Crolla l’affluenza. I dati di ieri confermano una partecipazione al voto sempre più bassa. Nelle sei regioni, Marche, Calabria, Toscana, Puglia, Toscana e Campania, che sono andate alle urne in questi ultimi mesi del 2025, l’affluenza al voto è stata del 43,69% rispetto al 57,7% delle precedenti regionali con un calo del 14,01%.
Nel dettaglio, in Campania ha votato il 44,6% degli aventi diritto, in calo di oltre 11 punti. In Puglia il 41,83%: cinque anni aveva votato il 56,43%. E in Veneto la partecipazione si ferma al 44,64 facendo registrare un meno 16,52%. Ma in tutte e tre le regioni, nel 2020, l’affluenza era trainata dal referendum sul taglio dei parlamentari. In valori assoluti, in Veneto, il decremento è stato pari a 607.000 elettori, in Campania a 572.000, in Puglia a 533.000, in Toscana a 435.000, nelle Marche a 120.000 e 24.000 in Calabria.
«Sono dati che confermano un trend negativo nella partecipazione elettorale in corso da tempo, che deve interrogare la classe politica…
Crolla l’affluenza. I dati di ieri confermano una partecipazione al voto sempre più bassa. Nelle sei regioni, Marche, Calabria, Toscana, Puglia, Toscana e Campania, che sono andate alle urne in questi ultimi mesi del 2025, l’affluenza al voto è stata del 43,69% rispetto al 57,7% delle precedenti regionali con un calo del 14,01%.
Nel dettaglio, in Campania ha votato il 44,6% degli aventi diritto, in calo di oltre 11 punti. In Puglia il 41,83%: cinque anni aveva votato il 56,43%. E in Veneto la partecipazione si ferma al 44,64 facendo registrare un meno 16,52%. Ma in tutte e tre le regioni, nel 2020, l’affluenza era trainata dal referendum sul taglio dei parlamentari. In valori assoluti, in Veneto, il decremento è stato pari a 607.000 elettori, in Campania a 572.000, in Puglia a 533.000, in Toscana a 435.000, nelle Marche a 120.000 e 24.000 in Calabria.
«Sono dati che confermano un trend negativo nella partecipazione elettorale in corso da tempo, che deve interrogare la classe politica tutta, nessuno esclusa, perché percentuali così basse di affluenza rendono fragili le nostre istituzioni democratiche», sottolinea Federico Fornaro del Pd, studioso di sistemi elettorali e autore del saggio Una democrazia senza popolo. Secondo i suoi calcoli, si sono persi quasi 2,3 milioni di elettori.
Anche questa volta l’allarme è unanime. «Astensione drammatica, nessuno convince chi sta a casa. Compiti a casa per tutti», scrive il senatore Pd Filippo Sensi. «Sempre più cittadini scappano dalle urne. Poniamoci un problema», dice il leader di Azione Carlo Calenda. E il ministro Tommaso Foti osserva che «quando vota il 40-42%, la politica dovrebbe avere il coraggio di chiedersi perché la gente non va a votare».