Renzi contro Meloni: “Cambi la legge di Bilancio, non quella elettorale”
di Serena RiformatoAlla Camera di Commercio di Roma Matteo Renzi incontra le associazioni di categoria con la presidente di Italia viva Raffaella Paita e la capogruppo alla Camera Maria Elena Boschi per parlare di manovra. Titolo dell'iniziativa: “Brutta senz’anima”. Ma è il day after del trionfo in Puglia e Campania, e il dibattito riparte inevitabilmente da lì: “Giorgia Meloni non deve cambiare la legge elettorale, deve cambiare la legge di bilancio perché non c'è una lira per gli italiani”, lasci perdere “i collegi per i suoi amici”, dice l’ex premier “deve parlare di sicurezza, tasse e stipendi”.
Con i trionfi di Puglia e Campania, ragiona Renzi, “si scopre che l'alternativa c'è e vince con candidati anche diversi”. È finita la leggenda dell'"invincibile armada” del centrodestra: “La premier Meloni in questi anni ha goduto di luce riflessa per il fatto che gli altri litigavano ma nel momento in cui la Meloni, per la prima volta – sottolinea – si trova in sei competizioni elettorali di fronte a uno s…
Alla Camera di Commercio di Roma Matteo Renzi incontra le associazioni di categoria con la presidente di Italia viva Raffaella Paita e la capogruppo alla Camera Maria Elena Boschi per parlare di manovra. Titolo dell'iniziativa: “Brutta senz’anima”. Ma è il day after del trionfo in Puglia e Campania, e il dibattito riparte inevitabilmente da lì: “Giorgia Meloni non deve cambiare la legge elettorale, deve cambiare la legge di bilancio perché non c'è una lira per gli italiani”, lasci perdere “i collegi per i suoi amici”, dice l’ex premier “deve parlare di sicurezza, tasse e stipendi”.
Con i trionfi di Puglia e Campania, ragiona Renzi, “si scopre che l'alternativa c'è e vince con candidati anche diversi”. È finita la leggenda dell'"invincibile armada” del centrodestra: “La premier Meloni in questi anni ha goduto di luce riflessa per il fatto che gli altri litigavano ma nel momento in cui la Meloni, per la prima volta – sottolinea – si trova in sei competizioni elettorali di fronte a uno schieramento coeso inizia a soffrire”. Lo dicono i numeri, insiste il leader di Iv: “Sommando i dati - sottolinea - il centrosinistra è più forte del centrodestra e si è votato anche in Veneto o nelle Marche e non solo in Toscana”.
Per il centrosinistra, aggiunge Renzi, adesso “la vera scommessa è mettersi d'accordo su un po' di contenuti concreti”. A partire dalla manovra, così come sta già avvenendo con gli emendamenti.
Cambiare la legge elettorale? Una scappatoia, secondo l'ex presidente del Consiglio: Giovanni Donzelli – il responsabile Organizzazione di FdI che ieri ha confermato l’intenzione di accelerare sulla riforma – “ricorda quel bambino che tutti noi abbiamo in mente quando in piazza perdeva la partita e diceva: il pallone è mio e me lo porto via”, pungola Renzi.
E poi, conclude, “Fratelli d'Italia ci ha frantumato i padiglioni auricolari con il governo più longevo, più stabile e più duratura della Repubblica, che si è creato, costituito e ha iniziato il proprio lavoro grazie all'attuale legge elettorale”, quindi “la legge elettorale di per sé non è un ostacolo alla governabilità”. Cos’è cambiato? “L'altra volta il centrosinistra era diviso, stavolta è unito e nei collegi in due terzi del paese il centrodestra non tocca palla".