto vicino a noi che ha sentito che parlava”. Allo stesso tavolo? “Pretende troppo, le fonti vanno protette fino in fondo”, ha replicato De Manzoni, confermando che al tavolo c'erano politici, funzionari di Stato e "sportivi professionisti”. Per quello che mi consta – prosegue - la notizia è arrivata ed è stata pubblicata, ma la cosa è arrivata direttamente a Belpietro, non sono stato neanche lì a chiedergli" da quanto tempo l'aveva: ma è "una balla" che si sia atteso il Consiglio supremo di difesa di lunedì. La firma dell'articolo, Ignazio Mangrano, "è un nom de plume", uno pseudonimo, ha chiarito il giornalista, “anche quello per coprire le fonti”.

Il caso è scoppiato ieri, dopo che il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, aveva chiesto al Quirinale di smentire il contenuto dell’articolo apparso sulla Verità. Con la replica del Colle che in una nota aveva affermato: “Al Quirinale si registra stupore per la dichiarazione del capogruppo alla Camera del partito di maggioranza relativa che sembra dar credito a un ennesimo attacco alla Presidenza della Repubblica costruito sconfinando nel ridicolo".

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