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Stop alle leggi ambientali delle Regioni in aree militari: la proposta anti autonomia di Fdi

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Presentato un testo in commissione che aggira le norme locali e dà l’ultima parola allo Stato maggiore della Difesa per interventi e bonifiche. La protesta M5s: “Basta poligoni e basi in Sardegna”
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Da un lato l’autonomia, ma dall’altro più poteri allo Stato contro le leggi regionali. La maggioranza di centrodestra sembra a volte fare con una mano una mossa e con l’altra la contromossa diametralmente opposta. Così proprio mentre la Lega accelera con il suo ministro Roberto Calderoli per avviare le intese differenziate e dare maggiore autonomia a Veneto, Lombardia e Piemonte, in commissione Difesa alla Camera Fratelli d’Italia presenta una norma per bloccare tutte le leggi regionali in materia ambientale di fronte a strutture militari, come i poligoni, le basi e i centri di stoccaggio delle forze armate. In soldoni per FdI le “leggi regionali” in materia ambientale non potranno produrre effetti sulle aree militari senza il previo consenso dello Stato maggiore della difesa: un modo, questo, per aggirare contenziosi in atto ad esempio sulle bonifiche dei siti militari e dei poligoni di tiro; bonifiche previste in base a tabelle sull’inquinamento fissate da leggi regionali ma che son…

Da un lato l’autonomia, ma dall’altro più poteri allo Stato contro le leggi regionali. La maggioranza di centrodestra sembra a volte fare con una mano una mossa e con l’altra la contromossa diametralmente opposta. Così proprio mentre la Lega accelera con il suo ministro Roberto Calderoli per avviare le intese differenziate e dare maggiore autonomia a Veneto, Lombardia e Piemonte, in commissione Difesa alla Camera Fratelli d’Italia presenta una norma per bloccare tutte le leggi regionali in materia ambientale di fronte a strutture militari, come i poligoni, le basi e i centri di stoccaggio delle forze armate. In soldoni per FdI le “leggi regionali” in materia ambientale non potranno produrre effetti sulle aree militari senza il previo consenso dello Stato maggiore della difesa: un modo, questo, per aggirare contenziosi in atto ad esempio sulle bonifiche dei siti militari e dei poligoni di tiro; bonifiche previste in base a tabelle sull’inquinamento fissate da leggi regionali ma che sono costose.

Comunque il contesto nel quale nasce questa proposta di legge, e il riferimento all’avanzare quasi eccessivo dell’autonomia regionale, è messo nero su bianco nel preambolo della proposta di legge che vede come prima firmataria la meloniana Paola Chiesa. “La presente proposta di legge, al fine di ribadire con chiarezza quanto previsto dalla Carta costituzionale, intende novellare il codice dell’ordinamento militare, specificando che tutto ciò che riguarda le Forze armate e la difesa nazionale è di esclusiva competenza dello Stato. Tale precisazione si rende necessaria anche e soprattutto alla luce della riforma dell’autonomia delle regioni: occorre evitare che l’attuazione dell’autonomia differenziata regionale possa intralciare la gestione della difesa e della sicurezza nazionale che deve restare una materia di competenza esclusiva dello Stato centrale”.

Da qui la proposta normativa: “Al fine di salvaguardare ulteriormente l’esclusività dello Stato in materia di difesa e sicurezza nazionale da eventuali ingerenze di provvedimenti regionali la presente proposta di legge prevede altresì, con riferimento alle attività addestrative e logistiche militari nonché all’individuazione e alla gestione dei sedimi e dei poligoni militari, che le disposizioni in materia ambientale degli enti territoriali siano esercitate compatibilmente con le esigenze di sicurezza e difesa nazionale”. Nel dettaglio sarà lo Stato maggiore della Difesa a dire se una legge regionale va contro l’interesse nazionale: “Occorre dunque evitare che leggi regionali in materia ambientale possano automaticamente applicarsi alle aree militari...Per tali ragioni, la presente proposta di legge introduce un articolo aggiuntivo nel codice dell’ordinamento militare, stabilendo che le disposizioni regionali in materia ambientale non possono produrre effetti sulle aree militari senza il previo consenso dello Stato maggiore della difesa”.

Una norma che farà discutere, e non solo gli ambientalisti che da tempo conducono battaglie per la bonifica costante dei poligoni di tiro e delle aree di esercitazioni militari dalla Lombardia alla Sicilia passando per la Sardegna.

Sulla questione intervengono la senatrice Sabrina Licheri, il senatore Ettore Licheri, la deputata Susanna Cherchi e il deputato Mario Perantoni del MoVimento 5 Stelle: “Da un lato il governo spinge sull’autonomia, dall’altro prova a fare il padrone in casa d’altri. E con le Regioni e, in particolare, con la Sardegna non tiene minimamente conto delle necessità dei territori”.

E aggiungono: “Come puntualmente riportato dal quotidiano La Repubblica, Fratelli d’Italia ha presentato un disegno di legge che bloccherà di fatto le leggi regionali a tema ambientale per decidere su strutture militari e aree di addestramento. Una decisione gravissima che per la Sardegna suona come una campana a morto dopo essere stata per decenni terra di conquista da parte di militari e eserciti stranieri che hanno pregiudicato dal punto di vista ambientale e economico intere aree dell’isola”.

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