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Crediti formativi per il dibattito all’università con Calenda e Varchi, è polemica

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Il caso dell’università di Palermo. Il rifiuto di Schlein, durante la campagna elettorale in Campania, a un invito di organizzazioni studentesche dell'ateneo di Salerno
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Si tratta di «un episodio incredibile», dice il responsabile università e ricerca della segreteria nazionale del Pd, Alfredo D'Attorre. «Sono senza parole», commenta invece Tomaso Montanari, rettore dell'università per Stranieri di Siena. La storia è questa: all'università di Palermo gli studenti che seguiranno un incontro con Carolina Varchi (FdI) e Carlo Calenda (Azione) riceveranno un credito formativo. Un po' come se avessero fatto un pezzetto di esame. Esponenti politici in università quindi, e se li ascolti hai anche il premio didattico. «Qualcosa di inaccettabile, crediti per un incontro politico, ma scherziamo?», aggiunge Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil.

L'appuntamento è per il 4 dicembre, all'aula magna della facoltà di Giurisprudenza. Titolo dell'incontro: "Quale futuro per la nostra terra?". In locandina ci sono i faccioni di loro due che - si legge - "incontrano gli studenti": cioè la deputata meloniana ed ex vicesindaco di Palermo e il leader della for…

Si tratta di «un episodio incredibile», dice il responsabile università e ricerca della segreteria nazionale del Pd, Alfredo D'Attorre. «Sono senza parole», commenta invece Tomaso Montanari, rettore dell'università per Stranieri di Siena. La storia è questa: all'università di Palermo gli studenti che seguiranno un incontro con Carolina Varchi (FdI) e Carlo Calenda (Azione) riceveranno un credito formativo. Un po' come se avessero fatto un pezzetto di esame. Esponenti politici in università quindi, e se li ascolti hai anche il premio didattico. «Qualcosa di inaccettabile, crediti per un incontro politico, ma scherziamo?», aggiunge Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil.

L'appuntamento è per il 4 dicembre, all'aula magna della facoltà di Giurisprudenza. Titolo dell'incontro: "Quale futuro per la nostra terra?". In locandina ci sono i faccioni di loro due che - si legge - "incontrano gli studenti": cioè la deputata meloniana ed ex vicesindaco di Palermo e il leader della formazione centrista, ormai sempre più vicino al centrodestra. A organizzare l'evento è il Foro di giurisprudenza, associazione studentesca di destra e molto vicina alla fiamma. «La destra continua a mostrare un rapporto con l'università strumentale e invasivo», commenta D'Attorre.

Elly Schlein ad esempio in campagna elettorale in Campania decise di non accettare un invito di organizzazione studentesche dell'università di Salerno, proprio per evitare commistioni. La questione, al di là dell'opportunità in sé di un evento con dei parlamentari in facoltà, è l'attribuzione del credito. Grazie all'autonomia universitaria viene demandato ai regolamenti di ateneo e poi ai singoli consigli di facoltà o di dipartimento attribuire o meno dei punti. Può essere formativo ad esempio un parlamentare che a Scienze politiche spiega il funzionamento dei lavori parlamentari; oppure essere relatori di una legge specifica e illustrarne l'iter agli studenti di Giurisprudenza. In questo caso però è un normalissimo dibattito. I crediti spesso vengono usati solo come "esca" per garantire pubblico ai relatori, ma qui per l'appunto si tratta di dirigenti di partito.

«Se un’università invece di formare il pensiero critico riconosce crediti a chi va ad ascoltare la propaganda, non importa di quale parte politica, abdica totalmente alla sua funzione. È esattamente il contrario di ciò che dobbiamo fare», riflette invece Montanari. Il deputato di Avs Marco Grimaldi ironizza: «Finalmente un modo per premiare la resistenza passiva: ascoltare Calenda e Varchi e uscirne vivi. Presto ci manderanno in Erasmus ad ascoltare Orban?».

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