✕

L’ex cronista di Libero al tavolo con Garofani: “Intorno a noi tante persone”. Ma Paris lo smentisce

Francesco De Dominicis 

Ascolta l'audio

De Dominicis, oggi capo ufficio stampa della Fabi: “Qualche ragionamento sulla politica c’è stato, normale”
2 minuti di lettura

“Macché talpa”. Risata. “Non sapevo nemmeno chi fosse Francesco Garofani, l’ho scoperto il giorno dopo, quando mi hanno inoltrato l’articolo via Whatsapp...”. Un messaggino? “Non leggo mica La Verità tutti i giorni. A tavola poi ci eravamo presentati solo per nome, piacere Francesco». Risponde così Francesco De Dominicis, classe ‘76, romano e romanista, ex giornalista di Libero ai tempi della direzione di Alessandro Sallusti e poi, per 6 anni, di Maurizio Belpietro. È uno dei commensali della tavolata più chiacchierata dello Stivale, quella organizzata giovedì 13 sulla terrazza Borromini da Luca Di Bartolomei, il figlio di Agostino, fuoriclasse della Roma anni ‘70 e ‘80 tragicamente scomparso. E in cui si è accomodato anche Garofani, il consigliere del Quirinale, discorrendo di politica, convinto fosse un innocuo banchetto di sodali romanisti dopo un evento di beneficenza. Invece si è ritrovato brandelli di quella conversazione spiattellati su La Verità, diretta da Belpietro, forse in…

“Macché talpa”. Risata. “Non sapevo nemmeno chi fosse Francesco Garofani, l’ho scoperto il giorno dopo, quando mi hanno inoltrato l’articolo via Whatsapp...”. Un messaggino? “Non leggo mica La Verità tutti i giorni. A tavola poi ci eravamo presentati solo per nome, piacere Francesco». Risponde così Francesco De Dominicis, classe ‘76, romano e romanista, ex giornalista di Libero ai tempi della direzione di Alessandro Sallusti e poi, per 6 anni, di Maurizio Belpietro. È uno dei commensali della tavolata più chiacchierata dello Stivale, quella organizzata giovedì 13 sulla terrazza Borromini da Luca Di Bartolomei, il figlio di Agostino, fuoriclasse della Roma anni ‘70 e ‘80 tragicamente scomparso. E in cui si è accomodato anche Garofani, il consigliere del Quirinale, discorrendo di politica, convinto fosse un innocuo banchetto di sodali romanisti dopo un evento di beneficenza. Invece si è ritrovato brandelli di quella conversazione spiattellati su La Verità, diretta da Belpietro, forse in parte rimaneggiati (nel testo della mail anonima da cui tutto è partito, quella del famoso Mario Rossi, non parla mai di “scossone” contro il governo Meloni, cosa che invece i titoli gli attribuiscono).

Il nome di De Dominicis circola da ieri pomeriggio tra i palazzi romani. Dagospia ha dato l’imbeccata: a quel tavolo, alla terrazza Borromini, c’era un ex giornalista di Belpietro. Era lui, De Dominicis, oggi capo ufficio stampa della Fabi, la federazione dei bancari. Il presidente dell’organismo era al convegno di beneficenza che ha preceduto la cena di Di Bartolomei (ma non alla tavolata). E l’altro ieri è uscita una sua intervista su Panorama, altro giornale diretto da Belpietro. De Dominicis, contattato ieri, non cade dal pero: “Ho capito il giochino, solo perché ho lavorato a Libero con Belpietro, ma io non sapevo chi fosse Garofani. Era seduto alla mia destra, dopo un signore calvo del Sud”. Di che avete conversato? “Un po’ di tutto”. Di politica? “Sì qualche ragionamento c’è stato, normale”.

Dettaglio: rispetto ad altri commensali contattati da questo giornale, De Dominicis è l’unico a suggerire che accanto al tavolo da 18 ospiti ce ne fossero altri di casuali avventori. “Sì, c’erano altri 4-5 tavoli vicini”, risponde. Carlo Paris, una vita da telecronista Rai, presente alla cena con il collega Fabrizio Failla, racconta in chiaro una versione diversa: “No, questo ristorante ha sale e salette riservate. Nella nostra non c’erano altri tavoli, mi sembra davvero difficile che qualcuno di esterno possa avere orecchiato alcunché”. A parte i 18, ovvio.Si è parlato di politica? “Più che altro di sport e cibo, ci hanno servito le mozzarelle di bufala zizzona”, ridacchia l’ex direttore di Rai Sport. Su Garofani scherza in radio, a Un giorno da pecora: “Era seduto al centro, un po’ tipo Gesù nell’ultima cena…”. Chi altro c’era? Consulenti, qualche manager, il dirigente di una banca. Non i grandi ex della Magica come Bruno Conti e Alberto Faccini, presenti solo al convegno pomeridiano, alla Camera di commercio al Tempio di Adriano. Non Giovanni Floris o grandi manager Rai. Ovviamente è soltanto una casualità, la presenza dell’ex cronista di Belpietro nella tavolata in cui qualcuno ha annotato le conversazioni poi riportate dal giornale di Belpietro. Sulla mail anonima spedita a La Verità e al Giornale di Sallusti c’è la firma di tale Mario Rossi. Però se Belpietro l’ha copiata e incollata in pagina, senza cambiare una virgola, facendoci il titolo di prima del giornale, contro il Quirinale, evidentemente del mittente reale si fidava. Lo conosceva bene. Nei suoi editoriali parlava di “fonte autorevole”.

Leggi i commenti