Voci molto informate di FdI a sera confidano: «Ma certo che ci siamo sentiti con i 5 Stelle». Alle 19.19, quando Giorgia Meloni pubblica su Facebook il post in cui ribatte a Elly Schlein e invita pure Giuseppe Conte sul palco di Atreju, la sorella Arianna è in via della Scrofa, con il capo dell’Organizzazione, Giovanni Donzelli, più un manipolo di fedelissimi. Telefonata con Giorgia. Clic. Il post fa zompare il dibattito tra la premier e la leader dem. E pure quello con Conte — che nessuno aveva mai voluto sul serio, a destra — come certifica la nota notturna diffusa proprio da Donzelli: per ora nulla, alla prossima.
Storia di un duello che sul palco non c’è stato, ma dietro le quinte sì, eccome. Schlein voleva evitare i cartonati dei Fratelli, che due anni fa, quando le era stato recapitato il primo invito e aveva risposto di no, l’avevano riprodotta a grandezza naturale, facendola sfilare tipo totem tra gli stand della kermesse, grasse risate dei militanti della fiamma. E così avev…
Voci molto informate di FdI a sera confidano: «Ma certo che ci siamo sentiti con i 5 Stelle». Alle 19.19, quando Giorgia Meloni pubblica su Facebook il post in cui ribatte a Elly Schlein e invita pure Giuseppe Conte sul palco di Atreju, la sorella Arianna è in via della Scrofa, con il capo dell’Organizzazione, Giovanni Donzelli, più un manipolo di fedelissimi. Telefonata con Giorgia. Clic. Il post fa zompare il dibattito tra la premier e la leader dem. E pure quello con Conte — che nessuno aveva mai voluto sul serio, a destra — come certifica la nota notturna diffusa proprio da Donzelli: per ora nulla, alla prossima.
Storia di un duello che sul palco non c’è stato, ma dietro le quinte sì, eccome. Schlein voleva evitare i cartonati dei Fratelli, che due anni fa, quando le era stato recapitato il primo invito e aveva risposto di no, l’avevano riprodotta a grandezza naturale, facendola sfilare tipo totem tra gli stand della kermesse, grasse risate dei militanti della fiamma. E così aveva studiato la mossa, per ribaltare l’accusa: mica scappo, vengo, ma se posso sfidare la premier a tu per tu.
Meloni, evidentemente spiazzata, ci ha messo 24 ore per replicare. Con una strategia che fa intuire che alla fine no, quel confronto non l’avrebbe davvero apprezzato ed è riuscita a sabotarlo. Invitare accanto a Schlein Conte, che ha la metà dei suoi voti, avrebbe degradato la leader Pd al ruolo di comprimaria. E in più, maramaldeggiano da via della Scrofa, trovandoseli tutti e due sul palco, la premier avrebbe potuto surfare sulle divisioni a sinistra, rimarcare le divergenze in politica estera, senza dover rispondere delle sue frizioni con Matteo Salvini.
Gli emissari della premier hanno sondato i parigrado 5 Stelle, così come i rappresentanti di altri partiti, vedi Avs. Non si può dire con certezza che FdI e contiani abbiano concordato la strategia. Ma c’è un dato di fatto: è proprio sulla base di quello che Conte ha ripetuto tutto il giorno — «l’anno scorso avevo proposto io un confronto con Meloni, mi hanno detto di no, ma sono sempre disponibile» — che la premier ha costruito il nocciolo della sua risposta social alla rivale democratica. Alcune frasi del leader 5S sono quasi sovrapponibili. Il succo è lo stesso.
Meloni aveva accolto con una punta di fastidio l’iniziativa di Schlein, la proposta di un faccia a faccia. Anche per ragioni «personali», confidano i suoi. Quasi a farne questione di galateo: «Non può imporci la scaletta in casa nostra, se si è ospiti non si mette bocca sull’evento altrui». Accusa che i dem possono rovesciare: se ci invitate, non aggiungete uno sgabello all’ultimo (quello per Conte).
Certo, come fanno notare pure dalle parti del Nazareno, Schlein avrebbe potuto mettere più alle corde Meloni, se ci fosse stato un maggiore coordinamento con il suo alleato principale, il capo del M5S. Se Conte avesse detto, come ha fatto subito Matteo Renzi, «a me va benissimo un duello Meloni-Elly». La chat dei leader del cosiddetto campo largo, quella che serve di tanto in tanto a tarare le iniziative comuni o ad avviare video-call per raccapezzarsi alla svelta, ieri è rimasta silente. Schlein e Conte si sono sentiti? Rispondono di no da entrambi gli staff. Forse sarebbe finita così comunque così, senza il confronto a due sul palco di Atreju. Un duello che non s’ha da fare.