Conte rinvia l’alleanza, il Pd evita la polemica. Avs: “Subito al lavoro”
di Concetto VecchioNicola Fratoianni, Elly Schlein, Roberto Fico, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Vincenzo Maraio e Gaetano Manfredi
ROMA – Fino all’altro giorno il centrodestra sembrava imbattibile. Ora la partita è riaperta. Tra un po’ si dirà che noi siamo avanti. E infatti Fratelli d’Italia invece di parlare della legge di bilancio, delle cose che davvero interessano gli italiani, ha come priorità una nuova legge elettorale, perché teme di perdere le politiche».
Qualcosa è cambiato dopo il 2-1 delle ultime regionali, con le nette vittorie del centrosinistra in Puglia e Campania, e Igor Taruffi, il responsabile organizzazione del Pd, esprime così l’umore del partito. Ma come coniugare questo improvviso ottimismo con la previsione di Giuseppe Conte, affidata ieri a Repubblica, secondo cui il tavolo del programma della coalizione in vista delle elezioni della primavera 2027 potrà aprirsi soltanto dopo l’estate? «È tardi», ha fatto notare Nicola Fratoianni di Avs. «È necessario lavorare da subito alla costruzione della proposta per il Paese». «Il timing è da rivedere», gli ha fatto eco Angelo Bonelli.
Taruffi sc…
ROMA – Fino all’altro giorno il centrodestra sembrava imbattibile. Ora la partita è riaperta. Tra un po’ si dirà che noi siamo avanti. E infatti Fratelli d’Italia invece di parlare della legge di bilancio, delle cose che davvero interessano gli italiani, ha come priorità una nuova legge elettorale, perché teme di perdere le politiche».
Qualcosa è cambiato dopo il 2-1 delle ultime regionali, con le nette vittorie del centrosinistra in Puglia e Campania, e Igor Taruffi, il responsabile organizzazione del Pd, esprime così l’umore del partito. Ma come coniugare questo improvviso ottimismo con la previsione di Giuseppe Conte, affidata ieri a Repubblica, secondo cui il tavolo del programma della coalizione in vista delle elezioni della primavera 2027 potrà aprirsi soltanto dopo l’estate? «È tardi», ha fatto notare Nicola Fratoianni di Avs. «È necessario lavorare da subito alla costruzione della proposta per il Paese». «Il timing è da rivedere», gli ha fatto eco Angelo Bonelli.
Taruffi scansa la polemica. «Tutti fiumi vanno al mare, anche se da percorsi diversi», dice. Non ne fa una questione di tempi. «La cosa importante è che ora c’è una coalizione, che si è presentata unita in sette regioni. E che il M5S, grazie all’alleanza, ha eletto due governatori. Il cantiere c’è già, è nei fatti. Tre anni fa tutto questo non c’era. E infatti ora Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia vuole riscrivere le regole perché nel suo partito temono di perdere la maggioranza nei collegi uninominali». Taruffi snocciola i dati della segreteria Schlein: a febbraio saranno tre anni alla guida del Pd. «Sommando i voti delle ultime 13 elezioni regionali - le uniche cambiate di colore sono quelle vinte dal centrosinistra - il Pd ha ottenuto 3,2 milioni di voti, Fratelli d’Italia 2,5. Alle Europee il centrosinistra era al 44 per cento, il centrodestra al 47. Nei sei capoluoghi di regione la sinistra ha vinto sei a zero. Dalle elezioni del 2022 il Pd ha recuperato un milione di voti a Fratelli d’Italia. Morale: la partita è apertissima. Sono fatti, non opinioni».
Sui tempi un esponente della componente riformista come il senatore lombardo Alessandro Alfieri richiama a una maggiore urgenza. «Se vogliamo riconquistare il Nord serve aggiungere un altro pezzo, e quel lavoro va consolidato subito». Come a dire: serve una gamba moderata che parli alle partite Iva e ai ceti delusi dal melonismo, «un lavoro che può fare anche il Pd, ma non solo». Anche tra i riformisti qualcosa è cambiato. I toni si sono ammorbiditi. «Lo sforzo per una coalizione la più grande possibile sta pagando, con i Cinquestelle abbiamo presentato emendamenti comuni alla manovra, ma ora questo sforzo va reso più forte nel Paese», dice Alfieri. «Il risultato della Campania è stata molto importante», riconosce.
Anche Riccardo Magi pensa che non sia il caso di tergiversare. «Non si può attendere per dei mesi: tutto corre molto veloce nella politica di oggi e se si vuole proporre un’alternativa di governo ai cittadini occorre avere il tempo di elaborarla, presentarla e farla conoscere. Rinviare è sbagliato, penso che si sia già perso troppo tempo, questo lavoro politico pertanto deve partire il prima possibile».
Giuseppe Conte chiede tempo perché prima va discusso il programma tra la base del Movimento. Ma quanto vale elettoralmente l’M5S, che in Puglia ha preso il 7 per cento e in Veneto il 2? «Nel Paese, insieme a tutti gli alleati rappresentano la differenza che corre tra la vittoria e la sconfitta. Dobbiamo stare insieme», ribadisce Taruffi.