Fratelli d’Italia «ha oltrepassato il limite, perché forse Giorgia Meloni punta al Quirinale». Marco Furfaro, della segreteria Pd, considera «opinioni personali» quelle del consigliere del Quirinale, Francesco Saverio Garofani, espresse sul governo durante una cena.
Il partito della premier accusa il Pd di aver avuto, in questa vicenda, una reazione «scomposta e accesa». Cosa risponde?
«Mi viene da sorridere perché c’è un solo dato di fatto: il principale partito di maggioranza, per nome del suo capogruppo Galeazzo Bignami, ha attaccato il Presidente della Repubblica. E chi attacca il Quirinale attacca la casa dell’unità, del rispetto istituzionale, del Paese. Questo dovrebbe essere un limite invalicabile, soprattutto per chi si riempie la …
Fratelli d’Italia «ha oltrepassato il limite, perché forse Giorgia Meloni punta al Quirinale». Marco Furfaro, della segreteria Pd, considera «opinioni personali» quelle del consigliere del Quirinale, Francesco Saverio Garofani, espresse sul governo durante una cena.
Il partito della premier accusa il Pd di aver avuto, in questa vicenda, una reazione «scomposta e accesa». Cosa risponde?
«Mi viene da sorridere perché c’è un solo dato di fatto: il principale partito di maggioranza, per nome del suo capogruppo Galeazzo Bignami, ha attaccato il Presidente della Repubblica. E chi attacca il Quirinale attacca la casa dell’unità, del rispetto istituzionale, del Paese. Questo dovrebbe essere un limite invalicabile, soprattutto per chi si riempie la bocca della parola patria».
Secondo Meloni le parole del consigliere del Colle sono inopportune. Lei che ne pensa?
«In democrazia ognuno ha diritto di esprimere la propria opinione, e Garofani lo ha fatto fuori da un luogo istituzionale, come libero cittadino. Il centrodestra non può usare due pesi e due misure».
A cosa si riferisce?
«Abbiamo la seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, che ha un busto di Mussolini a casa, che alla domanda “Fascista?” rispondeva “Piano con i complimenti”, che rivendica il diritto di fare campagna elettorale ed esprime opinioni politiche. Non si può colpire Garofani perché dice la sua a tavola tra amici. È evidente che l’obiettivo della destra sia un altro».
Quale?
«Siamo davanti a un attacco senza precedenti. Mai nessun governo era arrivato a tanto. Quello di FdI è un attacco arrogante e irresponsabile, perché indebolisce l’Italia all’estero proprio da parte di chi ogni giorno parla di nazione».
Perché il primo partito di maggioranza relativa ha alzato così tanto i toni con un atto così forte?
«È stato fatto un salto di qualità nel degrado del dibattito pubblico. La destra ha normalizzato l’idea che una chiacchiera privata possa diventare il pretesto per accusare il Quirinale di complotti. È un segnale inquietante di deriva democratica. O si difende la Repubblica o si sdogana il caos».
C’entrano la campagna elettorale e la campagna referendaria?
«C’entra che Meloni, con un atto così arrogante, ha preso di mira il Colle, forse perché è lì che guarda dopo Palazzo Chigi. E adesso il governo usa il caos mediatico per nascondere i propri fallimenti. È il governo della distrazione di massa: quando la realtà bussa alla porta inventano un nemico immaginario».
Sta dicendo che il governo inventa complotti?
«Esattamente. Tirano fuori complotti inesistenti per non parlare dei tradimenti sulle pensioni, sulle accise, del carrello della spesa ormai insostenibile per le famiglie e di una crescita che l’Europa ha rivisto al ribasso: dallo 0,7 allo 0,4 per cento nel 2025, tra le più basse dell’Ue. E mentre l’Italia rallenta, l’Ucraina è allo stremo, a Gaza continua una mattanza, e la maggioranza è divisa».
Ci sarebbe dietro una strategia nei giorni della manovra?
«La verità è che l’Italia paga l’assenza totale di una strategia economica: salari fermi, investimenti pubblici in caduta, territori senza risorse. Le famiglie affrontano rincari continui e il governo preferisce inventarsi nemici. Non è leadership: è un esecutivo allo sbando che usa i complotti per coprire la fatica e la rabbia di un’Italia impoverita».