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Regione Lombardia, la gaffe di Picchi: annuncia i risultati del bando ma non sono ancora ufficiali

Federica Picchi 

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L’ultimo inciampo della sottosegretaria allo Sport vicina ad Arianna Meloni: gli stanziamenti comunicati ad alcuni sindaci di FdI prima che fossero pubblici
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Nel centrodestra lombardo sono convinti che abbia le settimane contate, ed è una faccenda che investe direttamente i piani altissimi di Fratelli d'Italia, anzi della sorella d'Italia, Arianna Meloni. La questione ha un nome e cognome: Federica Picchi, sottosegretaria regionale allo Sport dal 2024, già sfiduciata al Pirellone il 4 novembre scorso grazie ai franchi tiratori (ben 19) della sua stessa coalizione.

Giusto due giorni fa ne ha combinata un'altra: tramite la sua segreteria ha dato privatamente notizia di chi aveva vinto un bando con 9 milioni di euro destinati a fondo perduto a 43 comuni, alcuni sindaci di FdI hanno rilanciato sui social la notizia dei rispettivi stanziamenti, peccato che i risultati della gara pubblica non erano ancora stati pubblicati ufficialmente né sul sito né sul bollettino ufficiale di Regione Lombardia. Se va bene, una sgrammaticatura istituzionale. Ma per dirla con le parole del capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino, «dimostri che non è stato comme…

Nel centrodestra lombardo sono convinti che abbia le settimane contate, ed è una faccenda che investe direttamente i piani altissimi di Fratelli d'Italia, anzi della sorella d'Italia, Arianna Meloni. La questione ha un nome e cognome: Federica Picchi, sottosegretaria regionale allo Sport dal 2024, già sfiduciata al Pirellone il 4 novembre scorso grazie ai franchi tiratori (ben 19) della sua stessa coalizione.

Giusto due giorni fa ne ha combinata un'altra: tramite la sua segreteria ha dato privatamente notizia di chi aveva vinto un bando con 9 milioni di euro destinati a fondo perduto a 43 comuni, alcuni sindaci di FdI hanno rilanciato sui social la notizia dei rispettivi stanziamenti, peccato che i risultati della gara pubblica non erano ancora stati pubblicati ufficialmente né sul sito né sul bollettino ufficiale di Regione Lombardia. Se va bene, una sgrammaticatura istituzionale. Ma per dirla con le parole del capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino, «dimostri che non è stato commesso alcun reato». Ovviamente subito dopo la denuncia in aula del Pd, online è comparso il documento con l'elenco dei fondi, ma insomma, hanno capito tutti che era stato fatto un pastrocchio.

Il curriculum delle figuracce di Picchi, 50enne pluricandidata senza successo da FdI alle Europee del 2019 e quelle del 2024, è bello lungo. Ultimamente aveva ripubblicato alcuni contenuti no-vax con teorie anti-scientifiche sui propri profili, simili a quelle promosse da Robert Kennedy Jr., oggi a capo del dipartimento della Salute degli Stati Uniti. Poi sono usciti fuori suoi tweet durante la pandemia, anche lì anti-vaccinisti, con nel mirino iniziative della Regione, anche allora guidata da Attilio Fontana; altri contro il Green pass, paragonato ai tatuaggi dei nazisti ai prigionieri nei campi di concentramento; dopo ancora contenuti antiabortisti. «La donna ha una missione nella società: la famiglia e la cura dei propri figli», è la sua tesi espressa in un'intervista del passato.

Si racconta che Picchi, a inizio giornata di lavoro, imponga momenti di preghiera allo staff. Della sua folgorazione dopo un viaggio a Medjugorje, passando per l'Opus dei, aveva parlato lei stessa negli anni passati sia a Tempi che a Famiglia Cristiana. Una fede diventata anche un brand: la Dominus Production, specializzata in contenuti religiosi, l'azienda di Picchi. La penultima polemica riguardava il fatto che sul sito personale della sottosegretaria (sito che oggi è irraggiungibile), casualmente realizzato con una grafica e simboli che ricordavano quella dei siti istituzionali della Lombardia, c'era un suo video di presentazione della società. Insomma, che lavoro fa Picchi? La Dominus aveva pure inviato delle mail alle scuole per vendere a dirigenti scolastici e professori la visione di un film con successivo dibattito, costo 5 euro a studente.

Picchi è considerata una protetta di Arianna Meloni. L'anno scorso il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida fece mandare indicazioni di voto a consorzi che con il ministero da lui guidato avevano e hanno a che fare, tipo quello del Grana Padano: tra i nomi, c'era quello di Picchi. E quando a inizio novembre un pezzo di FdI la bocciò nel segreto del voto, Giovanni Donzelli andò su tutte le furie. Meno quel pezzo di partito lombardo più vicino ai fratelli La Russa. A Roberta Capotosti, storica militante della destra radicale milanese molto vicina a Ignazio La Russa, Picchi non rinnovò l'incarico di capo della sua segreteria. Capotosti poi un altro posto se l'è trovato - ora dirige la segreteria dalla neo-assessora regionale Debora Massari, figlia del famoso pasticcere Iginio – mentre Picchi invece rimane in bilico.

Cacciarla dopo una mozione della minoranza, per un giorno diventata maggioranza, non è una soddisfazione che si vuol dare al centrosinistra. Ma la mina vagante Picchi sembra mettercela tutta per farsi mettere alla porta.

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