✕

Schlein a Montepulciano incassa sostegno del correntone, ma si smarca: "Sono la segretaria di tutti"

Elly Schlein 

Ascolta l'audio

La leader dem chiude l’evento di Montepulciano, dove tre correnti si sono fuse in una maxi-area a suo sostegno
2 minuti di lettura

Sotto il tendone gelido allestito nel giardino pubblico di Montepulciano, Elly Schlein arriva in tarda mattinata, poco prima di prendere la parola: intervento obbligato, fosse dipeso da lei sarebbe andata avanti senza legarsi ufficialmente a un correntone che sospetta nato per condizionarla. E infatti subito precisa, a scanso di equivoci: “Io continuerò a essere la segretaria di tutti e a salvaguardare il pluralismo del partito. Mi sento figlia di tutte le culture politiche che l’hanno fondato. Ne siamo la sintesi, proiettandola nel futuro".

Eppure in questo vivaio pieno di giovani dirigenti che chiedevano di essere visti, ascoltati, valorizzati, si aspettavano forse qualcosa di più: una spinta verso quel rinnovamento, anche generazionale, che non può riguardare solo la segretaria. Non a caso i tre quarantenni chiamati a concludere la tre giorni di riscatto della maggioranza dem, cresciuti a pane e sezioni, dal palco le avevano giurato fedeltà eterna, nonostante dopo la vittoria alle …

Sotto il tendone gelido allestito nel giardino pubblico di Montepulciano, Elly Schlein arriva in tarda mattinata, poco prima di prendere la parola: intervento obbligato, fosse dipeso da lei sarebbe andata avanti senza legarsi ufficialmente a un correntone che sospetta nato per condizionarla. E infatti subito precisa, a scanso di equivoci: “Io continuerò a essere la segretaria di tutti e a salvaguardare il pluralismo del partito. Mi sento figlia di tutte le culture politiche che l’hanno fondato. Ne siamo la sintesi, proiettandola nel futuro".

Eppure in questo vivaio pieno di giovani dirigenti che chiedevano di essere visti, ascoltati, valorizzati, si aspettavano forse qualcosa di più: una spinta verso quel rinnovamento, anche generazionale, che non può riguardare solo la segretaria. Non a caso i tre quarantenni chiamati a concludere la tre giorni di riscatto della maggioranza dem, cresciuti a pane e sezioni, dal palco le avevano giurato fedeltà eterna, nonostante dopo la vittoria alle primarie lei non li abbia ricambiati con la stessa moneta. “I mesi che ci aspettano sono difficilissimi: a te la guida, Elly”, l’aveva accolta Roberto Speranza, leader degli ex Art.1 tornati a casa con Enrico Letta. “Lo affermano i militanti e i risultati degli ultimi mesi: questa assemblea ti dice siamo al tuo fianco, sfrutta al meglio le potenzialità della nostra comunità". E ancora più esplicita era stata Michela Di Biase, che a nome di Areadem aveva urlato: “Basta consumare il tempo in logoranti dibattiti. Per lo statuto del Pd la candidata premier è la segretaria del partito e in caso di primarie di coalizione è la candidata delle primarie. Aggiungiamo in assemblea nazionale: sarà l'unica candidata del Pd alle primarie di coalizione”. Chiaro il messaggio: non c’è nessun altro al di fuori di Schlein. Un’incoronazione per fugare ogni dubbio o lettura malevola.

La segretaria, seduta in prima fila, fa sì con la testa, sorride e però va dritta per la sua strada, concedendo pochissimo ai compagni di partito che per 72 ore le hanno suggerito di correggere il tiro, di non confrontarsi solo con una ristretta cerchia di fedelissimi, di coinvolgere dirigenti e territori nelle scelte cruciali. Lei ringrazia tutti, ci mancherebbe, anche Stefano Bonaccini che però qui non è venuto in polemica. Si professa “orgogliosa di guidare una grande comunità larga, aperta e anche plurale”. Spiega che “la discussione è la nostra forza, non siamo il partito di un capo, non intendiamo rassegnarci al modello dei partiti personali, dei partiti caserma o ridotti a comitato elettorale, abbiamo un'altra storia" e però poi mette i puntini sulle i. “Il pluralismo - scandisce - non significa galleggiare per non scontentare nessuno, ma discutere, ascoltare tutti e poi trovare posizioni nette e chiare per farci capire fuori. Bisogna offrire una scelta riconoscibile". E questo compito spetta a lei e alle persone che si è scelta per farlo.

Il resto è una lunga rivendicazione dei risultati ottenuti dacché è segretaria. Il trionfo alle regionali, la costruzione dell’alleanza progressista, il Pd primo partito dell’opposizione che “è cresciuto ovunque, dove abbiamo vinto e anche dove non lo abbiamo fatto. Sono i voti veri a dirlo e se li sommiamo vediamo che la nostra coalizione e quella al governo sono pari: la partita per le politiche è aperta”. Un partito risanato, che ha aumentato le tessere, le donazioni del 2 per mille e ha pure fatto uscire i dipendenti dalla cassa integrazione. Tornato davanti alle fabbriche, agli ospedali, alle scuole, “nelle periferie fisiche ed esistenziali” dove deve stare la comunità democratica. E siccome “Concordo con chi dice che dobbiamo allargare la maggioranza”, che non è merito suo ma punto essenziale di chi questo lavoro l’ha fatto, celebrandolo nella kermesse di Montepulciano, “la buona notizia è che si è già allargata, qua ci sono persone che allo scorso congresso hanno fatto scelte diverse”.

Un discorso tutto all’attacco per dire ai mille riuniti nel vivaio: grazie per esserci, ma comunque sono io che decido. Il supercorrentone tuttavia non si arrende: c’è una nuova classe dirigente nel Pd, e anche la segretaria prima o poi dovrà riconoscerlo. La prova di forza, a Montepulciano, è riuscita.

Leggi i commenti