Senza «consenso libero e attuale» è reato di violenza sessuale. Dalla Camera, con un voto unanime, arriva il via libera alla proposta di legge bipartisan che riscrive l’articolo 609-bis del codice penale sul reato di stupro in linea con le disposizioni della Convenzione di Istanbul. Il testo, che presto arriverà all’esame del Senato, è stato fortemente voluto dalla premier Giorgia Meloni e dalla segretaria del Pd Elly Schlein. I contatti, nei giorni scorsi, sono stati costanti fino ad arrivare all’accordo finale.
Le deputate del Pd in Aula indossano tutte qualcosa di rosso, colore simbolo del contrasto alla violenza sulle donne ma anche di ricordo delle vittime. «Un grande passo avanti per il Paese, una piccola grande rivoluzione culturale», esulta la numero uno del Nazareno: «Su questo terreno bisogna saper mettere da parte le forti divergenze politiche che abbiamo e provare a far fare un salto in avanti al Paese». La leader dem cita il lavoro «trasversale» delle relatrici Michela D…
Senza «consenso libero e attuale» è reato di violenza sessuale. Dalla Camera, con un voto unanime, arriva il via libera alla proposta di legge bipartisan che riscrive l’articolo 609-bis del codice penale sul reato di stupro in linea con le disposizioni della Convenzione di Istanbul. Il testo, che presto arriverà all’esame del Senato, è stato fortemente voluto dalla premier Giorgia Meloni e dalla segretaria del Pd Elly Schlein. I contatti, nei giorni scorsi, sono stati costanti fino ad arrivare all’accordo finale.
Le deputate del Pd in Aula indossano tutte qualcosa di rosso, colore simbolo del contrasto alla violenza sulle donne ma anche di ricordo delle vittime. «Un grande passo avanti per il Paese, una piccola grande rivoluzione culturale», esulta la numero uno del Nazareno: «Su questo terreno bisogna saper mettere da parte le forti divergenze politiche che abbiamo e provare a far fare un salto in avanti al Paese». La leader dem cita il lavoro «trasversale» delle relatrici Michela Di Biase del Pd e Carolina Varchi di Fratelli d’Italia. Entrambe parlano di «rivoluzione culturale». L’esponente dem, in particolare, dedica questo «passo storico a tutte le donne che hanno trovato il coraggio di denunciare. A chi non è stata creduta. A chi non ce l’ha fatta. E alle generazioni che verranno».
Tra le novità del provvedimento anche il fatto che la violenza si configura «ogni volta che si abusa» non solo «delle condizioni di inferiorità fisica o psichica» di una persona, ma anche della sua «particolare vulnerabilità». Ciò ha l’obiettivo di tener conto di quelle condizioni soggettive, individuali, familiari e di contesto che possono pregiudicare la libertà di un sì.
In Aula, per le dichiarazioni di voto, intervengono solo deputate. Parla di «svolta storica» anche la deputata leghista Simonetta Matone, con un passato in magistratura: «Non sarà la vittima a dover provare la sua resistenza, ma sarà l’imputato a dover dimostrare un consenso fermo, esplicito e per tutta la durata dell’atto». Le fa eco Mara Carfagna di Noi moderati: «Ogni donna ha il diritto di dire no» e farlo «in qualsiasi momento». Catia Polidori di Forza Italia, presidente della commissione Uguaglianza e non discriminazione del Consiglio d’Europa, rivendica che «la normativa italiana è ad oggi tra le migliori e che lo Stato è al fianco delle donne».
Soddisfatto anche il M5S con Gilda Sportiello, che rimarca però le distanze con la maggioranza in tema di prevenzione delle violenze di genere. E per l’esponente di Avs Elisabetta Piccolotti «ora si è finalmente affermato che la violenza sessuale è un crimine contro la persona». Maria Elena Boschi di Italia viva ricorda Franca Viola, la prima donna ad aver rifiutato un matrimonio riparatore: «Se non ci fosse stato quel no, oggi non saremmo qui». Richiama lo «spirito costituente» Azione, con Elena Bonetti, secondo cui «c’è un Paese intero che si sa unire contro la violenza sulle donne». La dem Laura Boldrini, prima firmataria della proposta di legge puntualizza che «non serviranno, come sostiene una becera campagna di fake news, moduli da compilare prima di un rapporto sessuale. L’unica cosa che serve è un sì, libero, esplicito e attuale».
La proposta di legge attende l’ultimo passaggio al Senato. Una data possibile per l’approvazione definitiva è il 25 novembre: la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.