Pd, Schlein convoca l’assemblea per domenica 14 dicembre. Duello a distanza con Meloni
di Giovanna VitaleROMA – Il duello fra Giorgia Meloni ed Elly Schlein ci sarà lo stesso, solo che a distanza. Domenica 14 dicembre la presidente del Consiglio salirà sul palco di Atreju per chiudere, come di consueto, la festa dei giovani di Fratelli d’Italia. La segretaria del Pd, più o meno negli stessi minuti, terrà la relazione conclusiva dell’assemblea nazionale del suo partito, convocata dopo molto esitare su forte insistenza di tutte le anime dem. Scese da settimane in pressing per avviare una discussione seria – come non si fa più da tempo – sulla gestione e le prospettive future della principale forza di opposizione all’indomani delle regionali e in vista dell’apertura del cantiere progressista.
E così, mentre la capa del governo esalterà i risultati fin qui ottenuti nei suoi tre anni a Palazzo Chigi, pressoché in contemporanea la leader dem proverà a smontare punto per punto la narrazione dell’avversaria su una serie di temi cari agli italiani: salari bassi, lavoro povero, sanità al collasso…
ROMA – Il duello fra Giorgia Meloni ed Elly Schlein ci sarà lo stesso, solo che a distanza. Domenica 14 dicembre la presidente del Consiglio salirà sul palco di Atreju per chiudere, come di consueto, la festa dei giovani di Fratelli d’Italia. La segretaria del Pd, più o meno negli stessi minuti, terrà la relazione conclusiva dell’assemblea nazionale del suo partito, convocata dopo molto esitare su forte insistenza di tutte le anime dem. Scese da settimane in pressing per avviare una discussione seria – come non si fa più da tempo – sulla gestione e le prospettive future della principale forza di opposizione all’indomani delle regionali e in vista dell’apertura del cantiere progressista.
E così, mentre la capa del governo esalterà i risultati fin qui ottenuti nei suoi tre anni a Palazzo Chigi, pressoché in contemporanea la leader dem proverà a smontare punto per punto la narrazione dell’avversaria su una serie di temi cari agli italiani: salari bassi, lavoro povero, sanità al collasso, politiche industriali inesistenti, progetti del Pnrr al palo.
Un passaggio non scontato, per il Pd. Dai piani alti era infatti filtrata la voce che l’assemblea nazionale sarebbe slittata a gennaio per consentire a Schlein di riflettere con più tranquillità sulla possibilità di convocare il congresso anticipato, anziché aspettare la scadenza naturale del mandato fissata a marzo 2027, proprio a ridosso delle politiche. Mossa che l’avrebbe blindata per altri quattro anni al vertice del Nazareno, regalandole maggiore slancio nella sfida con Meloni. Subito però era arrivato l’altolà di diversi esponenti di spicco del partito, fra cui il presidente Stefano Bonaccini, che il 14 dovrebbe ufficializzare il suo ingresso in maggioranza.
La segretaria ha perciò deciso, almeno per il momento, di desistere. Rassicurata anche dal fatto che, durante le assise, il parlamentino democratico sarà probabilmente chiamato a votare una modifica statutaria per sancire la sua candidatura in caso di primarie di coalizione: con le attuali regole il Pd ne può esprimere più d’una, dopo questo cambio sarà legittimata a correre solo la segretaria del partito. Esattamente come aveva proposto a Montepulciano la deputata franceschiniana Michela Di Biase.
Un’ulteriore tappa in vista della madre di tutte le battaglie: stabilire, dopo aver costruito un programma condiviso, chi sarà a guidare l’alleanza progressista.