Violenza contro le donne, Di Biase: “Da Nordio parole aberranti, il problema è strutturale”
di Serena Riformato«È un tema strutturale, non lo vedono?». Michela Di Biase, deputata Pd, lo ripete più volte davanti agli ultimi dati Istat: una donna su tre ha subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. «E ancora alcuni ministri non riescono a chiamare i fenomeni con il loro nome».
Per il Guardasigilli Carlo Nordio il dna dell’uomo “resiste alla parità”.
«Affermazioni veramente aberranti. Non solo è falso e non provato scientificamente. È un ragionamento pericoloso: un assunto del genere trasforma una responsabilità individuale e culturale in un fantomatico destino maschile. E così facendo, magari involontariamente, si fornisce una giustificazione».
Come si risponde?
«La violenza non è scritta in nessun codice genetico: è il prodotto di educazione, pot…
«È un tema strutturale, non lo vedono?». Michela Di Biase, deputata Pd, lo ripete più volte davanti agli ultimi dati Istat: una donna su tre ha subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. «E ancora alcuni ministri non riescono a chiamare i fenomeni con il loro nome».
Per il Guardasigilli Carlo Nordio il dna dell’uomo “resiste alla parità”.
«Affermazioni veramente aberranti. Non solo è falso e non provato scientificamente. È un ragionamento pericoloso: un assunto del genere trasforma una responsabilità individuale e culturale in un fantomatico destino maschile. E così facendo, magari involontariamente, si fornisce una giustificazione».
Come si risponde?
«La violenza non è scritta in nessun codice genetico: è il prodotto di educazione, potere e stereotipi».
La ministra Eugenia Roccella invece sostiene che l’educazione sessuale a scuola non abbia alcun beneficio.
«L’odio contro le donne nasce dalla mancanza di rispetto e riconoscimento reciproci. Come fa una ministra a sostenere che educare all’affettività non sia uno degli strumenti principali?».
Avete dei dati per dimostrarne l’efficacia, chiede la ministra?
«Sia la Convenzione di Istanbul che quella di Lanzarote chiedono di istruire i bambini su questi argomenti. A Roccella sfugge un punto: il cambio del paradigma culturale non avviene nel giro di qualche anno. I Paesi che hanno introdotto l’educazione sessuale stanno lavorando e investendo sulle future generazioni».
Mercoledì alla Camera il voto bipartisan sul consenso, due giorni dopo queste frasi. Come si tiene tutto insieme?
«Il Parlamento ha dato ottima prova di sé. È chiaro che si parta da punti di vista diversi, ma la politica fa questo: trova convergenze attraverso il dialogo. Io non mi arrendo».