MILANO – La proposta l’ha lanciata Ignazio La Russa: un decreto svuota-carceri da chiudere entro Natale, «in modo che chi ha quasi interamente scontato la propria pena possa continuare a scontarla dentro di sé o in un altro modo». Che sia effettivamente possibile realizzarla è un altro discorso, anche perché all’ordine del giorno da qui alla fine dell’anno non ci sono provvedimenti del genere. Però le prime reazioni avute alla proposta sono positive, perlomeno a sinistra.
Il contesto, intanto: La Russa era intervenuto alla presentazione del libro di Gianni Alemanno e Fabio Falbo, L’emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane. L’ex sindaco di Roma, esponente cresciuto nell’Msi e oggi recluso, da tempo sta cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni delle carceri, raccontando sui social storture, ingiustizie, difficoltà (e anche la varia umanità) dell’esperienza della galera. Una battaglia che storicamente ha visto più sensibili i radicali e la sinistra. E …
MILANO – La proposta l’ha lanciata Ignazio La Russa: un decreto svuota-carceri da chiudere entro Natale, «in modo che chi ha quasi interamente scontato la propria pena possa continuare a scontarla dentro di sé o in un altro modo». Che sia effettivamente possibile realizzarla è un altro discorso, anche perché all’ordine del giorno da qui alla fine dell’anno non ci sono provvedimenti del genere. Però le prime reazioni avute alla proposta sono positive, perlomeno a sinistra.
Il contesto, intanto: La Russa era intervenuto alla presentazione del libro di Gianni Alemanno e Fabio Falbo, L’emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane. L’ex sindaco di Roma, esponente cresciuto nell’Msi e oggi recluso, da tempo sta cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni delle carceri, raccontando sui social storture, ingiustizie, difficoltà (e anche la varia umanità) dell’esperienza della galera. Una battaglia che storicamente ha visto più sensibili i radicali e la sinistra. E infatti l’incontro era stato organizzato da Rita Bernardini di “Nessuno tocchi Caino”.
«La prima lesione della dignità dell’uomo è scontare la propria pena in una condizione di sovraffollamento in cui i bisogni basilari dell’uomo sono pressati», le parole del presidente del Senato. Interessante anche la riflessione di Alemanno, che ha parlato virtualmente grazie all’Ai, la quale ha preso a prestito parole, corpo e gesti in video: «Per me che vengo dalla stessa storia politica di chi governa oggi, è un punto d’onore rompere i luoghi comuni e gli slogan su cui si fonda questa indifferenza». E pensare che a distanza c’era il sottosegretario Andrea Delmastro (FdI) che invece sosteneva come «svuota-carceri più o meno mascherati non hanno funzionato».
Qualche numero per descrivere l’emergenza? Nel 2025 si sono suicidate 72 persone in carcere. Il tasso di sovraffollamento è del 137 per cento; ovunque si registrano mancanza di spazi vitali, insufficienza dei servizi sanitari; crescono atti di autolesionismo e tensioni interne. Dice la vicepresidente del Pd al Senato, Anna Rossomando: «La Russa non è venuto meno all’impegno già dichiarato. Ma è evidente che il problema è la maggioranza di centrodestra che nemmeno su un terreno di condivisione dei principi fondamentali dei diritti umani e costituzionali riesce a trovare un punto di sintesi». Identica riflessione arriva dal M5S: «Giusto pensare a soluzioni per far scontare l’ultima parte di pena fuori dalle carceri. Dopo aver perseverato nei suoi errori, il governo si dia una mossa e ascolti i suggerimenti che possono aiutare», dicono gli esponenti 5 Stelle delle commissioni Giustizia della Camera e del Senato.