Il Garante della privacy voleva spiare i suoi dipendenti. «Se non fosse vero, ci sarebbe da ridere», ammetteva ieri sera, sconsolato, un dirigente dell’Autorità al termine dell’ennesimo – e forse del più incredibile – testacoda che, per usare le parole delle opposizioni, «ha tolto ogni credibilità all’Authority». Il segretario generale Angelo Fanizza, scelto il 10 ottobre scorso dal presidente Pa…